Federcomated. Ogni scarto è un nuovo inizio

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Fondato cinque anni fa per iniziativa di Federcomated, Consorzio Rec (Recupero Edilizia Circolare) coordina l’attività di raccolta dei rifiuti da costruzione e demolizione, da parte di un numero crescente di distributori edili

In questi primi cinque anni di attività del consorzio, l’idea che “ogni scarto è un nuovo inizio” ha preso forma concreta, dal punto di vista dell’organizzazione e della regolarità dei processi e dei controlli, con la realizzazione di numerosi Centri Preliminari alla Raccolta (Cpr) situati sull’intero territorio nazionale.

Procedure semplificate

La raccolta dei rifiuti da costruzione e demolizione (Rcd) era un’attività svolta in passato da numerosi punti vendita di prodotti da costruzione.

Nel tempo l’evoluzione legislativa ha reso sempre più complessa e onerosa la gestione di queste attività, senza però condurre a una soluzione efficace e duratura del problema, anche perché la produzione dei Rcd è costantemente aumentata.

Attualmente, su un totale di circa 170 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi prodotti in Italia ogni anno, la metà è costituita da Rcd.

L’economia circolare è l’unica strada percorribile per ridurre progressivamente questo enorme volume di rifiuti che, nella stragrande maggioranza dei casi, è composto dagli scarti dell’attività delle piccole e medie imprese edili.

Da qualche anno il contesto normativo è nuovamente favorevole alla raccolta dei Rcd. Una modifica introdotta al Testo Unico dell’Ambiente (D.Lgs. n. 152/2006) affida un ruolo centrale ai punti vendita dei materiali edili, distribuiti in modo capillare sul territorio e quotidianamente a contatto con le imprese di costruzione.

La drastica semplificazione dell’iter amministrativo per realizzare un Cpr verte su criteri già applicati con successo, ad esempio per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che sono presi in carico dai punti vendita, e dai consorzi obbligatori, che garantiscono recupero e riciclo di materiali specifici.

Il 94% dei rifiuti prodotti in Italia dall’edilizia è costituito da miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche

Vantaggi per tutti

Consorzio Rec si è assunto il compito di facilitare una gestione virtuosa dei rifiuti fra cantiere e punto vendita, che rafforza la centralità dei distributori nella filiera dell’edilizia poiché tutti gli attori traggono vantaggi interessanti per la propria attività.

Innanzitutto, le imprese, che conferiscono i rifiuti al Cpr e caricano lo stesso automezzo con i prodotti acquistati, risparmiando tempo prezioso e riducendo i costi per i trasporti.

Oltre al compenso per l’attività svolta e al vantaggio reputazionale, i distributori fidelizzano la propria clientela offrendo un servizio conveniente ed efficiente.

I produttori sono consapevoli dell’enorme potenziale dei Cpr e sostengono concretamente Consorzio Rec. Le normative si stanno rapidamente evolvendo verso un crescente coinvolgimento dell’industria nella gestione dell’intero ciclo dei prodotti, compreso il fine vita. Si tratta quindi di un’interessante opportunità, per ridurre il consumo di materie prime vergini e abbattere l’impronta di carbonio dei materiali edili.

Infine, una gestione regolare, controllata e conforme dei flussi di rifiuti nei singoli territori restituisce vantaggi significativi alle comunità locali, ad esempio dal punto di vista della salubrità dell’aria, delle acque e del suolo, della qualità ambientale e del decoro urbano.

Successo in cifre

Consorzio Rec ha creato un meccanismo che oggi funziona senza problemi.

Nonostante il consistente contenuto tecnico, l’iniziativa suscita sempre reazioni positive e progredisce giorno dopo giorno, continuando a generare interesse fra gli addetti ai lavori e nella pubblica opinione.

Alla metà di marzo 2026 i distributori già impegnati erano circa una quarantina, quasi la metà situati in Lombardia ma con una diffusione estesa all’intero territorio nazionale. Il numero di consorziati aumenta anno dopo anno di almeno il 50%, a fronte della crescita del 70% delle proposte d’associazione.

Nel 2025 sono state raccolte 22.200 tonnellate di Rcd, con un incremento del 89% rispetto al 2024 che, a sua volta, aveva fatto registrare +85% sul 2023. Entro la fine del 2026 supereremo abbondantemente 30.000 tonnellate di Rcs, tutti gestiti e controllati fino al fine vita, con un impatto sempre più importante anche per il contenimento delle emissioni.

