La riqualificazione energetica degli edifici pubblici richiede oggi di andare oltre il singolo incentivo, mettendo in relazione risorse pubbliche e private, competenze tecniche e capacità progettuale.
È quanto emerso durante l’incontro “Partenariato Pubblico-Privato e Conto Termico 3.0 per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici”, promosso da Ance Brescia, Acb – Associazione dei Comuni Bresciani e Università di Brescia, ospitato nell’Aula Magna dell’ateneo.
All’incontro hanno preso parte professionisti, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche e operatori del settore.
Il confronto ha approfondito gli aspetti normativi, procedurali, progettuali ed economico-finanziari legati all’utilizzo del Partenariato Pubblico-Privato in combinazione con il Conto Termico 3.0, seguendo il percorso che va dall’individuazione dell’intervento fino alla costruzione della proposta e del progetto di fattibilità tecnico-economica.
Il kit operativo per stazioni appaltanti e imprese
Il punto centrale dell’iniziativa è stato rendere concretamente avviabili le operazioni di Ppp. Da questa esigenza nasce il kit operativo predisposto congiuntamente da Ance Brescia, Acb e Università di Brescia, con l’obiettivo di fornire a imprese e stazioni appaltanti uno strumento utilizzabile per orientarsi nelle diverse fasi di un partenariato.
Secondo quanto emerso, uno dei principali ostacoli alla diffusione del Ppp non è soltanto la complessità dello strumento, ma la difficoltà di comprenderne il percorso operativo.
Amministrazioni e imprese dispongono spesso di idee, immobili da riqualificare e possibili proposte di investimento, ma l’assenza di procedure e riferimenti condivisi può rendere complessa la fase di avvio dei progetti, lasciando da definire caso per caso documentazione, verifiche, soggetti da coinvolgere e criticità da affrontare.
Su questo aspetto Ance Brescia, Acb e Università di Brescia hanno scelto di concentrare il lavoro comune, con l’obiettivo non solo di approfondire il tema del partenariato e del Conto Termico 3.0, ma di tradurre norme, competenze ed esperienze in strumenti capaci di accompagnare l’avvio e lo sviluppo delle operazioni.
Contenuti del kit: schede, modelli e documentazione
Il kit è stato concepito come base di lavoro per l’intero ciclo di vita dell’intervento. Raccoglie schede di processo, modelli adattabili alle specifiche esigenze, documentazione amministrativa e strumenti relativi alla costruzione economico-finanziaria delle operazioni, affiancati da esempi di contratti e documenti utilizzati in precedenti esperienze complesse già approvate.
L’impostazione è trasversale: il partenariato non può essere affrontato considerando separatamente gli aspetti burocratico-amministrativi, progettuali ed economico-finanziari.
La sostenibilità dell’intervento dipende dalla capacità di verificare fin dall’inizio la coerenza tra fabbisogno pubblico, soluzione tecnica, distribuzione dei rischi, struttura finanziaria, tempi, costi, gestione e manutenzione dell’opera.
In questa prospettiva, il kit intende contribuire a far emergere iniziative rimaste finora nei cassetti delle amministrazioni o delle imprese, offrendo un percorso più leggibile per valutarne la fattibilità e individuare fin dalle prime fasi eventuali elementi critici.

«Il Partenariato Pubblico-Privato è lo strumento per affrontare la riqualificazione del patrimonio pubblico, ma perché possa funzionare servono procedure chiare, tempi certi e modalità operative condivise. È un’esigenza che abbiamo raccolto dalle imprese e che Acb ha riscontrato dal punto di vista delle stazioni appaltanti. Con l’Università di Brescia e Acb abbiamo quindi scelto di andare oltre il momento di approfondimento e costruire uno strumento concreto. Da qui la scelta di lavorare insieme per costruire un primo riferimento operativo: il kit che presentiamo oggi, con modelli, processi e documentazione già sperimentata, vuole offrire una base per impostare le operazioni di Ppp sotto il profilo amministrativo, progettuale ed economico-finanziario. L’obiettivo è fare in modo che iniziative valide che possono coinvolgere il nostro territorio non restino ferme per mancanza di strumenti operativi». Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance e presidente di Ance Brescia.
