Gruppo Pml. Una guida per il settore degli impermeabilizzanti liquidi

Condividi

Composto da importanti aziende produttrici del settore, il Gruppo Produttori Membrane Liquide nasce con l’obiettivo di qualificare questo particolare comparto tecnico, attraverso la formazione e il sostanziale contributo alla realizzazione di norme tecniche specifiche

La corretta progettazione dell’impermeabilizzazione si deve basare su precise indicazioni tecniche.

Sono infatti differenti le casistiche d’intervento e le problematiche da prendere in considerazione, situazioni cui l’innovazione e la ricerca di molte aziende produttrici è già da tempo in grado di dare una risposta efficace, sicura e certificata.

Il Gruppo Pml Produttori Membrane Liquide – nasce per promuovere la conoscenza e le buone pratiche nella scelta e nell’utilizzo dei sistemi impermeabilizzanti liquidi. Valori e obiettivi comuni su cui costruire un programma di lavoro, di formazione e di informazione per tutta la filiera dell’edilizia.

Il mercato degli impermeabilizzanti liquidi è infatti in continua crescita, e anche per questo l’Ente Italiano di Normazione (Uni) ha ritenuto di dover qualificare ulteriormente questo settore.

Infatti, in Italia fino a poco tempo fa, a differenza di altre nazioni, non esisteva una normativa che potesse essere un punto di riferimento per la progettazione e per gli operatori professionali.

Con la pubblicazione a ottobre 2023 della norma Uni 11928-1 si è verificata la svolta tanto attesa, perché con questa norma anche gli impermeabilizzanti liquidi sono diventati elementi di tenuta nelle coperture continue (sia nuove che esistenti).

La norma definisce che cosa si intende per impermeabilizzante liquido applicato in situ, descrive le tipologie di soluzioni presenti sul mercato e, soprattutto, indica le prestazioni richieste, la durabilità e i relativi metodi di prova.

A supporto della crescita del settore 

La necessità, da un lato, di rafforzare il valore, la diffusione e la conoscenza delle nuove normative e, dall’altro, di promuovere sistemi impermeabili liquidi qualitativamente e tecnicamente in linea con le normative stesse, ha favorito la nascita del Gruppo Pml all’interno del Siteb (Strade italiane e bitumi), nella specifica Categoria D, dei produttori di sistemi impermeabilizzanti.

Il Gruppo Pml è composto da aziende che da anni producono impermeabilizzanti liquidi, anticipando con le loro soluzioni innovative i precetti dichiarati dalle più severe normative in ambito internazionale e che trovano nella norma Uni 11928-1 la loro perfetta sintesi.

Queste aziende sono Casali, Ha Italia, Icobit Italia, Kerakoll, Krypton Chemical Italia, Nord Resine, Soprema, Torggler, Triflex Italia, Volteco, WestWood Italia e Winkler.

L’obiettivo è quello di promuovere e alimentare un constante sviluppo tecnologico dei prodotti liquidi con cui intervenire quotidianamente sui diversi supporti da impermeabilizzare.

Promuovere e valorizzare i sistemi liquidi 

Gruppo Pml ha già attivato diversi gruppi di lavoro, fra cui il suo Comitato tecnico.

Fra gli obiettivi iniziali definiti, vi sono: collaborare con le diverse istituzioni del settore; sviluppare e supportare una nuova identità di professionisti della posa con il rilascio di patentini che testimonino le competenze acquisite; contribuire alla realizzazione di una collana di Quaderni tecnici e, non meno importante, ideare e realizzare corsi di formazione tecnica istituzionali per la progettazione che prevedano il rilascio ai partecipanti di crediti formativi.

Con queste attività il Gruppo Pml si pone come riferimento per il settore delle impermeabilizzazioni, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli attori della filiera dell’edilizia, dalla progettazione ai professionisti della posa, al fine di promuovere soluzioni funzionali, durature e sostenibili.

Per saperne di più  

Ma cosa sono, quali vantaggi offrono e quali caratteristiche posseggono le membrane impermeabilizzanti liquide? Come si posano e qual è la loro efficacia?

Per offrire risposte qualificate ai nostri lettori, abbiamo rivolto alcune domande al Gruppo Pml.

Che cos’è un sistema impermeabilizzante liquido?