Nel 2025 abbiamo calcolato un risparmio di circa 2.500 tonnellate di CO2 equivalenti, che comportano un valore economico non indifferente in termini di crediti di carbonio negoziabili sul mercato, ricercati per la compensazione delle emissioni da parte delle aziende.

Circolare è meglio

Molti centri storici italiani sono stati costruite riutilizzando i resti delle costruzioni più antiche.

Nella prospettiva dell’economia circolare e nell’ottica della crescente sostenibilità degli insediamenti umani, le città sono ancora oggi le “miniere” dalle quali estrarre i materiali necessari per gli edifici del futuro.

Federcomated ha accettato questo nuovo paradigma rendendo i distributori protagonisti della filiera del recupero e del riciclo.

Consorzio Rec è nato proprio per supportare concretamente distributori, imprese, produttori e altri operatori del settore, con regolamenti, disciplinari e procedure che assicurano l’avvio al riciclo dei Rcd, tutelando la conformità delle operazioni rispetto al quadro normativo vigente.

La regolamentazione del processo è anche alla base della raccolta dei dati sui flussi dei rifiuti, al duplice scopo di razionalizzare la logistica, per contenere i costi dei trasporti, e di raccogliere informazioni per comprendere le tendenze e valutare l’effetto delle soluzioni.

Parallelamente, in collaborazione con produttori di materiali per l’edilizia e con realtà attive nel settore del riciclo, abbiamo avviato progetti caratterizzati dal forte orientamento alla circolarità, che ci hanno permesso di focalizzare dei percorsi specifici.

Progetti virtuosi

Il primo fu avviato nel 2023 con Mapei, Comieco, Cartiere Saci e Gipsac, per riciclare i sacchi di carta per il confezionamento dei materiali sfusi come cemento, calce, intonaci e colle, fra i primi e più numerosi rifiuti che si producono in cantiere (qualche decina di milione ogni anno).

“Fai la differenza, un sacco dopo l’altro” è un esempio concreto collaborazione fra le filiere dell’edilizia e della carta (foto di Mapei)

Dopo questo primo successo abbiamo avviato altri progetti:

  • per il riciclo delle macerie per ottenere il clinker destinato alla produzione del cemento, con Geoycle Holcim;
  • per la differenziazione del cartongesso, in modo da separare il riciclo del cartone, per la produzione della carta, e del gesso, per l’industria dell’edilizia e dei fertilizzanti;
  • per il recupero delle finestre da tetto, con Velux ed Edilviola.

Il progetto più recente interessa il recupero del legname usato nei cantieri e proveniente da demolizioni, riutilizzato da Saviola per la produzione di pannelli in truciolare. In tutti questi casi il riciclo si dimostra un’attività in grado di produrre un interessante valore economico.

Il successo ottenuto nel bando “Ri.Circo.Lo. C&d – Risorse Circolari in Lombardia”, indetto dall’Assessorato all’Ambiente e al Clima della Regione Lombardia, consentirà di sostenere le Pmi lombarde nello sviluppo dell’economia circolare, per le filiere della costruzione e demolizione e delle bonifiche di siti contaminati.

Il valore della sostenibilità

L’idea che il recupero/riciclo dei materiali sia parte integrante della vita di ogni edificio, e perciò del processo costruttivo, è alla base dei protocolli di sostenibilità che valutano gli edifici e le loro prestazioni, comprese quelle ambientali, classificandoli in base alla qualità di soluzioni e tecnologie.

I protocolli più affermati prevedono punteggi specifici, ad esempio per l’adozione di procedure di gestione e stoccaggio di rifiuti e macerie, da avviare al riciclaggio, e per l’uso di materiali contenenti elevate percentuali di riciclato.

Poiché la classificazione è un aspetto sensibile per il settore del real estate, le imprese sono chiamate a rispettare gli obiettivi ambientali dei committenti.

L’entrata in vigore dei nuovi Criteri Ambientali Minimi 2025 evidenzia la sensibilità del legislatore sull’argomento.

