Sulle tracce del passato

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A Ragusa, un ristorante prende forma su una vecchia struttura in pietra e si apre all’esterno con un’ ampia veranda

La parte più antica del Palmento ha muri in pietra, il soffitto in canne e un arco originario. Le finiture a parete sono di Licata e Geocalce di Kerakoll mentre i tamponamenti Ytong sono di Xella. Lo scenografico lampadario che riprende il metallo degli arredi è Perla di Linea Light. Le lastre in vetro a pavimento proteggono le vasche originarie, lasciandole però alla vista

Il palmento è un’antica struttura con vasche che accoglievano l’uva per trasformarla in vino: ormai sono pochi i resti dei palmenti sopravvissuti in Italia e, quasi tutti, si concentrano nel sud d’Italia.

Nella campagna intorno a Ragusa, una di queste antiche strutture è stata recuperata, ampliata e trasformata in un ristorante che ne porta simbolicamente il nome, Palmento, appunto.

Vista del Palmento, con la struttura originaria in pietra e i nuovi corpi annessi

L’intervento è opera degli architetti Luca Ruggieri e Giuseppe Iacono che hanno saputo cogliere nella struttura originaria l’occasione di un progetto contemporaneo.

La veranda vetrata si affaccia sul giardino e sulla valle di Ragusa

L’antico edificio era un grande rettangolo dai muri spessi e solidi, diviso in due spazi principali con, all’interno di uno di questi, quattro ambienti più piccoli. Il tetto era a falde, la muratura era bucata da qualche apertura e, ovunque, si percepiva la presenza massiccia della pietra.

Da questo spazio, ricavato nella struttura originaria, si passa alla veranda, organizzata come spazio consumazione

A questo impianto semplice ma così permeato di storia, sono stati aggiunti due corpi laterali, sommandoli al nucleo ma mantenendo volutamente evidente la loro nuova struttura, lasciando cioè ben visibili giunture e stratificazioni. Un restauro che conserva, piuttosto che nascondere.

Lo spazio bar dalla veranda; la parete divisoria è stata rivestita da elementi contenitori in legno e metallo realizzati su misura, con espositori di vino retroilluminati

Lo stato dell’edificio rendeva però d’obbligo un progetto di risanamento con un intervento di ristrutturazione vera e propria che è partita dall’adeguamento sismico delle pareti e del tetto con tecniche non invasive, preservando l’integrità dei materiali originari.

Da un passaggio incorniciato tra la pietra si passa alla piccola sala, parte della struttura originaria ma interamente ristrutturata. Gli infissi che segnano il passaggio sono di Delfino, distribuiti da Emanuele Punto Legno

Sono state recuperate tutte le murature portanti in pietra locale, trattate per far risaltare la tessitura muraria originaria e i colori naturali tipici del territorio, ed è stato rifatto il tetto in canna e gesso, elemento distintivo dell’edilizia rurale storica della zona.

La veranda si accorpa alla struttura antica con un’intera parete attrezzata in legno, metallo e pannelli Mdf di Valchromat. Le porte sono filomuro, inglobate nella parete. Le luci sono di Renzo Serafini

I segni del tempo sono stati lasciati intatti sulle pareti, sull’arco in pietra, sulle vasche e sui tini a pavimento, così che si possa leggere l’edificio come una sezione della storia agricola locale.

Una delle aperture originali lascia intravedere la cucina

Spiegano i progettisti che«così, il dialogo tra antico e contemporaneo non si risolve in un equilibrio statico, ma in un processo aperto, capace di accogliere la dimensione dell’incompiuto e dell’imperfetto».

Le vasche originali del palmento sono state lasciate a vista a pavimento, protette da lastre di vetro e illuminate per dare loro la giusta valenza di reperti storici.


