Anit. Efficientamento energetico su misura

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Valeria Erba è Presidente di Anit (Associazione Nazionale per l’isolamento termico e acustico), nonché consulente, ricercatrice e divulgatrice sui temi di efficientamento e sostenibilità: con lei abbiamo parlato di efficienza energetica e comfort acustico in edilizia, un argomento cruciale per il futuro del nostro settore.

Quando si parla di sostenibilità, il comfort acustico e l’efficienza energetica forse non sono le prime tematiche che vengono in mente. Perché invece è così importante includerle nella conversazione?

Bisogna considerare tre pilastri della sostenibilità: quello ambientale, quello sociale e quello economico.
Il comfort acustico rientra un po’ nell’aspetto più sociale della sostenibilità, che a volte si perde quando si parla di questi aspetti.
Mentre l’efficienza energetica è un pilastro della sostenibilità ambientale perché parliamo di cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni. L’energia è uno dei cardini della sostenibilità e quindi non può essere tralasciato.
Sul tema specifico della sostenibilità ambientale, noi durante la fiera abbiamo fatto due speech: interventi tecnici dove abbiamo parlato anche dei Criteri Ambientali Minimi e della loro revisione.

Nell’ultimo periodo c’è stata una forte attenzione verso le opere di efficientamento degli edifici anche in relazione ai bonus. Ci sono delle soluzioni sottovalutate quando si parla di riqualificazione?

Quando si parla di riqualificazione, è importante capire quali sono le priorità.
Un edificio può essere poco efficiente, poco sostenibile, poco confortevole o anche esteticamente non bello perché non è stato manutenuto nel tempo. Tutti questi aspetti possono rientrare in un intervento di riqualificazione. Però ci vogliono delle priorità.
A nostro parere le priorità da cui non si può prescindere nella riqualificazione dell’edificio sono efficienza energetica e sicurezza. Si sottovaluta spesso l’intervento sull’edificio, che è alla base sia dell’efficienza energetica che della sicurezza.
Proporre interventi meno impattanti ma nel tempo non sostenibili non è una cosa corretta. Per cui dobbiamo focalizzarci sull’edificio per garantire dei risultati reali dal punto di vista della riduzione dei consumi, della riduzione delle emissioni e della sicurezza.
Le azioni migliori da intraprendere dipendono molto dalla tipologia di edificio, dalle condizioni al contorno, dalla socialità. È ovvio che grossi interventi di isolamento, che è il campo di cui ci occupiamo maggiormente, possono essere molto più costosi rispetto a piccoli interventi. Però si ripagano con la bolletta energetica e nel tempo.
È difficile dire cosa sia meglio tra isolare dall’interno o dall’esterno, oppure con un materiale piuttosto che un altro: dipende dagli obiettivi che uno si pone e dalla tipologia di edificio.
L’aspetto fondamentale, quando io intraprendo un intervento o propongo una soluzione, è essere certi di quello che si propone. Tutto deve essere realizzato a regola d’arte e oggi ci sono i mezzi per farlo e le aziende che possono dare un supporto.
Nella nostra Piazza al Saie 2025 c’erano tantissime aziende associate che hanno proposto sistemi diversi e hanno fornito tante informazioni sui loro sistemi, sulla posa e anche sulle criticità di posa dei singoli materiali o sistemi.
Si parla tanto di soluzioni innovative e diverse rispetto a quelle tradizionali: noi non siamo contrari, siamo assolutamente per la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni, però è importantissimo che queste siano proposte in maniera valida.
Quindi le prestazioni che ci vengono proposte sul mercato devono essere garantite. E come fanno a essere garantite? Devono essere certificate e misurate con le norme e le regole vigenti. Questo per noi è un aspetto molto importante ed è una cosa di cui abbiamo parlato anche durante la fiera.

Recentemente, come Anit, avete condotto una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’isol-washing. Vuoi dirci qualcosa di più su questo fenomeno?

L’isol-washing, analogamente al green washing – che è un po’ più conosciuto come termine – significa indurre i clienti a pensare che un prodotto è più isolante di quando in realtà non lo sia, un po’ come quando si crede che una cosa sia ecologica e poi in realtà non lo è – parlando del green washing.
L’isolamento termico è alla base dell’efficienza energetica dei nostri edifici, della riduzione dei consumi e della riduzione delle emissioni inquinanti, quindi è importante che i professionisti che scelgono un materiale o un sistema per l’efficienza energetica lo facciano valutando le prestazioni che gli vengono fornite dall’azienda e capendo se queste prestazioni sono corrette.
Siccome l’isolamento termico diventa un aspetto focale, noi abbiamo redatto questo schema, molto sintetico, per spiegare ai professionisti come verificare se la prestazione che viene proposta sul mercato è corretta oppure vale la pena dare un occhio in più.
E questo è un po’ la nostra campagna isol-washing: state attenti a quello che vi propongono sul mercato come materiale o sistema per l’efficientamento energetico. Anche su questo tema abbiamo tenuto uno speech.

A proposito di Piazza Anit, Bari 2025 è stata la vostra prima partecipazione a Saie: era presente la Piazza Efficienza Energetica, Comfort Acustico e Sostenibilità. Che cosa pensi abbiano portato a casa visitatori e professionisti che hanno partecipato all’evento?

Siamo stati molto contenti di essere presenti alla fiera e a Bari perché riteniamo che sia l’unica fiera per l’edilizia veramente d’impatto al Sud.
Anit è stata presente con una Piazza, in cui c’era un’area-mostra dove con quattordici maquette abbiamo fatto vedere dei prodotti e dei sistemi per isolamento termico e acustico.
C’è stata poi la possibilità di confrontarsi con i tecnici Anit e un’area dove si sono tenuti degli interventi tecnici che sono stati ripresi in tutte le giornate: 29 interventi tecnici dove abbiamo di sistemi e di tecnologie, di normative, dei Cam, dei Requisiti Minimi, delle direttive sull’efficienza energetica, della nuova direttiva sui prodotti da costruzione.
Le tematiche erano veramente tante. Il programma è stato molto fitto. In più, intorno alla Piazza, c’era l’area con alcune delle nostre aziende associate, che erano presenti in fiera come Anit. Abbiamo organizzato dei tour guidati presso le aziende, attraverso i quali i professionisti hanno potuto parlare con i tecnici e con noi.
All’interno di tutta l’area Anit era possibile trovare tutte le tipologie di materiali e sistemi per l’isolamento termico e quindi per l’efficientamento energetico dell’involucro dell’edificio. È stata un’opportunità di avere tutto a disposizione, sia dal punto di vista tecnologico che normativo legislativo.
Oltre agli interventi tecnici nella Piazza Anit, abbiamo anche organizzato un convegno istituzionale al Centro Congressi durante il quale abbiamo di direttiva europea sull’efficienza energetica con la collaborazione di un parlamentare europeo: in questo modo abbiamo visto come l’Italia si sta allineando alle richieste dell’Europa.

Per concludere, in una parola, cosa ha significato Saie Bari 2025?

Un’opportunità per i professionisti del Sud di trovare tutto quello di cui hanno bisogno.

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