«L’Università degli Studi di Brescia, nell’ambito della propria attività di Terza Missione, ritiene di grande importanza supportare le istituzioni, gli operatori economici e i professionisti del territorio nell’applicazione della normativa sul Conto Termico 3.0, che può generare notevoli vantaggi in termini ambientali e di risparmio energetico. Pertanto, si è fatta promotrice, insieme ad Ance Brescia e all’Associazione Comuni Bresciani, di questa iniziativa, grazie alla quale è stato possibile approfondire i profili maggiormente problematici della disciplina, in particolare dal punto di vista procedurale e della documentazione necessaria per l’avvio degli interventi. L’Università degli Studi di Brescia prosegue, in questo modo, la propria attività di promozione e divulgazione, aspirando a essere sempre più un punto di riferimento per l’intero territorio bresciano e non solo» Prof. Mario Gorlani, Professore Ordinario Dipartimento Economia e Management, Università degli Studi di Brescia.
«Per i Comuni bresciani, specialmente quelli di piccole e medie dimensioni, la riqualificazione energetica rappresenta una priorità non più rinviabile, ma spesso frenata dalla carenza di personale e da procedure complesse. Il Partenariato Pubblico-Privato e il Conto Termico 3.0 sono opportunità straordinarie, a patto che le amministrazioni non vengano lasciate sole nella fase di avvio. Con questo kit operativo verrà fornita ai Sindaci e ai tecnici locali una guida chiara e schemi pronti all’uso per ridurre i tempi della burocrazia, gestire i rischi e trasformare le idee in cantieri concreti a beneficio delle nostre comunità». Cristina Tedaldi, sindaca di Leno e presidente dell’Associazione dei Comuni Bresciani.

Il contesto: obblighi europei e limiti del solo incentivo
Il confronto tra imprese, amministrazioni locali e università si inserisce in un quadro in cui la riqualificazione del patrimonio pubblico assume un rilievo crescente, anche alla luce degli obiettivi europei e degli obblighi di efficientamento energetico che interessano la Pubblica Amministrazione.
Il nuovo Conto Termico amplia le possibilità di intervento e, per alcune categorie di soggetti pubblici, consente di sostenere una quota significativa della spesa. Per gli edifici più complessi, tuttavia, l’incentivo da solo non è sufficiente e deve inserirsi in una programmazione più ampia, accompagnata da adeguate competenze tecniche e finanziarie.
Da qui la necessità di un approccio integrato, nel quale il Partenariato Pubblico-Privato possa contribuire a mobilitare capitali e competenze private, consentendo alle amministrazioni di affrontare interventi difficilmente sostenibili con le sole risorse pubbliche.
Per le imprese significa, al tempo stesso, evolvere da una logica limitata alla sola esecuzione dell’opera verso una capacità più ampia di partecipare alla progettazione dell’intervento, alla sua strutturazione finanziaria e alla gestione nel tempo.
Un percorso di collaborazione destinato a proseguire
L’incontro ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri, dell’Ordine degli Architetti, del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati, dell’Ordine degli Avvocati e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Brescia, con il riconoscimento dei relativi crediti formativi.
L’iniziativa rappresenta il primo risultato di un percorso di collaborazione tra Ance Brescia, Acb e Università di Brescia, che punta a sviluppare ulteriori occasioni di confronto e lavoro comune su temi strategici per il territorio.
Un metodo che mette in relazione chi realizza, chi amministra e chi studia e forma, con un obiettivo dichiarato: non limitarsi a indicare le potenzialità degli strumenti oggetto del convegno, ma contribuire a creare le condizioni affinché le operazioni possano realmente partire, svilupparsi e arrivare a compimento lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.