Recentemente abbiamo avuto notizia della pubblicazione del primo bando di gara che, per le imprese aggiudicatarie, prevede l’obbligo di iscrizione al Consorzio Rec o, in alternativa, di dimostrare l’avvio al riciclaggio di almeno il 70% dei Rdc prodotti in cantiere.

In questo scenario di crescente consapevolezza e attenzione per la sostenibilità del costruito, Consorzio Rec punta all’aumento delle imprese consorziate, all’incremento dei volumi di rifiuti processati e allo sviluppo di nuovi progetti specialistici, e ambisce nel medio termine al riconoscimento dello status di consorzio obbligatorio.

Il business che piace alle imprese

Lo scorso 27 febbraio Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, ha visitato la sede di Consorzio Rec. Durante l’incontro con Giovanna Mavellia (Segretario generale di Confcommercio Lombardia), Francesco Freri (Presidente di Consorzio Rec) e Giuseppe Freri (Presidente di Federcomated e vicepresidente di Confcommercio Lombardia) è stato sottolineato l’alto valore aggiunto del servizio per il territorio.

La raccolta dei Rcd e l’avvio ai processi di riuso e riciclaggio offre interessanti opportunità al mondo imprenditoriale, sempre più interessato ai modelli di business sostenibile.

La quinta indagine di Confcommercio Lombardia sul tema evidenza che nove aziende su dieci hanno già investito in sostenibilità e che il 62% prevede, nel prossimo biennio, investimenti per efficienza energetica, materiali ecologici e mezzi a basso impatto ambientale.

Protagonisti del cambiamento

Da oltre cinque anni i punti vendita per l’edilizia possono diventare Centri Preliminari alla Raccolta (Cpr) dei rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi (Rcd).

Per approfittare dell’opportunità le imprese interessate devono operare secondo modalità di buona pratica, concordate con istituzioni di controllo e associazioni di categoria.

Consorzio Rec (Recupero Edilizia Circolare) è nato proprio per agevolare l’apertura e la conduzione dei Cpr. Il consorzio riunisce distributori di materiali edili, impianti di riciclo e produttori di materiali riciclati, per facilitare il percorso di valorizzazione dei Rdc come risorse da trasformare in nuovi materiali.

Consorzio Rec orienta e supporta i Cpr nella raccolta dei rifiuti prodotti da terzi e in tutte le attività connesse svolte dagli impianti di recupero e riciclo, come previsto dalla legislazione in materia e nel rispetto dei principi dell’economia circolare, della sostenibilità ambientale e della tutela della salute.

Il consorzio predispone il disciplinare secondo regole sicure e condivise, offre assistenza tecnica e normativa personalizzata, supporta l’allestimento dei Cpr e incentiva il riciclo dei Rcd. L’obiettivo finale è contribuire alla produzione di nuovi materiali ecosostenibili, riciclati e certificati.

Il consorzio riceve i dati del movimento dei rifiuti nei Cpr, in ingresso e uscita, rendendoli accessibili con la massima trasparenza. Una piattaforma digitale interattiva permette di conoscere istantaneamente il flusso di materia gestito in tutta Italia dai consorziati.

La diffusione e l’impiego di materiali ecosostenibili sono sostenuti da servizi di ricerca e sviluppo tecnico-scientifico, per il miglioramento tecnologico del ciclo e per conseguire vantaggi economici legati alla valorizzazione di frazioni di rifiuto specifiche.

Progettare recupero e riciclo

Giorgio Ghezzi, Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Consorzio Rec

Il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) è l’organo consultivo che indirizza e coordina l’attività operativa e tecnica del Consorzio Rec, supportando le decisioni del Consiglio di Amministrazione.

Composto da rappresentanti delle associazioni datoriali e da professionisti qualificati in ambito edile, economico e giuridico, il Cts svolge funzioni importantissime per il consorzio:

  • fornisce orientamenti per la gestione dei Rcd;
  • individua le migliori procedure per la conformità normativa e la tracciabilità dei flussi;
  • riceve ed elabora i dati relativi ai Rcd e al loro effettivo riciclo presso gli impianti;
  • con cadenza annuale, redige il piano specifico di prevenzione e gestione e la relazione generale consuntiva.

La documentazione è condivisa con Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero dello Sviluppo Economico, Ispra, amministrazioni regionali, provinciali e comunali competenti (presenza dei consorziati nel territorio) e alla Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali.

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