Il progetto di rigenerazione urbana sostenibile dell’area dell’ex cementificio Italcementi, chiuso dal 2015, e dell’annessa ex cava del Monte Fiorin di Monselice entra in una nuova fase operativa.
È partita la demolizione delle strutture industriali esistenti, dopo la conclusione delle attività preliminari di sistemazione e pulizia dell’area. L’intervento, che riguarda complessivamente 66 ettari, è definito dai promotori il più esteso progetto di rigenerazione urbana attualmente in corso in Veneto.
Un intervento brownfield senza consumo di suolo
Il progetto si configura come un intervento di rigenerazione “brownfield”, senza consumo di nuovo suolo. Riguarda due porzioni distinte del comparto.
Nella porzione nord è in corso la demolizione dei manufatti dell’ex cementeria: l’area ospiterà nuovi edifici tecnologici integrati da spazi verdi, oltre a una riorganizzazione funzionale degli accessi.
Nella porzione sud, relativa all’ex cava del Monte Fiorin, l’intervento prevede un progetto di riqualificazione ambientale con rimodellazione del terreno.
In quest’area è inoltre prevista la realizzazione di un parco fotovoltaico che, per la conformazione morfologica del sito e le fasce boscate perimetrali, risulterà non percepibile dal punto di vista paesaggistico.

L’accordo pubblico-privato tra Comune di Monselice e Roncello Capital
La rigenerazione dell’area nasce da un accordo pubblico-privato che coinvolge il Comune di Monselice e Roncello Capital srl, società con sede a Peschiera Borromeo (MI).
L’intesa prevede, tra le opere e le ricadute pubbliche, la cessione al Comune di Monselice di 15.000 mq destinati a nuovi impianti sportivi in prossimità del campo di Marendole, e la realizzazione della strada di collegamento tra l’attuale bretella Italcementi e la Strada Regionale n. 10, attraverso il tratto mancante fino al sottopasso di via Moralediemo.
«Per Monselice e per i monselicensi è un evento storico, unico. Siamo nati e cresciuti con la cementeria in funzione e poi chiusa definitivamente dal 2015. Con l’avvio della fase di demolizione, è ormai questione di tempo, poco tempo e non ci sarà più. Era un punto qualificante del mio programma elettorale da sindaco che oggi si concretizza, nonostante nessuno lo credesse possibile tranne la sottoscritta e l’assessore Peraro. Abbiamo dimostrato che la rigenerazione non è solo una bella parola, ma una realtà a Monselice, considerati i tanti interventi messi in atto nel mio mandato. Monselice cresce, si trasforma, diventa una città sostenibile». Giorgia Bedin, consigliere regionale
Gli interventi previsti dal progetto
Il piano di rigenerazione comprende:
- la realizzazione di un parco fotovoltaico di circa 24 ettari, destinato alla produzione di energia da fonti rinnovabili;
- la cessione al Comune di un’area di 15.000 mq per la realizzazione di nuovi impianti sportivi;
- la riconversione di circa 20 ettari dell’ex stabilimento in area produttiva, con insediamenti realizzati secondo tecniche costruttive a basso impatto ambientale;
- la riorganizzazione della viabilità interna e la realizzazione di una pista ciclabile lungo tutto il comparto;
- la costruzione, a carico di Roncello Capital, del collegamento viario tra la bretella Italcementi e la nuova SR10, fino al sottopasso di via Moralediemo e in direzione dell’ospedale di Schiavonia.
«La sfida di questo progetto è ambiziosa, ma chiara: dimostrare che è possibile trasformare un’area industriale dismessa come quella dell’ex cementificio e dell’annessa ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica, creando un dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro. Si tratta di un modello replicabile, capace di ispirare altri territori e di fare della rigenerazione un’opportunità concreta per innovare e crescere. L’intervento porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali». Massimo Vitali, presidente di Vitali Spa

«Il nostro impegno a investire nel recupero e nella rigenerazione urbana dell’area dell’ex cementeria trae origine dalla concreta disponibilità delle istituzioni e, in particolare dell’Amministrazione delegato di Monselice, che ha scelto di sostenere e accompagnare con convinzione, responsabilità e visione strategica questo percorso di trasformazione. Quando il dialogo tra pubblico e privato si fonda su serietà, coerenza e condivisione degli obiettivi, l’assunzione di responsabilità da parte degli investitori si rafforza in modo naturale, orientandosi non soltanto alla valorizzazione delle opportunità immediate, ma anche alla costruzione di una prospettiva di sviluppo solida e duratura. La nostra ambizione è dare vita a un progetto organico e profondamente radicato nel territorio, capace di integrarsi armonicamente con il tessuto economico e imprenditoriale locale, generando ricadute positive e misurabili sotto il profilo sociale, occupazionale e ambientale. Intendiamo restituire valore e funziona a un’area che da troppo tempo versa in una condizione di abbandono, trasformandola in un elemento propulsivo di crescita, innovazione e rinnovata identità urbana». Antonio Sala, amministratore delegato di Roncello Capital

«Si tratta senza dubbio di un intervento importante, che si inserisce pienamente negli obiettivi delineati dall’articolo 36 del Piano Ambientale e nel percorso di candidatura dei Colli Euganei a Riserva della Biosfera nell’ambito del programma Mab Unesco. La rigenerazione del sito risponde al principio fondante dell’Ente: tutelare e valorizzare i caratteri naturalistici, storici e ambientali del territorio dei Colli Euganei. Accogliamo pertanto con favore l’opportunità di recuperare quest’area, che si trova a breve distanza da luoghi di straordinario interesse storico e paesaggistico, come la Rocca di Monselice e Arquà Petrarca. È fondamentale che questo percorso sia stato avviato e che venga portato a compimento con determinazione, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati». Alessandro Frirzzarin, presidente Parco Colli Euganei




