Enea | Progetto Adamo

Sensori hi-tech e indagini laser per la conservazione del patrimonio culturale romano

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Enea ha avviato il progetto Adamo per la conservazione e il restauro del patrimonio culturale dell’area romana, che prevede l’utilizzo di sensori hi-tech per monitorare gli effetti di smog e traffico sulle Mura Aureliane, ma anche indagini laser per il restauro di Palazzo Chigi ad Ariccia. Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio con 6 milioni di euro.
Il progetto Adamo è cordinato dall’Enea e finanziato dalla Regione Lazio.

Il progetto Adamo (Analisi, Diagnostica e Monitoraggio) è finanziato dalla Regione Lazio all’interno del nuovo distretto tecnologico per i beni e le attività culturali e coordinato dall’Enea.

Adamo prevede una collaborazione diretta con le aziende del settore e il trasferimento delle più sofisticate tecnologie per il patrimonio storico sviluppate dall’Agenzia e dai sette partner del progetto come Cnr, Infn, le tre università pubbliche di Roma La Sapienza, Tor Vergata e Roma 3 e quella della Tuscia.

Tecnologia per monitorare le opere d’arte

Tra le tecniche che verranno messe in campo dal progetto Adamo ci sono, ad esempio, la fluorescenza indotta da laser nell’ultravioletto e la spettroscopia Raman che permettono di ricavare, in maniera rapida e senza rischio per l’opera d’arte, informazioni sui materiali, stato di conservazione, presenza di eventuali ritocchi dell’artista o di precedenti restauri della superficie pittorica e poi la fluorescenza a raggi X e le indagini mediante radiazione nell’infrarosso e nel THz per analizzare l’opera al di sotto della sua superficie.

Roberta Fantoni | Responsabile della Divisione Enea

«Finora abbiamo individuato sei siti storici all’interno della città metropolitana di Roma, ponendo particolare attenzione a quel patrimonio culturale che non rientra nei tradizionali circuiti turistici. Questi luoghi, sui quali verrà effettuata anche un’analisi di tipo storico e socio-economico, rappresenteranno un banco di prova per le nostre tecnologie ma anche un’opportunità d’incontro e di collaborazione con le aziende e i professionisti del settore, come archeologi e restauratori»

I sei siti storici

I sei siti scelti sono nell’area di Roma sud-est.
  • sulle Mura Aureliane, nel tratto in prossimità di Porta San Sebastiano verranno posizionati sensori hi-tech per monitorare gli effetti prodotti sulla struttura di traffico ed eventi naturali come i terremoti, ma anche di temperatura e umidità;
  • nel Parco archeologico di Centocelle, ricercatori, archeologi e restauratori lavoreranno insieme per ricostruire la storia di Villa della Piscina e la cronologia delle diverse fasi costruttive;
  • Palazzo Vescovile di Frascati sarà verificato lo stato di conservazione degli affreschi e dei dipinti murali come a Villa Mondragone di Monte Porzio Catone, dove oltre ai dipinti, le tecnologie scandaglieranno le condizioni di salute delle fontane;
  • a Palazzo Chigi di Ariccia le indagini hi-tech permetteranno di studiare reperti unici, come arredi e decorazioni in cuoio da parete, oltre a preziose tele e busti marmorei presenti negli storici appartamenti al piano nobile.

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