Biblioteca Rami. Il recupero di una caserma ottomana dell’Ottocento

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Dal recupero di una caserma ottomana a Istanbul, firmato Han Tümertekin, tra riuso adattivo, sostenibilità e premi prende vita la Biblioteca Rami.

Biblioteca Rami a Istanbul (crediti foto goturkiye)

Le storiche Caserme Rami, costruite tra il 1826 e il 1828 a Eyüpsultan, sono state riaperte al pubblico nel 2023 dopo un ampio intervento di restauro, rinnovamento e riqualificazione firmato dall’architetto Han Tümertekin, titolare dello studio Han Tümertekin Design and Consultancy di Istanbul.

Il progetto ha seguito i principi della conservazione e del riuso adattivo degli edifici storici, preservando l’identità architettonica della struttura e i materiali originali e attribuendo al complesso una nuova funzione pubblica: quella di Biblioteca Rami, oggi la più grande di Istanbul.

Il risultato è uno dei più importanti poli culturali della Türkiye e una delle maggiori biblioteche europee, frequentata dal 2023 al 2025 da oltre 8 milioni di persone.

Un intervento di minimo impatto sulla struttura storica

L’approccio progettuale ha privilegiato il minimo intervento sulla preesistenza: sono state eliminate le aggiunte incongrue accumulate nel corso dei decenni e recuperata la leggibilità dell’impianto originario, organizzato attorno a un grande cortile centrale.

La struttura dispone oggi di 36.000 metri quadrati di spazi coperti e può accogliere contemporaneamente 4.200 persone. Al suo interno convivono una biblioteca digitale, una per giovani, una per adulti e numerose sezioni specialistiche, in un sistema pensato per rispondere a esigenze di età, interessi e utenze differenti.

Non si tratta quindi soltanto di un luogo per la conservazione dei libri, ma di un campus culturale nel quale studio, ricerca, formazione, attività culturali e vita sociale convivono all’interno dello stesso complesso.

Biblioteca Rami: rapporto con il paesaggio

Uno degli elementi centrali del progetto è il rapporto tra edificio storico e ambiente circostante.

La biblioteca comprende 51.000 metri quadrati di aree paesaggistiche, con 696 alberi, circa 99.000 arbusti, uno stagno biologico e zone a canneto: un ecosistema urbano che contribuisce alla conservazione della biodiversità e al miglioramento del microclima dell’area.

La componente verde non ha quindi una funzione puramente estetica, ma diventa parte integrante dell’architettura e del funzionamento complessivo del campus.

Gestione delle risorse e strategie di efficienza

Anche la gestione delle risorse segue criteri di sostenibilità. L’acqua piovana raccolta dalle ampie superfici delle coperture viene recuperata e riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi e per gli scarichi dei servizi igienici.

La riduzione dei consumi energetici passa attraverso apparecchiature a basso consumo, sistemi di illuminazione Led, sensori e applicazioni legate all’energia solare.

Il modello gestionale prevede inoltre la separazione dei rifiuti alla fonte, un trattamento specifico per i rifiuti pericolosi, la riduzione della plastica monouso e la progressiva digitalizzazione dei processi operativi interni.

Funzioni sociali e culturali del complesso

Alla base del progetto c’è una concezione di sostenibilità che non separa la dimensione ambientale da quella sociale, culturale ed educativa. La biblioteca adotta un approccio integrato nel quale diventa una vera e propria “living library”: gli spazi e la programmazione culturale sono pensati per rispondere ai bisogni educativi, artistici e culturali della società e per rafforzare il rapporto tra la biblioteca e la comunità.

Una parte delle attività è dedicata alla diffusione della conoscenza sui temi climatici, attraverso servizi informativi, incontri formativi, programmi educativi e laboratori pratici. Il complesso comprende inoltre un Centro per l’accessibilità delle risorse, pensato per facilitare l’accesso ai servizi bibliotecari da parte di persone con esigenze e abilità differenti.

Particolare attenzione è riservata anche alla tutela del patrimonio documentario, grazie a un’unità specializzata nel restauro e nella conservazione di manoscritti rari e materiali a stampa.

La dimensione sociale del progetto emerge anche dal ruolo che la biblioteca assume nella vita quotidiana della città, con l’apertura 24 ore su 24, sette giorni su sette.

In caso di calamità o emergenze, il complesso è inoltre individuato come luogo sicuro di raccolta per la popolazione: una funzione che amplia il concetto tradizionale di biblioteca e la trasforma in un’infrastruttura pubblica dedicata anche alla resilienza urbana e sociale.

Il riconoscimento agli Ifla Green Library Awards 2026

La Biblioteca Rami ha conquistato il primo posto nella categoria “Grand-Scale Project” degli Ifla Green Library Awards 2026, promossi dalla International Federation of Library Associations and Institutions (Ifla).

Il riconoscimento, assegnato dalla Environment, Sustainability and Libraries Section – Ensulib, è stato annunciato durante l’Ifla World Library and Information Congress 2026 di Busan, in Corea del Sud. Giunto all’undicesima edizione, il premio ha visto concorrere 62 progetti provenienti da 27 Paesi.

La Biblioteca Rami si è distinta per una visione che estende i principi della sostenibilità oltre l’efficienza energetica, includendo la funzione culturale, educativa e sociale della struttura.

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