«Il nostro intervento si pone come atto di riconoscimento e al tempo stesso di riattivazione: mantenere l’identità del manufatto e innestarvi nuovi usi legati all’accoglienza e alla convivialità»

Luca Ruggieri e Giuseppe Iacono, architetti




Se le pareti portanti sono state conservate, sono stati invece eliminati alcuni setti interni, ottenendo così due ambienti principali: uno che serve da locale bar e l’altro, più ampio, adibito a cucina.

La grande veranda si spalanca verso l’esterno attraverso vetrate con serramenti di Delfino

Entrambi gli spazi comunicano con l’ampia veranda dove sono posizionati tavoli e sedie per la consumazione. In questa parte più nuova, alla pietra sono accostati principalmente acciaio e legno che «stabiliscono un contrasto calibrato con la ruvidità delle pareti, generando un dialogo continuo tra antico e contemporaneo».

Il bagno ha un rivestimento a parete Mater Sand di Lea Ceramiche distribuite da Nigita, con pavimento Materre Coquille. I doppi lavabi sono in pietra recuperata e la porta è di Ermetika

Sono state utilizzate strutture in acciaio per creare un ampio spazio verandato, con elementi in legno disegnati ad hoc che segnano il limite tra questo nuovo spazio e la parete antica. Questo spazio, protetto da una copertura a travi in legno, si apre sul giardino e sulla campagna attraverso ampie vetrate, incorniciate da infissi realizzati tutti su misura.

Cosa è cambiato

La struttura originaria del palmento era un lungo rettangolo in pietra di 180 mq, diviso in ambienti da spessi muri di pietra.

Il nuovo progetto ha restaurato le mura perimetrali e la massiccia parete centrale, conservando il grande arco centrale. Ha conservato anche una piccola parte esterna al perimetro, trasformandola in sala ristorante.

Gli spazi interni sono stati divisi in due ambienti eliminando dei muri: un locale bar e una cucina.

In aggiunta al volume originario, sono stati realizzati due nuovi corpi, sfruttati come spazi accessori, ed è stata creata una grande veranda vetrata attrezzata con tavoli e sedie per un totale di 350 mq.

Il produttore

Roberto Spinazzola

35 anni di design

«In Ermetika crediamo che ogni spazio meriti di essere valorizzato con soluzioni che combinino eleganza, innovazione e funzionalità. La nostra filosofia, da oltre 35 anni, si basa sull’idea di trasformare le porte in elementi di design che dialogano con l’ambiente. Questa visione è resa accessibile ovunque grazie alla nostra estesa rete commerciale che porta la qualità Ermetika presso i migliori rivenditori del territorio».

Roberto Spinazzola, Direttore Commerciale Ermetika


Il distributore

Alex Bonincontro

Organizzazione e rapporto con il cliente

«Porte Scicli nasce come realtà specializzata nella distribuzione di porte e sistemi per l’interior, con un approccio molto concreto: disponibilità reale di prodotto, tempi certi e supporto tecnico ai professionisti, offrendo un magazzino strutturato che consente di ridurre le attese e rendere più fluido il lavoro in cantiere. La nostra filosofia è semplice: unire organizzazione industriale e rapporto diretto con il cliente, perché oggi il mercato richiede velocità ma anche coerenza estetica e qualità costante”.

Alex Bonincontro, Ad di Porte Scicli


L’imprenditore edile

Giovanni Calogero

Tradizione e collaborazione

«La società Clg Costruzioni non è semplicemente un’impresa edile, ma il risultato di una visione condivisa e di una solida tradizione familiare che unisce oggi due generazioni della famiglia Calogero. La nostra filosofia si fonda sulla creazione di spazi funzionali, confortevoli e tecnologicamente avanzati. Per garantire standard d’eccellenza, puntiamo sulla selezione rigorosa delle materie prime, sulla collaborazione con studi di architettura e ingegneria di alto profilo e sull’impiego di maestranze altamente specializzate».

Giovanni Calogero, Socio e Direttore tecnico Clg Costruzioni

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