Limenet e Fassa Bortolo. Accordo per lo sviluppo del forno elettrico che riduce le emissioni della calce

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Limenet e Fassa Bortolo investono 5 milioni di euro nel co-sviluppo di un forno elettrico indiretto per la produzione di calce a basse emissioni. La tecnologia punta a ridurre del 22% la Co₂ rispetto ai processi tradizionali.

Render calcinatore pilota (foto Limenet e Fassa Bortolo)

Limenet e Fassa Bortolo hanno siglato un accordo da 5 milioni di euro per il co-sviluppo industriale di un forno elettrico indiretto di nuova generazione destinato alla produzione di calce di alta qualità e a basse emissioni.

L’intesa consolida la partnership avviata nel dicembre 2025, quando Cdp Venture Capital e Fassa Bortolo avevano investito 7 milioni in equity nella startup — portando la raccolta complessiva a 9,5 milioni. I nuovi 5 milioni sono suddivisi equamente tra i due partner (2,5 milioni ciascuno) e finanziano la fase di sviluppo su scala commerciale.

«Per Fassa Bortolo questo accordo è la traduzione concreta della visione condivisa con Limenet: portare la tecnologia di elettrificazione del processo di calcinazione in un contesto produttivo reale, con l’obiettivo di ridurre strutturalmente le emissioni da combustione nella produzione della calce. Mettere a disposizione la nostra esperienza industriale e i nostri impianti significa contribuire a uno sviluppo tecnologico che ha ricadute sull’intero settore. Crediamo che la decarbonizzazione dell’industria della calce passi attraverso questo tipo di collaborazione: tra chi sviluppa tecnologie avanzate e chi le deve applicare su scala commerciale». Alessandro Trivillin, Ceo di Fassa srl

«Questo accordo rappresenta il primo passo fondamentale nel percorso verso la produzione di calce completamente decarbonizzata. L’elettrificazione del processo di calcinazione permette di eliminare le emissioni legate alla combustione dei combustibili fossili. Per raggiungere la neutralità carbonica dovremo integrare i sistemi produttivi con siti di stoccaggio di Co2» Stefano Cappello, Ceo di Limenet

Stefano Cappello, Ceo e Founder di Limenet (foto Fassa Bortolo)

Il problema delle emissioni nella produzione di calce

La produzione di calce con tecnologie tradizionali genera circa 1,066 tonnellate di Co₂ per ogni tonnellata di prodotto:

  • 0,79 t derivano dalla reazione chimica di calcinazione del calcare — emissioni di processo strutturalmente inevitabili;
  • 0,28 t sono imputabili alla combustione del metano utilizzato per riscaldare i forni. È su questa seconda quota che interviene la tecnologia di Limenet.

L’elettrificazione del processo elimina le emissioni da combustione

Il forno elettrico sviluppato da Limenet sostituisce i combustibili fossili con energia elettrica, abbattendo le emissioni energetiche a circa 0,038 t di Co₂ per tonnellata di calce prodotta.

Secondo le analisi Lca (Life Cycle Assessment), la riduzione netta complessiva rispetto ai sistemi tradizionali è pari a circa il 22%. L’obiettivo del progetto è arrivare, entro due anni, a un forno di scala commerciale con una potenza di circa 10 megawatt.

Per la neutralità carbonica totale — che richiede l’eliminazione anche delle emissioni di processo — Limenet prevede l’integrazione del forno elettrico con sistemi di stoccaggio della CO₂, tecnologia già sperimentata dall’azienda ad Augusta nel 2024.

I fini di cava: da scarto industriale a risorsa

Il nuovo calcinatore elettrico introduce un elemento di innovazione aggiuntivo: la capacità di processare i cosiddetti “fini di cava”, la frazione granulometrica più fine del calcare estratto, che rappresenta tra il 30% e il 40% del materiale totale estratto.

Nei forni tradizionali questa frazione è inutilizzabile perché compromette la stabilità del processo. Il nuovo sistema è progettato specificamente per valorizzarla, trasformando uno scarto a basso valore aggiunto in materia prima per la produzione di calce, in linea con i principi dell’economia circolare.

Il quadro normativo europeo accelera la transizione

Il settore calce-cemento è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di Co₂ ed è tra i comparti industriali più difficili da decarbonizzare. In Europa, il phase-out delle quote gratuite nell’ambito del sistema Ets sarà completato entro il 2034, rendendo strategica l’adozione anticipata di tecnologie a basse emissioni.

L’accordo tra Limenet e Fassa Bortolo si posiziona come risposta industriale concreta a questo scenario regolatorio.

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