Ecovillaggio di Montale. Progettato per resistere alle ondate di calore

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L’Ecovillaggio di Montale, a Modena, affronta le ondate di calore con depaving, verde diffuso e infrastrutture drenanti: il modello in dati e soluzioni tecniche.

(foto Ecovillaggio di Montale)

Le estati sono ormai caratterizzate da ondate di calore sempre più frequenti, intense e prolungate, con temperature da record che mettono sotto pressione la salute collettiva, la qualità della vita urbana e diverse attività lavorative all’aperto, dall’agricoltura all’edilizia.

Non si tratta più soltanto di un’emergenza episodica, ma di un fattore che entra nella progettazione ordinaria delle città: strade, piazze, parcheggi, edifici e spazi pubblici devono fare i conti con un clima profondamente cambiato rispetto a quello per cui molte infrastrutture urbane erano state pensate.

Isole di calore urbane: il ruolo delle superfici impermeabili

Tra i fattori critici individuati nella diffusione delle isole di calore urbane rientra l’eccessiva presenza di superfici impermeabili e scure, come l’asfalto, che durante le ore di sole accumulano calore e lo rilasciano nelle ore serali e notturne.

Il fenomeno riduce l’escursione termica, rende più difficile il raffrescamento naturale degli ambienti urbani e aumenta il rischio sanitario per le persone vulnerabili, oltre a limitare le attività produttive e la vita animale.

Per contrastare questa dinamica non bastano i comportamenti individuali: servono interventi sistemici su infrastrutture, materiali e organizzazione degli spazi urbani.

Tra le azioni più rilevanti figurano il depaving, ovvero la rimozione o sostituzione dell’asfalto e delle superfici impermeabili con pavimentazioni drenanti e dissipatrici del calore, e il rafforzamento delle infrastrutture verdi attraverso alberature, prati, siepi, aree ombreggiate e corridoi ecologici.

Il verde urbano non svolge solo una funzione estetica: le piante ombreggiano, migliorano il microclima, aumentano la biodiversità e, attraverso l’evapotraspirazione, sottraggono calore alle aree circostanti.

Le superfici drenanti, allo stesso tempo, permettono una migliore gestione delle acque piovane, riducono il rischio di ruscellamento e contribuiscono a rendere un quartiere più permeabile e vivibile.

(foto Ecovillaggio di Montale)

Il caso dell’Ecovillaggio di Montale

In questo scenario, lEcovillaggio di Montale, nel comune di Castelnuovo Rangone (Modena), rappresenta un esempio concreto di quartiere progettato per affrontare le sfide climatiche attraverso adattamento, prevenzione e riduzione dell’impatto ambientale.

Fin dalla fase progettuale, l’Ecovillaggio di Montale ha adottato un approccio sistemico e interdisciplinare, che unisce urbanistica sostenibile, biodiversità e bioarchitettura.

Lo studio delle assonometrie solari ha orientato la distribuzione delle nuove residenze, il posizionamento del verde e la scelta delle specie vegetali, affinché alberi e aree verdi svolgessero una funzione non solo paesaggistica, ma anche climatica, ecologica e di benessere psicofisico.

Ecovillaggio di Montale: i numeri del modello urbano

La risposta dell’Ecovillaggio di Montale alla sfida climatica si traduce anche in dati concreti:

  • 153 appartamenti e alloggi in classe A4 nZEB
  • 243 kWp di potenza fotovoltaica installata
  • oltre 1 GWh di energia fotovoltaica autoprodotta
  • oltre 6.000 nuovi alberi e arbusti
  • 17.400 mq di verde complessivo
  • 60 mq di verde pro capite
  • oltre 1 km di pista ciclopedonale

Sono numeri che descrivono un modello urbano fondato su efficienza energetica, biodiversità, permeabilità del suolo e mobilità dolce.

Materiali e gestione delle acque piovane

Parco a pioppi (foto Ecovillaggio di Montale)

La scelta dei materiali è parte integrante di questa impostazione progettuale. I prati-parcheggio, drenanti e capaci di dissipare il calore, riducono la presenza di superfici asfaltate e contribuiscono a contenere l’effetto isola di calore.

La regimazione delle acque piovane, convogliate in falda, favorisce un ciclo idrico più naturale e senza sprechi. Le residenze a energia quasi zero riducono le emissioni di Co₂, mentre la mobilità sostenibile limita il traffico di passaggio e favorisce gli spostamenti ciclopedonali.

L’esperienza dell’Ecovillaggio di Montale indica che la resilienza climatica non è un principio astratto, ma una scelta progettuale concreta: significa disegnare quartieri capaci di proteggere le persone dal caldo, ridurre i consumi, aumentare la biodiversità, gestire l’acqua piovana come risorsa e migliorare la qualità della vita quotidiana.

Di fronte a estati sempre più calde, la questione per le città non è più se cambiare, ma quanto rapidamente riusciranno a farlo.

Il modello dell’Ecovillaggio di Montale suggerisce una direzione: meno superfici che accumulano calore, più infrastrutture verdi, più permeabilità del suolo, maggiore efficienza energetica e più spazio alla mobilità dolce.

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