Eclisse. Il recupero di un antico complesso rurale

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Il recupero di Case Marian a Cison di Valmarino valorizza un antico borgo rurale attraverso nuovi spazi culturali e ricettivi. ECLISSE contribuisce al progetto con sistemi scorrevoli salvaspazio.

case marian

A Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, un antico complesso rurale torna protagonista grazie a un intervento di recupero che unisce tutela della memoria storica, nuove funzioni e valorizzazione del territorio.

È il progetto di Case Marian, un borgo risalente al XVII secolo nato in relazione alle attività agricole dei mezzadri delle proprietà del conte Brandolini e situato ai piedi del colle dominato dal castello.

(foto di Eclisse)

L’intervento ha restituito nuova vita a un luogo di grande valore storico e paesaggistico, preservandone l’identità originaria e trasformandolo in uno spazio aperto alla comunità, al turismo e alla cultura.

(foto di Eclisse)

Il recupero, sostenuto dalla Regione Veneto e da aziende private, ha coinvolto l’intero complesso edilizio, trasformandolo in un sistema articolato di ambienti espositivi, servizi e spazi dedicati all’accoglienza.

Un progetto di recupero rispettoso della memoria del luogo

Il percorso progettuale ha avuto come obiettivo principale quello di mantenere il carattere autentico del borgo, intervenendo sugli edifici con un approccio contemporaneo ma rispettoso della struttura esistente. La nuova organizzazione degli spazi interni ed esterni ha permesso di integrare funzioni differenti senza compromettere la leggibilità dell’architettura storica.

(foto di Eclisse)

L’edificio principale ospita oggi al piano terra e al primo piano gli spazi espositivi, mentre i livelli superiori sono stati destinati alla ricettività. Gli edifici circostanti accolgono invece i servizi, un info point, un salone polifunzionale e un portico recuperato e restituito alla collettività come luogo di incontro.

(foto di Eclisse)

Il cuore simbolico del progetto è rappresentato dall’antico fienile, recuperato e trasformato nell’ingresso principale della struttura. Uno spazio versatile, capace di ospitare mostre ed eventi e che ogni anno, nel mese di agosto, diventa sede di una manifestazione dedicata all’artigianato artistico.

Eclisse ottimizza gli spazi dell’ostello con soluzioni scorrevoli a scomparsa

Una parte fondamentale del progetto riguarda la trasformazione degli ambienti superiori in una struttura ricettiva organizzata in camere singole, doppie e dormitori. Gli spazi sono stati progettati per garantire flessibilità e comfort, con la possibilità di utilizzare uno o entrambi i livelli dell’ostello in modo indipendente.

(foto di Eclisse)

La distribuzione degli ambienti ha richiesto particolare attenzione alla gestione delle superfici disponibili. Per rispondere a questa esigenza sono stati scelti i controtelai per porte scorrevoli a scomparsa Eclisse Unico, una soluzione capace di migliorare la funzionalità degli spazi eliminando gli ingombri delle tradizionali aperture a battente.

L’utilizzo dei sistemi scorrevoli ha consentito di ottimizzare la disposizione delle camere e dei servizi, aumentando la libertà progettuale e favorendo una configurazione più efficiente degli ambienti. Una scelta particolarmente adatta a una struttura ricettiva, dove ogni centimetro deve contribuire a migliorare la qualità dell’esperienza degli ospiti.

Un’ospitalità essenziale, sostenibile e contemporanea

Il concept degli interni dell’ostello si basa su un linguaggio semplice ed equilibrato, caratterizzato dall’utilizzo di materiali naturali, arredi lineari e soluzioni funzionali. L’obiettivo è creare ambienti accoglienti e facilmente fruibili, capaci di dialogare con la storia del borgo senza rinunciare alle esigenze dell’ospitalità contemporanea.

La scelta progettuale interpreta una nuova idea di accoglienza, rivolta a viaggiatori giovani, gruppi e ospiti alla ricerca di un luogo autentico, curato e accessibile. Un modello che mette al centro il rapporto con il territorio e promuove un turismo più consapevole, in sintonia con il contesto storico e ambientale.

Curato dall’architetto Fabio Nassuato, il progetto di Case Marian si inserisce in un più ampio percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio locale. Il borgo, dopo anni di inattività, è tornato a essere un luogo dinamico e aperto, capace di accogliere residenti e visitatori attraverso nuove funzioni culturali e turistiche.

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