Cato. Aumento di capitale per l’AI applicata alle gare d’appalto pubbliche

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Round seed da 6 milioni di euro alla startup Cato per la sua piattaforma AI dedicata alle gare d’appalto pubbliche: cosa cambia per le imprese di edilizia.

Ai per gare d'appalto. I fondatori di Cato da sinistra Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini (foto Cato)

Cato, la startup italiana che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale per la partecipazione alle gare d’appalto pubbliche, ha chiuso un nuovo round di finanziamento da 6 milioni di euro.

L’operazione, annunciata lo scorso 8 settembre 2026, porta la raccolta complessiva dell’azienda a 7,6 milioni di euro e coinvolge per la prima volta un investitore internazionale.

Il round seed è guidato dal fondo olandese Keen Venture Partners, specializzato in tecnologie a supporto della crescita delle piccole e medie imprese europee, insieme ai soci che avevano partecipato al pre-seed di inizio anno, guidato da Italian Founders Fund.

Cosa fa la piattaforma e perché interessa il settore edilizia

Cato è stata fondata nell’estate 2025 da Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini con l’obiettivo di automatizzare il ciclo di partecipazione alle gare d’appalto, riducendo i tempi di identificazione e applicazione ai bandi. La piattaforma è già utilizzata da 150 clienti attivi nei settori medicale, IT, servizi ed edilizia.

Il funzionamento si articola in quattro fasi.

  1. Nella fase di ricerca, il sistema monitora in tempo reale oltre 27.000 fonti, tra cui Anac, Mepa, Gazzetta Ufficiale e portali regionali, segnalando le opportunità più rilevanti per il profilo di ogni azienda.
  2. Nella fase di analisi, l’intelligenza artificiale legge i documenti di gara, estrae requisiti e criteri di valutazione, verifica la compatibilità con l’azienda e individua eventuali incongruenze tra i documenti, suggerendo i chiarimenti da richiedere alla stazione appaltante.
  3. Per la preparazione della documentazione, la piattaforma pre-compila la busta amministrativa (anagrafica, certificazioni, dichiarazioni e firme) e genera la relazione tecnica con carta intestata e grafica dell’azienda. Una check list dinamica accompagna la costruzione della busta tecnica, con prodotti e specifiche aziendali, e della busta economica, contenente l’offerta di prezzo. L’invio definitivo della documentazione resta comunque una decisione dell’azienda, che mantiene il controllo prima dell’invio.
  4. Un ultimo modulo, dedicato ad archivio e intelligence, utilizza lo storico delle gare partecipate per alimentare un sistema di analisi dei competitor e dei risultati, a supporto delle strategie di partecipazione future.

Il mercato degli appalti pubblici in Italia

Il contesto in cui si inserisce Cato riguarda direttamente il comparto delle costruzioni. Secondo la Relazione Annuale Anac, gli appalti pubblici in Italia valgono 309 miliardi di euro, con una crescita del 13,9% nel 2025. Nonostante queste dimensioni, il 60% delle piccole e medie imprese fatica ancora a partecipare in modo competitivo alle gare d’appalto.

Sul fronte della digitalizzazione, i dati Istat del 2025 indicano che solo il 15,7% delle pmi italiane ha adottato strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi di applicazione alle gare d’appalto, contro il 53,1% delle grandi imprese.

Un divario che, secondo l’azienda, si presta ad ampliarsi ulteriormente con le scadenze del Pnrr e l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti.

Sulle principali piattaforme di acquisto pubblico, inoltre, risulta che il 78% delle imprese abilitate a partecipare ai bandi non partecipa alle opportunità disponibili.

«In questa prima fase abbiamo già gestito migliaia di gare. La soddisfazione più grande è sentire dai nostri clienti che vedono nella nostra tecnologia un vero alleato: li aiuta a trovare le gare pubbliche più adatte, capirne i requisiti e preparare la partecipazione al bando, aumentando la possibilità di vincita e crescita. Siamo felici che a riconoscere questo valore sia anche un investitore internazionale come Keen Venture Partners, oltre ai VC che hanno creduto in noi dall’inizio». Andrea Zorzetto, ceo e co-founder di Cato.

«Il procurement pubblico è uno degli ultimi grandi flussi di lavoro non automatizzati dell’economia europea: migliaia di miliardi di euro all’anno, e i fornitori non ha praticamente mai avuto software, tanto meno intelligenza artificiale. L’Italia è il mercato giusto da cui partire proprio perché è il Paese più complesso in cui presentare offerte: oltre 300 miliardi di euro all’anno distribuiti su 22.000 stazioni appaltanti, decine di migliaia di PMI il cui cliente più grande è lo Stato, e nessun software AI-native che le aiuti a vincere — esattamente il tipo di difficoltà che rende un mercato degno di essere conquistato e costruito da zero». Briehan Burke, General Partner di Keen Venture Partners.

Team e prospettive di crescita

I capitali raccolti saranno destinati al potenziamento della piattaforma esistente, all’espansione commerciale e alla crescita del team, che conta oggi 35 persone.

Tra i nuovi ingressi figura Luisa Gamba, che ha maturato esperienza all’intersezione tra tecnologia, business, procurement e settore pubblico. Dal 2021 ha ricoperto il ruolo di Head of Partnerships Public Sector per Amazon Business Italia, lavorando con imprese e istituzioni in un contesto regolato e con prospettiva paneuropea.

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