Gruppo Pml. La scelta del sistema impermeabilizzante: un criterio progettuale, non un dettaglio tecnico

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Spesso sottovalutata, l’impermeabilizzazione rappresenta un aspetto fondamentale della costruzione e della manutenzione di un edificio, la cui scelta è il risultato di una valutazione progettuale strategica e multifattoriale e contribuisce a migliorare prestazioni tecniche, durabilità e qualità estetica

(foto Pml)

Nella progettazione dell’involucro edilizio, l’attenzione si concentra spesso sugli elementi che definiscono maggiormente la percezione dell’architettura: materiali di finitura, espressione materica delle superfici, qualità estetica e relazione tra edificio e contesto.

Esistono però componenti meno evidenti che incidono in modo determinante sulla durabilità dell’opera e sulla capacità dell’edificio di mantenere nel tempo le prestazioni richieste dal progetto. Tra questi, il sistema impermeabilizzante rappresenta uno degli elementi più strategici.

Eppure, nonostante il ruolo determinante che svolge nel comportamento dell’involucro edilizio, l’impermeabilizzazione resta ancora uno degli aspetti più sottovalutati nella progettazione e nella manutenzione di un edificio.

Spesso viene relegata al ruolo di “dettaglio tecnico” nelle fasi finali del processo progettuale o affrontata direttamente come una scelta esecutiva in cantiere, quando invece dovrebbe essere integrata fin dalle prime scelte progettuali.

Il tema si inserisce in un contesto edilizio in continua trasformazione, dove la progettazione si confronta con geometrie sempre più articolate e con una crescente complessità degli interventi.

Cambia la natura stessa dei cantieri: la maggior parte dei lavori riguarda oggi rifacimenti totali o parziali di coperture esistenti, dove la progettazione dell’impermeabilizzazione deve dialogare con dettagli, impiantistica in copertura e preesistenze, fori per cavi, passaggi tecnici, giunti, in un quadro tecnico sempre più stratificato.

Leonardo Castelvecchio


La scelta del sistema impermeabile non può essere l’ultimo anello della catena progettuale, ma va affrontata a monte, insieme alle altre scelte tecniche dell’edificio. Solo così è possibile garantire coerenza tra le prestazioni richieste e la soluzione realmente applicabile in cantiere

Leonardo Castelvecchio, Coordinatore Comitato Tecnico Gruppo Pml



Una scelta che nasce dal progetto

La scelta del sistema impermeabile è il risultato di una valutazione progettuale che tiene conto di più parametri fondamentali.

  • Destinazione d’uso della copertura. Influenza direttamente l’utilizzo che verrà fatto del tetto, e quindi il sistema più adatto. Se una copertura resta a vista e viene utilizzata quotidianamente, la finitura dovrà resistere ai raggi Uv, alle intemperie e all’abrasione da calpestio: caratteristiche che, in questi casi, deve possedere lo stesso manto impermeabile.
  • Prestazioni richieste. Oltre a garantire la tenuta all’acqua, una copertura è spesso chiamata ad assolvere altre funzioni. Materiali ad alta riflettanza, ad esempio, possono contribuire al comfort energetico dell’edificio, contenendo le temperature estive con benefici anche sul bilancio energetico.
  • Presenza di materiali ed elementi costruttivi eterogenei. Le coperture integrano sempre più frequentemente lucernari, impianti, materiali isolanti, elementi metallici e componenti di diversa natura. La scelta del sistema impermeabilizzante deve quindi garantire la compatibilità con questi elementi e con i loro differenti comportamenti rispetto alle sollecitazioni termiche e alle modalità di posa.
  • Geometrie complesse e condizioni del supporto. Non ultimo per importanza: il supporto su cui applicare il sistema impermeabile spesso non è perfettamente coeso, o presenta geometrie articolate. Il sistema dovrà prevedere trattamenti e preparazioni capaci di garantire piena adesione su ogni tipo di supporto.

