Settanta7. Il Bosco della Musica: posata la prima pietra del campus a Rogoredo

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La seconda sede del Conservatorio di Milano avrà luogo a Rogoredo. Posata la prima pietra del Bosco della Musica: campus-parco da 61,6 milioni firmato Settanta7.

Posa della prima pietra del Bosco della Musica (foto Settanta7)

A Rogoredo è stata posata la prima pietra del Bosco della Musica, la seconda sede del Conservatorio G. Verdi di Milano. Il campus, progettato da Settanta7, sorgerà tra il borgo storico di Rogoredo e Santa Giulia. Prevede quattro edifici, un auditorium da 400 posti e 13 mila metri quadrati di verde pubblico.

L’investimento è di 61,6 milioni di euro. I lavori, partiti a dicembre 2025, si concluderanno nel 2028 e l’apertura agli studenti è fissata per l’anno accademico 2028-2029.

Bosco della Musica: numeri, finanziamenti e cronoprogramma

Il Bosco della Musica amplia l’offerta del Conservatorio con una sede dedicata ai linguaggi musicali contemporanei.

Qui troveranno spazio il dipartimento dei nuovi linguaggi musicali, con percorsi di jazz, pop-rock ed elettronica, i corsi di musicoterapia e il dottorato in Musica, Arti performative e Stem. La sede storica di via Conservatorio, nel centro della città, continuerà a ospitare la formazione classica.

L’opera è finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da Regione Lombardia. L’area è concessa dal Comune di Milano e il Provveditorato alle Opere Pubbliche è coinvolto nell’iter.

Dopo la conclusione dei lavori, prevista nel 2028, seguiranno collaudo e avvio delle attività. Secondo i promotori, sarà il primo campus-conservatorio d’Italia e uno dei più avanzati sul piano tecnologico in Europa per la formazione musicale superiore.

Il progetto di Settanta7: quattro volumi come foglie nel bosco

Il progetto dello studio di architettura internazionale Settanta7 parte da un’idea precisa: un parco pubblico che contiene le funzioni del Conservatorio, e non un campus recintato con un’area verde attorno. Il riferimento formale è il bosco.

I quattro volumi sono disegnati come foglie cadute da un albero e mosse dal vento, con linee curve che generano flussi continui tra interno ed esterno. Terrazzamenti a gradoni offrono spazi per la socialità e collegano gli edifici al verde.

Il cuore del campus è l’Auditorium da 400 posti, rivestito da scandole ceramiche in sette cromie. Gli oltre 13 mila metri quadrati di verde pubblico sono pensati come parte integrante del progetto e non come pertinenza residua. L’obiettivo è che chi attraversa il quartiere possa entrare nel campus senza barriere nette.

Architetto Daniele Rangone (foto Settanta7)

«Il Bosco della Musica nasce da un’idea di permeabilità. Un sistema di volumi curvilinei e terrazzamenti dissolve la soglia tra interno ed esterno e mette in relazione il campus con il tessuto di Rogoredo. Abbiamo progettato uno spazio aperto e attraversabile, pensato per chi studia, chi suona e chi abita il quartiere, in cui la musica diventa strumento di rigenerazione urbana e luogo di incontro per l’intera città». Architetto Daniele Rangone, co-founder di Settanta7

Funzioni e spazi: dall’auditorium alla residenza

Il programma funzionale comprende aule, laboratori, sale di ripresa e registrazione e un auditorium ad acustica variabile e immersiva. Quest’ultimo è pensato per ogni repertorio, dalla musica da camera al rock, e per ospitare grandi interpreti e produzioni.

Il modello di riferimento è la Sala Verdi della sede storica. I laboratori di musica elettronica saranno dotati di tecnologie d’avanguardia.

Una parte rilevante del programma è la residenza da 210 posti per studenti e docenti fuori sede, con canoni indicati come sensibilmente inferiori a quelli del mercato milanese. Per un campus che punta ad attrarre studenti italiani e stranieri, docenti, interpreti e ospiti internazionali, l’offerta abitativa ha un peso pari a quello degli spazi didattici.

Il trasferimento dei nuovi linguaggi a Rogoredo ha un effetto anche sulla sede di via Conservatorio. Liberando spazi, il Conservatorio potrà ripensarli in modo più funzionale per chi continuerà a usarli.

Docenti e studenti avranno più spazio e più tempo per lezioni e studio, e potranno vivere la sede storica per giornate intere, in dialogo con le altre realtà di produzione musicale presenti nell’istituzione.

La Palazzina Ex Chimici: il recupero della memoria industriale

Dei quattro edifici del progetto fa parte la Palazzina Ex Chimici, testimonianza dell’identità industriale di Rogoredo. L’edificio sarà recuperato e destinato alla formazione nei linguaggi pop-rock e jazz. L’intervento affianca alle nuove costruzioni il riuso di un manufatto esistente, e ancora il campus a un contesto che ha una storia produttiva riconoscibile.

