Assobeton. Regole chiare per la revisione dei prezzi

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Un nuovo shock energetico colpisce la filiera delle costruzioni. Le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico minacciano la tenuta economica dell’intera filiera della prefabbricazione in calcestruzzo: Assobeton chiede regole chiare per la revisione dei prezzi nei contratti privati.

Revisione dei prezzi: l'allarme di Assobeton (foto generata con AI Gemini)

Le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico tornano a pesare sull’industria delle costruzioni italiana.

Nonostante la fase di cessate il fuoco, il blocco dello Stretto di Hormuz e lo stallo dei negoziati internazionali mantengono alta l’incertezza sui mercati energetici, con ricadute dirette sulla sostenibilità operativa delle imprese di prefabbricazione in calcestruzzo.

Assobeton, l’associazione di categoria del settore, lancia un nuovo allarme: senza meccanismi strutturati di revisione dei prezzi, il rischio è una crisi sistemica che potrebbe paralizzare cantieri e investimenti in tutto il Paese.

I numeri di un comparto strategico sotto pressione

La prefabbricazione in calcestruzzo rappresenta un pilastro dell’industria edilizia nazionale: oltre 4 miliardi di euro di valore prodotto, più di 12.000 addetti diretti e un ruolo determinante nella realizzazione di grandi opere industriali, logistiche, commerciali e infrastrutturali.

È questo sistema produttivo a subire oggi l’impatto più diretto dell’escalation dei costi energetici.

L’aumento del prezzo di petrolio, carburanti, gas naturale ed energia elettrica si trasmette a ogni fase del ciclo produttivo: dalla produzione di cemento e acciaio alla lavorazione dei materiali coibenti e impermeabilizzanti, fino ai costi di trasporto, sollevamento e montaggio in cantiere.

I costi della prefabbricazione hanno già superato i picchi registrati nel 2022, in un contesto di mercato che oggi mostra una capacità di assorbimento decisamente inferiore.

Un effetto domino lungo tutta la filiera

Le conseguenze non restano confinate alle imprese produttrici. Il deterioramento delle condizioni economiche si propaga lungo l’intera catena del valore: rallentamento degli ordini, crescente prudenza degli investitori, contrazione della domanda di materie prime e semilavorati, difficoltà per fornitori e subfornitori.

Il rischio concreto è la sospensione o il rinvio di cantieri già avviati, con ripercussioni sull’occupazione e sulla capacità complessiva del sistema costruzioni di rispondere alla domanda di mercato.

A complicare ulteriormente il quadro concorrono i tassi di interesse ancora elevati e il progressivo esaurimento della spinta impressa dal Pnrr, fattori che comprimono ulteriormente la domanda proprio mentre i costi produttivi tornano a salire.

I contratti privati: dove la revisione dei prezzi è ancora assente

Il punto critico identificato da Assobeton riguarda in modo specifico i contratti e gli appalti privati. A differenza del settore pubblico — dove esistono strumenti normativi dedicati — nell’ambito privato mancano troppo spesso meccanismi chiari, automatici e condivisi per la revisione dei prezzi in corso d’opera.

In assenza di tali strumenti, l’intero peso dell’aumento strutturale dei costi ricade sui produttori, chiamati di fatto a fare da cuscinetto tra fornitori a monte e committenti a valle, in un contesto di marginalità già fortemente compressa.

Senza criteri oggettivi e verificabili di adeguamento contrattuale, la volatilità dei mercati rischia inoltre di generare effetti speculativi e distorsivi lungo la filiera.

«Il rischio concreto è quello di una progressiva paralisi dei cantieri e di un congelamento delle decisioni di investimento, proprio mentre il Paese avrebbe bisogno di continuità realizzativa, certezze contrattuali e piena capacità industriale per rispettare i programmi in corso, inclusi quelli legati al Pnrr. I costi della prefabbricazione hanno già superato i picchi del 2022, ma il mercato oggi non è in grado di assorbirli. L’incertezza, i tassi di interesse in aumento e il progressivo esaurimento della spinta del Pnrr stanno comprimendo la domanda, esponendo il settore a un concreto rischio di crisi sistemica. Le imprese non possono essere lasciate sole ad assorbire l’impatto di una crisi che nasce fuori dal perimetro aziendale ma si scarica integralmente sui contratti in corso. Senza criteri oggettivi di adeguamento prezzi, tempestività nelle decisioni e una maggiore responsabilità da parte di tutta la filiera, il rischio è compromettere la continuità dei lavori, gli investimenti e la tenuta industriale del comparto». Enrico Dassori, presidente Assobeton

Revisione dei prezzi: responsabilità condivisa e regole trasparenti

Assobeton chiama a raccolta i committenti privati, i general contractor e tutti gli operatori della filiera, sollecitando l’adozione di approcci contrattuali più maturi e responsabili.

La richiesta è precisa: introdurre criteri oggettivi, trasparenti e verificabili per la revisione dei prezzi, capaci di distribuire equamente il rischio lungo la catena produttiva in fasi di forte volatilità.

Solo una responsabilità condivisa tra tutti gli attori del processo costruttivo — dalla committenza ai produttori, dai general contractor ai subfornitori — può impedire che una crisi di origine esterna si trasformi in un collasso strutturale dell’industria della prefabbricazione italiana.

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