Il ponte mobile sul canale dei Navicelli, collegato alla Superstrada FI-PI-LI, è tornato pienamente operativo a seguito del complesso intervento di ripristino strutturale reso necessario dall’avaria che ne aveva compromesso il funzionamento nel marzo scorso.
L’infrastruttura, strategica tanto per la viabilità ordinaria quanto per le attività portuali dell’area livornese, ha richiesto un piano operativo articolato in più fasi, coordinato dalla Bettarini Autogru di Livorno con il supporto delle piattaforme aeree Multitel.
La sequenza operativa del ripristino del ponte dei Navicelli
L’intervento si è sviluppato secondo una sequenza rigorosa, concepita per minimizzare i tempi di chiusura al traffico garantendo al contempo la massima sicurezza delle operazioni.
La prima fase ha riguardato la messa in sicurezza e la stabilizzazione dell’impalcato, con il successivo riallineamento controllato della campata attraverso movimenti millimetrici eseguiti con l’ausilio di tre autogru — una da 700 tonnellate e due da 250 tonnellate — coordinate da tecnici specializzati.


Le operazioni, condotte in continuità nelle ore diurne e notturne, hanno permesso di riportare la struttura nella corretta posizione e di autorizzare una riapertura parziale al solo traffico leggero fino a 3,5 tonnellate.
Circa due settimane dopo,a fine marzo, la società di gestione della Sgc Fi-Pi-Li ha progettato e realizzato insieme a Bettarini Autogru lo smontaggio e la messa a terra dell’intero impalcato stradale — del peso superiore a 200 tonnellate — impiegando quattro autogru per consentire la completa sostituzione delle cerniere di apertura del ponte mobile.
La fase conclusiva, svoltasi a metà aprile, ha visto il sollevamento e il riposizionamento definitivo della campata, seguiti dagli interventi di pavimentazione e dal collaudo del nuovo sistema di sollevamento, ridisegnato in configurazione alleggerita rispetto a quella precedente.


Il ruolo delle piattaforme Multitel: precisione e controllo in quota
Durante tutte le fasi dell’intervento, le piattaforme aeree Multitel MJ 775 e MJ 520 hanno operato in stretta sinergia con le autogru impiegate per il sollevamento dell’impalcato.
Entrambe sono state impiegate nelle operazioni di imbragatura del ponte ai ganci delle gru e nel monitoraggio dall’alto delle manovre, consentendo agli operatori di lavorare con la necessaria precisione in prossimità dei punti di aggancio e garantendo una visione completa dell’intera area di intervento.
L’elevato sbraccio e la stabilità in quota hanno permesso di raggiungere tutte le aree critiche della struttura, mentre la fluidità dei movimenti ha reso possibile eseguire regolazioni puntuali — indispensabili in un intervento in cui qualsiasi minimo disallineamento avrebbe potuto compromettere l’esito delle operazioni.
«Ogni intervento di questo tipo è un piccolo miracolo di ingegneria e collaborazione. Non è solo una questione di potenza delle gru, ma di esperienza, tempismo e precisione. Le piattaforme ci hanno permesso di lavorare in quota con il controllo necessario per gestire ogni fase in sicurezza» ha commentato Fabrizio Bettarini, che ha seguito direttamente le operazioni e manovrato la MJ 775.


Infrastrutture critiche: il lavoro in quota come componente integrata
Il ripristino del ponte dei Navicelli rappresenta un caso studio significativo nell’ambito della manutenzione straordinaria di infrastrutture critiche.
L’intervento dimostra come l’integrazione tra piattaforme aeree e mezzi di sollevamento pesante costituisca oggi una componente strategica — e non meramente accessoria — nella gestione di cantieri ad alta complessità.
La sinergia operativa tra Bettarini Autogru e Multitel ha consentito di contenere i tempi di intervento pur mantenendo elevati standard di sicurezza e precisione esecutiva, confermando come la complementarità tra competenze specializzate e tecnologie avanzate rappresenti un fattore determinante per affrontare le sfide più impegnative nel settore delle opere infrastrutturali.



