La Chiesa Arcipretale San Vittore Martire di Calcio, in provincia di Bergamo, è il secondo edificio sacro per dimensioni in Lombardia.
Dopo i danni causati da una tromba d’aria, l’edificio — già bisognoso di manutenzione ordinaria e straordinaria — ha richiesto un intervento integrato di recupero che ha coinvolto l’intera copertura, incluse cupola e campanile.
Il caso è emblematico per la complessità tecnica affrontata e per le scelte progettuali adottate, che hanno coniugato consolidamento strutturale, adeguamento sismico e rispetto dell’identità materica storica.


Il contesto: danni da evento atmosferico su un patrimonio storico vincolato
L’evento meteorologico ha intaccato in maniera significativa la copertura dell’edificio, risalente alla fine del Settecento.
Le conseguenze hanno evidenziato criticità già presenti: scrostamenti, infiltrazioni murarie e alcune problematiche di natura statica.
La tromba d’aria ha quindi accelerato la necessità di un intervento sistemico che, nel corso degli anni, non era mai stato affrontato in forma unitaria.
La progettazione è stata seguita dall’Arch. Gloria Barbera, che ha impostato un approccio integrato capace di risolvere simultaneamente le problematiche acute derivanti dallo scoperchiamento e quelle pregresse, strutturali ed estetiche.


Adeguamento sismico e consolidamento della copertura della Chiesa
L’opportunità di intervenire sull’intera copertura ha permesso di inserire un intervento di irrigidimento strutturale con un duplice obiettivo: eliminare le spinte della copertura sulla facciata e creare un vincolo che impedisca il ribaltamento delle pareti.
Si tratta di un approccio che va oltre il semplice ripristino del manto, affrontando il comportamento sismico complessivo del manufatto.
A questa logica strutturale si è affiancata la scelta di una copertura ventilata, consolidata nel tempo, in grado di garantire stabilità duratura e miglioramento del comportamento energetico dell’involucro.



La soluzione tecnica di Aertetto: Aercoppo
Per il rifacimento del manto è stato scelto il sistema Aertetto nella versione Aercoppo.
Il sistema ha consentito di riposizionare il manto di copertura utilizzando coppi nuovi per il canale e coppi vecchi di coperta, preservando l’identità estetica del tetto originario, con i suoi colori e le sue forme irregolari che caratterizzano il manufatto storico e ne costituiscono il valore testimoniale.
Questa scelta — il reimpiego del materiale originale laddove possibile — risponde a una logica conservativa che riduce l’impatto visivo dell’intervento pur garantendo le prestazioni tecniche richieste.


Il completamento dell’intervento: linee vita, lattonerie e smaltimento acque
L’intervento ha incluso la posa delle linee vita per garantire le condizioni di sicurezza previste dalla normativa in caso di futuri accessi alla copertura.
Parallelamente, è stata eseguita la sistemazione di tutte le lattonerie — pluviali, scossaline e canali di scarico — con l’obiettivo di migliorare lo smaltimento delle acque meteoriche e prevenire le infiltrazioni nelle murature che avevano contribuito al degrado preesistente.
Si tratta di lavorazioni complementari che, nel quadro di un intervento integrato, assumono un peso rilevante: la corretta gestione dell’acqua in copertura è un fattore determinante per la durabilità delle murature storiche e per la prevenzione di futuri cicli di degrado.




