Federcomated. Il valore del confronto associativo

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Il periodo che stiamo attraversando richiede un investimento significativo nella collaborazione interassociativa, per sviluppare proposte condivise capaci di orientare le decisioni verso soluzioni utili ed efficaci

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Valentina Piuma, Segretario generale di Federcomated

La filiera delle costruzioni è uno degli assi portanti dell’economia italiana, una rete capillare che attraversa l’intero territorio nazionale e che comprende produttori di materiali, distributori specializzati, installatori qualificati, imprese di ogni dimensione e professionisti tecnici.

Le ricadute intersettoriali di questa filiera non sono un effetto collaterale delle politiche abitative o infrastrutturali: ne rappresentano la sostanza stessa.

Riconoscerlo è il primo passo, necessario ma non sufficiente.

Il passo successivo, quello realmente decisivo, consiste nell’organizzare la rappresentanza in modo coerente con questa consapevolezza.


Responsabilità e dialogo

Nei tavoli di confronto del nostro settore si sente affermare spesso che “un Piano Casa senza la filiera è solo una norma”.

Partendo da questa constatazione, negli ultimi anni Federcomated ha investito con determinazione sulla collaborazione interassociativa.

Federcomated rappresenta la distribuzione specializzata dei materiali da costruzione in seno a Confcommercio – Imprese per l’Italia.

Le nostre aziende mettono in relazione l’industria con il mondo dell’impresa edile e dell’installazione, presidiano l’intero territorio nazionale e, ogni giorno, rendono concretamente disponibile nei cantieri ciò che il sistema produttivo immette sul mercato.

Questa posizione pone Federcomated in una prospettiva privilegiata per conoscere sia le dinamiche industriali, sia le esigenze operative.

Da questa posizione discende anche una responsabilità precisa: contribuire al dialogo strutturato con le altre componenti associative del settore, nella consapevolezza che nessun anello della filiera può oggi rivendicare una visione esaustiva senza il confronto sistematico con gli altri.

Interessi convergenti

In questa cornice si inserisce, in via esemplare ma non esclusiva, il rapporto con Federcostruzioni, che riunisce le principali organizzazioni rappresentative della filiera produttiva, impiantistica e dei servizi.

Si tratta di una sede di confronto molto importante, composta da realtà associative che esprimono interessi articolati, ma convergenti su una pluralità di temi strategici: dalla riqualificazione del patrimonio edilizio alla transizione energetica, dalla qualificazione delle imprese alla sicurezza nei cantieri, dalla sostenibilità ambientale all’innovazione tecnologica dei prodotti.

È in questa sede che la dialettica tra industria, distribuzione e impresa di costruzione può svilupparsi in forma matura, superando le contrapposizioni per approdare a una lettura condivisa delle dinamiche di mercato.

Federcomated partecipa al dialogo interno a Federcostruzioni, contribuendo all’elaborazione della strategia complessiva di filiera e alla costruzione di posizioni condivise nei confronti delle istituzioni.

Confronto con l’industria

Sul fronte europeo, Federcomated è parte attiva di Ufemat, l’organizzazione che riunisce i distributori di materiali edili dei principali paesi europei.

In questa sede Federcomated porta la specificità italiana, acquisendo una visuale aperta sulle tendenze in atto a livello continentale, dalla decarbonizzazione dei prodotti da costruzione alle nuove regole di tracciabilità, fino alle implicazioni operative del Construction Products Regulation.

Il tavolo congiunto industria-distribuzione è tra le iniziative recenti più importanti.

Federcomated è impegnata in un confronto strutturato con i produttori europei su temi che attraversano l’intera filiera.

L’esperienza dimostra che il dialogo associativo, se impostato con metodo e continuità, costruisce posizioni condivise e ottiene risultati che superano il perimetro della singola categoria.

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Dalla rappresentanza alla proposta

La natura stessa delle politiche pubbliche che interessano oggi il settore delle costruzioni richiede un investimento significativo nel confronto associativo, che ha già ottenuto risultati difficilmente raggiungibili attraverso interlocuzioni separate, ad esempio in tema di disciplina dei bonus edilizi, classificazione dei materiali da costruzione, applicazione dei Cam negli appalti pubblici e qualificazione degli operatori della filiera.

Il recente Piano Casa è un esempio paradigmatico e non isolato di strumento attuativo concepito senza il coinvolgimento della filiera, esposto al rischio concreto di generare disallineamenti operativi che potrebbero comprometterne l’efficacia sin dalla fase di avvio.

Nel caso della distribuzione, i cicli logistici, fiscali e finanziari che ne scandiscono l’attività devono essere opportunamente considerati in sede di programmazione temporale dei singoli provvedimenti, per evitare adempimenti frammentari per gli operatori e oneri impropri per il sistema economico.

Oltre a superare la logica della rivendicazione settoriale, il confronto interassociativo è quindi fondamentale per presentare proposte strutturate alle istituzioni, che accrescono significativamente il peso negoziale e rendono difficilmente eludibile la qualità tecnica delle proposte.

Una prospettiva di sistema

Il confronto associativo non è soltanto uno strumento operativo: è anche, e forse soprattutto, una parte importante della cultura d’impresa.

In un settore complesso come sono le costruzioni, in cui le competenze sono distribuite tra molti soggetti, la capacità di proposta del sistema della rappresentanza incide sulla qualità delle decisioni pubbliche.

Federcomated continuerà a investire su questo terreno, nella convinzione che la filiera delle costruzioni meriti di essere considerata, nelle sedi decisionali, per ciò che effettivamente è: un sistema integrato, una delle architetture economiche e sociali più rilevanti del paese, una leva strategica per qualunque politica che intenda incidere realmente sulla qualità dell’abitare e del costruire.

Serve una visione integrata, che includa tutti gli attori della filiera sin dalla fase di progettazione degli strumenti attuativi.

La Federazione è pronta a continuare a fare la sua parte, nei tavoli già attivi e in quelli che si renderanno necessari, con la consapevolezza che ogni Piano Casa destinato a funzionare ha bisogno, prima di ogni altra cosa, della filiera che lo dovrà rendere reale.

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