Nel settore dell’intralogistica la direzione è tracciata: già nel 2024 i carrelli elevatori elettrici rappresentano il 70% della quota di mercato globale, trainati da normative ambientali più severe e da un’accelerazione tecnologica nei sistemi di trasmissione.
Eppure i motori diesel mantengono una posizione solida in specifici contesti operativi. La scelta dipende da variabili concrete:
- ore di utilizzo quotidiane
- infrastruttura disponibile
- vincoli normativi
- analisi economica complessiva.
Batterie agli ioni di litio: il cambio di paradigma per i carrelli elettrici
Il fattore abilitante dell’elettrificazione nell’intralogistica è l’evoluzione della tecnologia agli ioni di litio. Rispetto alla tradizionale batteria al piombo, le nuove soluzioni offrono dimensioni ridotte fino a due terzi, assenza di manutenzione, compatibilità con la ricarica rapida e una durata tre volte superiore.
Il form factor più compatto apre nuove possibilità nella progettazione dei veicoli: cabine operatore più ergonomiche, macchine più manovrabili nelle corsie strette, spazi interni ripensati senza i vincoli volumetrici della batteria tradizionale.
Sul fronte operativo, i tempi di ricarica di 6-8 ore sono superati: le attuali batterie agli ioni di litio si ricaricano completamente in circa due ore, o parzialmente durante la pausa pranzo, eliminando di fatto i fermi macchina legati alla gestione dell’energia.
Sul piano ambientale, zero emissioni, assenza di odori e livelli sonori ridotti migliorano le condizioni lavorative e abbattono lo stress dei dipendenti.
Per le aziende dotate di impianto fotovoltaico, l’integrazione con i carrelli elettrici consente una riduzione significativa e rapida dell’impronta di carbonio dell’intera flotta.

Carrelli diesel: perché restano indispensabili in certi ambiti
Nonostante la crescita del segmento elettrico, Gpl e diesel conservano un mercato preciso. I carrelli diesel eccellono nelle applicazioni gravose — porti, industria pesante, utilizzo outdoor — dove condizioni meteo avverse, pioggia, gelo o caldo estremo incidono relativamente poco sulle prestazioni.
La struttura robusta e il rifornimento rapido garantiscono disponibilità operativa continua: un carrello diesel è pronto per un intero turno di lavoro in pochi minuti.
Dal 1° gennaio 2020 è in vigore nell’Ue la normativa Stage V per le macchine mobili non stradali (nrmm), che ha portato il limite per le emissioni di particolato da 0,54 g/kWh (Stage I, 1999) a 0,015 g/kWh — una riduzione del 97% grazie ai moderni filtri antiparticolato.
I modelli di taglia superiore (opzionale da 6 tonnellate, obbligatorio da 8) adottano AdBlue per la riduzione degli ossidi di azoto tramite Scr.
I motori di ultima generazione sono inoltre compatibili con Hvo (olio vegetale idrotrattato), biocarburante che abbatte ulteriormente le emissioni senza modifiche meccaniche.

Analisi economica: quando conviene l’uno e quando l’altro
La decisione tra elettrico e diesel nell’intralogistica richiede un’analisi puntuale dei casi d’uso reali. L’intensità d’uso è il parametro chiave:
- Utilizzo saltuario (qualche volta a settimana): il diesel può risultare più conveniente. Il costo d’acquisto è in alcuni casi inferiore fino al 20% rispetto a un equivalente elettrico, con minore incidenza dei costi operativi e di manutenzione.
- Utilizzo intensivo o multi-turno: l’elettrico si rivela vantaggioso nel lungo periodo. Minori costi energetici, manutenzione ridotta ed eliminazione dei carburanti fossili abbassano il Tco complessivo.
- Macchine pesanti: il diesel resta generalmente la scelta preferita indipendentemente dall’intensità d’uso, poiché il rapporto prezzo/prestazioni dei carrelli elettrici si deteriora all’aumentare della capacità di carico — e di conseguenza delle dimensioni della batteria.
Conclusioni: una coesistenza tecnologica dettata dalle applicazioni
L’intralogistica si sta elettrificando, ma senza una sostituzione totale delle motorizzazioni termiche nell’immediato. Robustezza, rifornimento rapido e costo d’acquisto competitivo mantengono i carrelli diesel rilevanti per applicazioni specifiche.
La normativa Stage V ne ha migliorato significativamente il profilo ambientale, anche se la neutralità carbonica rimane raggiungibile solo con i carrelli elettrici o attraverso carburanti alternativi come gli e-fuel.
Per il trasporto interno in fabbrica e le applicazioni correlate, le due tecnologie si equivalgono sempre più — con la differenza che solo l’elettrico garantisce un ambiente di lavoro privo di emissioni sonore e gassose.