Per un quartiere in profonda trasformazione, la conservazione di una preesistenza industriale ha anche un valore di racconto: il nuovo insediamento culturale non cancella ciò che c’era prima, ma lo reinterpreta con una funzione diversa.

Echos: l’infrastruttura tecnologica del campus

Accanto al progetto architettonico c’è Echos, con cui il Conservatorio ha vinto il bando Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) di Regione Lombardia. Si tratta di un ecosistema tecnologico integrato che doterà il Bosco della Musica di infrastrutture audio-visive, informatiche e didattiche interconnesse.

La piattaforma comprende:

  • l’Auditorium ad acustica variabile e immersiva da 400 posti;
  • un Dome immersivo da 180 mq e 9 m, con proiettori laser ad alta definizione, sistema audio immersivo multicanale e AI generativa visiva in tempo reale;
  • sale di ripresa e registrazione;
  • laboratori di Sound Design e AI;
  • tre sale prove, una di grandi dimensioni e due medie.

Echos si sviluppa su tre ambiti. Il primo è l’innovazione didattica e formativa: metodologie digitali, AI adattiva, ambienti ibridi ed e-learning personalizzato, con un modello a “doppio binario” che affianca la formazione strumentale tradizionale alla tecnologia. Il secondo è la digitalizzazione, con l’acquisto di apparecchiature audio-video professionali, sistemi di intelligenza artificiale e strumenti per la produzione musicale e audiovisiva immersiva, descritti come tecnologie di frontiera nel settore Afam (Alta Formazione Artistica e Musicale).

Il terzo ambito è l’inclusività. Prevede soluzioni tecnologiche per migliorare l’accessibilità dei percorsi per studenti con disabilità motorie o uditive e il Biennio di Musicoterapia, realizzato con la Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia. Include inoltre la scelta di fare del campus un Open Campus aperto alla comunità di Rogoredo.

Per chi si occupa di progettazione, il punto operativo è il cronoprogramma. Le attrezzature saranno installate in modo progressivo durante il completamento del campus e dovranno essere pienamente operative all’avvio dell’anno accademico 2028-2029. Questo richiede un coordinamento stretto tra cantiere edile, impianti e forniture tecnologiche.

Relatori e istituzioni (foto Settanta7)

Il quadro istituzionale e le dichiarazioni alla cerimonia

La cerimonia si è aperta con il messaggio del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, letto da Alessandra Gallone, consigliera del Ministro per l’Alta Formazione Artistica e Musicale. Sono intervenuti poi il presidente del Conservatorio Giovanni Fosti e il direttore Massimiliano Baggio.

Hanno descritto la seconda sede come il luogo dell’incontro tra tradizione e innovazione, in un percorso che unisce formazione, ricerca e produzione artistica. Hanno anche ribadito che la sede di via Conservatorio resterà il cuore della formazione classica e che le due sedi continueranno a formare una sola istituzione.

Il rito della posa ha previsto la lettura e la firma di una pergamena, il suo inserimento in una capsula del tempo e la benedizione dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. La capsula e la pietra sono poi state calate nello scavo predisposto.

Il sindaco Giuseppe Sala ha definito il progetto promettente, per la capacità di usare arte e cultura come strumenti di rinnovamento urbano e sociale. Ha osservato che richiamerà giovani talenti da tutto il mondo in un quartiere non centrale. Ha inoltre sottolineato che l’area presenta criticità e complessità, pur essendo al centro di importanti trasformazioni.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha ricordato il contributo regionale di 12 milioni di euro e ha letto l’opera come esempio di collaborazione tra istituzioni, capace di portare opportunità a un territorio che ha bisogno di nuove prospettive.

Sono intervenuti anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e, in chiusura, Raffaello Vignali, consigliere delegato del Conservatorio per il Bosco della Musica. Vignali ha ripercorso il percorso avviato nell’aprile 2019, frutto dell’impegno di molte persone e istituzioni, e ha ringraziato quanti vi hanno contribuito.

Rogoredo e Santa Giulia: il campus come intervento di rigenerazione urbana

L’insediamento si colloca in un’area interessata da trasformazioni profonde, tra il borgo storico di Rogoredo e Santa Giulia. Il Conservatorio ha già avviato un dialogo con i luoghi e gli spazi culturali della zona, con l’obiettivo di radicare il futuro campus nel tessuto culturale e sociale del quartiere prima ancora dell’apertura.

Per progettisti e tecnici, il caso mostra un approccio in cui la funzione pubblica entra nel progetto fin dalla fase di cantiere. Il parco aperto, le terrazze, il recupero di un edificio industriale e l’Open Campus sono tutti strumenti per ridurre la distanza tra un’istituzione formativa e il contesto urbano che la ospita.

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