Il mercato degli immobili per l’impresa mostra segnali contrastanti nel primo trimestre del 2026. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati dell’Agenzia delle Entrate, cresce il comparto degli uffici, mentre registrano una contrazione gli scambi relativi a capannoni produttivi e immobili commerciali.
Nel periodo gennaio-marzo 2026 sono state registrate 3.127 compravendite di uffici, contro le 3.091 dello stesso periodo del 2025, con una crescita dell’1,2%. Al contrario, il comparto produttivo ha segnato 3.616 transazioni, in calo rispetto alle 3.837 dell’anno precedente (-5,7%), mentre gli immobili commerciali hanno registrato 10.873 compravendite, contro le 11.109 del primo trimestre 2025 (-2,1%).
Uffici in ripresa grazie anche ai cambi di destinazione d’uso
Dopo le difficoltà affrontate negli ultimi anni, il mercato degli uffici torna a mostrare segnali positivi, sostenuto sia dagli investitori sia dagli utilizzatori diretti. Le agenzie del Gruppo Tecnocasa rilevano infatti un maggiore interesse verso questa tipologia immobiliare, anche grazie alla possibilità di valorizzare immobili non più utilizzati attraverso interventi di trasformazione.
Una delle strategie più diffuse riguarda il cambio di destinazione d’uso verso il residenziale, soprattutto nelle grandi città caratterizzate da una ridotta disponibilità abitativa e dalla presenza di edifici direzionali sottoutilizzati. In alcuni casi gli immobili vengono invece convertiti per finalità turistiche.
Tra le città più dinamiche per numero di scambi di uffici nel primo trimestre 2026 spiccano Genova, con una crescita del 48,2%, e Milano, che registra un aumento del 25,1%.
Capannoni: rallentano gli scambi ma resta forte la domanda logistica
Il segmento dei capannoni produttivi evidenzia la contrazione più significativa, con una diminuzione delle compravendite del 5,7%. Secondo Tecnocasa, il rallentamento è legato anche alla frenata delle operazioni di sviluppo, influenzate dall’aumento dei costi delle materie prime e dalle maggiori difficoltà realizzative.
Nonostante il calo delle transazioni, la domanda rimane elevata, soprattutto nel settore della logistica, dove continua a emergere una forte necessità di spazi adeguati. La disponibilità limitata di immobili rispondenti alle nuove esigenze porta sempre più spesso a interventi su commissione o alla riqualificazione di strutture esistenti.
Negozi: meno compravendite ma resta alta l’attrattività per gli investitori
Anche il comparto degli immobili commerciali chiude il primo trimestre 2026 con un segno negativo, registrando una diminuzione degli scambi del 2,1%. La flessione risulta più marcata nei comuni capoluogo, dove il calo raggiunge il 5,2%.
Nonostante la contrazione, il negozio continua a essere considerato un investimento interessante, soprattutto quando garantisce rendimenti lordi annui intorno al 9-10% oppure quando presenta potenzialità di trasformazione verso altre destinazioni d’uso.
Nelle grandi città il mercato mostra comunque segnali positivi: Palermo registra infatti una crescita delle compravendite del 36,9%, mentre in controtendenza si colloca Bari, con una diminuzione del 26,9%.




