Truescreen. Non basta documentare, occorre la certificazione digitale

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TrueScreen registra un +75% di richieste dal settore edile: cresce la domanda di certificazione digitale dei dati di cantiere mentre i casi di frode aumentano del 60%. Come cambia la gestione di sopralluoghi e Sal.

Fabio Ugolini (foto Truescreen)

La tracciabilità dei dati di cantiere smette di essere una questione burocratica e diventa un fattore strategico per imprese e direzioni lavori.

A certificarlo sono i numeri: TrueScreen, data authenticity platform specializzata nella certificazione digitale con valore legale, ha registrato negli ultimi mesi un incremento del 75% delle richieste provenienti dal comparto edilizia e costruzioni.

Un segnale inequivocabile che il mercato sta prendendo coscienza della fragilità dei processi documentali tradizionali e delle loro conseguenze operative e legali.

«Nell’edilizia e nel settore delle costruzioni, l’autenticità del dato non è più solo una questione tecnica, ma un elemento strategico per garantire trasparenza, responsabilità e solidità nei rapporti contrattuali. Ogni sopralluogo, Sal o ispezione genera informazioni che possono avere un impatto economico e legale rilevante. Per questo è fondamentale poter dimostrare in modo oggettivo quando e come un dato è stato raccolto e che non sia stato alterato nel tempo. Portare la certificazione dell’autenticità direttamente nei processi di cantiere significa ridurre ambiguità, prevenire contenziosi e rafforzare la fiducia tra tutti gli attori coinvolti nel progetto». Fabio Ugolini, ceo e Founder di TrueScreen

Un settore ancora poco digitalizzato e sempre più esposto alle frodi

Il contesto in cui si inserisce questa crescita della domanda è quello di un comparto strutturalmente in ritardo sulla trasformazione digitale.

Secondo i dati disponibili, solo il 36% delle imprese edili italiane utilizza software aziendali evoluti, a fronte di una media nazionale del 49%.

Una distanza significativa che si traduce in processi documentali frammentati, difficili da verificare e facilmente contestabili in sede di contenzioso.

A questo si aggiunge una tendenza allarmante sul fronte della correttezza contrattuale: secondo l’Association of Certified Fraud Examiners, negli ultimi anni si è registrato un incremento del 60% dei casi di frode nel settore edile.

Un dato che impone una riflessione profonda sulle modalità con cui vengono raccolte, conservate e rese opponibili le evidenze di cantiere.

La certificazione va oltre la documentazione

La documentazione tradizionale di cantiere — fotografie, report manuali, file scambiati via email o messaggistica — soffre di un limite strutturale: in caso di disputa tra impresa, committente o fornitori, dimostrare che un’attività sia stata eseguita è molto più semplice che provare con certezza quando, dove e in quali condizioni operative sia avvenuta.

È proprio questa incertezza sul “quando” e sul “come” che alimenta contestazioni, rallenta i pagamenti e genera contenzioso.

Il quadro normativo è già chiaro sul punto. Il Decreto 7 marzo 2018, n. 49, che disciplina le funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione, prevede che la contabilità dei lavori venga gestita con strumenti elettronici capaci di garantire autenticità, sicurezza e provenienza certificata dei dati dai soggetti competenti.

La norma non si limita quindi a richiedere la forma digitale: esige la verificabilità dell’intero processo di raccolta e trasmissione delle informazioni.

Come TrueScreen interviene nella gestione di sopralluoghi e Sal

La risposta tecnologica proposta da TrueScreen agisce esattamente nel momento più critico del processo: la raccolta delle evidenze sul campo.

La piattaforma digitalizza e mette in sicurezza la documentazione di cantiere attraverso flussi di lavoro guidati e personalizzabili per sopralluoghi, Stati Avanzamento Lavori e ispezioni.

Fotografie, video, documenti, input testuali, firme digitali e geolocalizzazioni vengono acquisiti in modo strutturato e associati a metadati certificati, generando report completi, conformi alle normative vigenti e giuridicamente opponibili in caso di controversia.

Sul piano operativo, l’impatto è misurabile: la digitalizzazione strutturata dei processi consente di ridurre le attività manuali, limitare gli errori e abbattere le rilavorazioni, velocizzando la raccolta dati fino a quattro volte rispetto ai metodi tradizionali.

Il risultato è una minore esposizione al rischio di contestazione e la disponibilità immediata di documentazione pronta per audit e verifiche ispettive.

La certificazione del dato come leva strategica per le imprese di costruzioni

In un settore dove la marginalità è strutturalmente sotto pressione e i progetti coinvolgono una pluralità di soggetti — committenti, general contractor, subappaltatori, direzioni lavori, collaudatori — la disponibilità di prove digitali verificabili rappresenta un fattore di stabilità contrattuale e controllo del rischio.

Non si tratta soltanto di compliance, ma di un vantaggio competitivo concreto nella gestione delle relazioni di filiera.

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