Il valore del dettaglio costruttivo

(foto Pml)

L’esperienza di cantiere dimostra come le maggiori criticità si manifestino nei punti di discontinuità: scarichi, raccordi tra piani orizzontali e verticali, soglie, attraversamenti impiantistici, giunti, parapetti e lucernari.

Per questo motivo, la progettazione dell’impermeabilizzazione non dovrebbe limitarsi alla scelta della tecnologia, ma comprendere lo studio dei dettagli costruttivi e delle modalità di posa.

È proprio in questi punti che si misura la qualità complessiva del sistema e la sua capacità di mantenere nel tempo le prestazioni previste.

Tra le diverse tecnologie oggi disponibili, i sistemi impermeabilizzanti liquidi rappresentano una soluzione particolarmente efficace negli interventi di riqualificazione e nelle coperture caratterizzate da geometrie articolate, numerosi dettagli costruttivi e materiali di diversa natura.


La loro capacità di adattarsi con continuità al supporto e ai punti di discontinuità consente infatti di rispondere in modo efficace alle esigenze della progettazione contemporanea.

(foto Pml)

Un caso pratico: il terrazzo praticabile con impermeabilizzazione a vista

Un esempio frequente è quello di terrazzi e coperture esistenti soggetti a un importante passaggio pedonale, utilizzati quotidianamente come estensione dell’abitazione.

In questi interventi l’impermeabilizzazione non è più uno strato nascosto della copertura, ma diventa parte della superficie di utilizzo, chiamata a coniugare prestazioni tecniche, durabilità e qualità estetica.

Ciò richiede sistemi in grado di garantire continuità prestazionale, resistenza agli agenti atmosferici e qualità della finitura anche in condizioni di utilizzo quotidiano.

In questo contesto, i sistemi impermeabilizzanti liquidi rappresentano una soluzione particolarmente efficace: si applicano in basso spessore e in totale adesione anche su sottofondi esistenti, piastrelle o massetti in calcestruzzo, senza richiedere demolizioni.

Un sistema liquido può inoltre offrire una finitura di alto valore estetico, mantenendo al contempo le resistenze meccaniche e l’elasticità richieste a un’impermeabilizzazione permanentemente esposta agli agenti atmosferici e al calpestio.

(foto Pml)

Cosa richiedere a un sistema liquido

Tra i sistemi impermeabili applicati liquidi, la scelta dovrebbe ricadere su soluzioni che garantiscano:

  • resistenza al punzonamento, per non essere intaccate da carichi puntuali come vasi, sedie o arredi da esterno;
  • resistenza ai ristagni d’acqua, inevitabili su coperture praticabili a bassa pendenza;
  • resistenza ai raggi Uv, per mantenere nel tempo prestazioni ed estetica;
  • resistenza all’abrasione, per non consumarsi con il passaggio continuo, garantendo al tempo stesso un buon grip anche in condizioni di bagnato.

La cura nella progettazione e nella posa di un sistema impermeabile applicato liquido è ciò che, nel tempo, fa la differenza tra una barriera efficace contro le infiltrazioni e un intervento da rifare.

(foto Pml)
Progettare la durabilità

La crescente complessità degli edifici contemporanei richiede di considerare l’impermeabilizzazione come una componente integrante del progetto dell’involucro, e non come un semplice strato tecnico da definire in fase esecutiva.

Integrare la scelta del sistema impermeabilizzante nelle prime fasi progettuali significa migliorare la durabilità dell’edificio, ridurre il rischio di interventi manutentivi straordinari e assicurare una maggiore coerenza tra progetto, cantiere e prestazioni nel tempo.

In questa prospettiva, l’impermeabilizzazione diventa parte integrante della qualità dell’architettura, contribuendo alla durabilità dell’edificio e alla conservazione delle prestazioni previste dal progetto lungo il suo intero ciclo di vita.

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