Si tratta di materiali impermeabilizzanti mono o multicomponenti che vengono applicati in uno o più strati uniformi, mediante l’utilizzo di rullo, pennello, spatole o sistemi a spruzzo.
Una volta posate in opera le quantità necessarie per ottenere lo spessore minimo richiesto, il materiale sviluppa, tramite reazioni di polimerizzazione, evaporazione o reticolazione, una membrana impermeabile continua, priva di giunti, con i requisiti idonei a soddisfare le azioni di progetto e di esecuzione di un’opera in copertura.

Che vantaggi offrono rispetto ai sistemi impermeabili preformati?

Ogni tipologia di sistema impermeabilizzante, preformato o liquido, ha caratteristiche specifiche che il progettista o l’applicatore possono opportunamente valutare in base alle condizioni progettuali.
La scelta di intervenire nelle opere di impermeabilizzazione mediante prodotti liquidi comporta diversi vantaggi.
Per esempio, da un punto di vista progettuale la possibilità di realizzare sistemi impermeabili in totale adesione e su elementi di diversa natura, soprattutto su supporti caratterizzati da geometrie complesse e con la possibilità di intervenire su un rifacimento senza rimozione e smaltimento della stratigrafia esistente, mitigando costi e impatto ambientale.
Dal punto di vista dell’applicazione, la possibilità di realizzare impermeabilizzazioni continue, senza giunzioni e sovrapposizioni, con nessuna necessità di utilizzo di fiamme libere, e un maggior controllo e velocità nella realizzazione di dettagli impermeabili, dei punti critici e di punti di difficile accesso.
Da non trascurare anche i vantaggi per la manutenzione durante la vita utile della copertura: maggiore facilità nell’identificazione di punti di perdita e possibilità di intervenire sulla specifica zona in modo facile e veloce.

Quindi è possibile intervenire e riqualificare vecchie coperture evitando costi di rimozione e rifacimento?

Una delle più frequenti destinazioni d’uso dei sistemi impermeabilizzanti liquidi è senza dubbio il recupero e il rinnovo delle vecchie membrane bituminose prefabbricate in rotoli.
Invece che rimuoverle e smaltirle, grazie all’ausilio delle proprietà multifunzionali dei suddetti sistemi, è possibile rinnovarne le proprietà impermeabilizzanti allungando in tal modo il ciclo di vita dei preesistenti rotoli bituminosi.
Da un punto di vista economico, recuperare e rinnovare un manto impermeabilizzante preesistente, evitandone lo smaltimento, assicura di certo tangibili risparmi per i costi di rimozione e conferimento a discarica. Un reale vantaggio anche dal punto di vista ambientale.
Resta, ovviamente, un punto cardine per la riuscita dell’intervento, la possibilità di preparare ed eventualmente ripristinare le criticità del manto bituminoso preformato esistente, prima della posa del sistema liquido in aderenza.

Quali sono le caratteristiche in termini di sostenibilità ambientale?  

Nel settore delle costruzioni, la sostenibilità ambientale è diventata un driver tecnico, normativo e competitivo, elemento chiave anche per i sistemi impermeabilizzanti liquidi, sempre più utilizzati per interventi su coperture, terrazzi, strutture nuove o in fase di riqualificazione.
È fondamentale quindi anche valutare eventuali confronti degli impatti ambientali tra il rifacimento e quindi la rimozione delle membrane impermeabilizzanti esistenti o la riqualificazione in loco delle stesse, mediante l’utilizzo di prodotti impermeabilizzanti liquidi.
Vi sono, infatti, metodologie standardizzate per misurare e quantificare gli impatti ambientali e sulla salute umana generati da un prodotto, processo o servizio lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla “culla” alla “tomba” — cioè dall’estrazione delle materie prime alla produzione, all’uso, alla manutenzione e allo smaltimento finale.

È sempre obbligatorio l’utilizzo di armature di rinforzo con i prodotti impermeabilizzanti liquidi?

No. La ricerca e lo sviluppo in ambito chimico delle aziende produttrici del mondo dei sistemi impermeabilizzanti liquidi sono sempre in continua evoluzione.
Esistono, infatti, prodotti ove non occorre l’obbligo dei sistemi di rinforzo, come ad esempio prodotti fibrorinforzati, poiché il materiale/sistema possiede già i requisiti tecnici necessari a soddisfare le richieste progettuali in termini di resistenze meccaniche, fisiche, chimiche, eccetera.
È chiaro che questo sarà sempre in funzione delle condizioni al contorno dell’opera, ove il progettista potrà eventualmente valutare l’ausilio di sistemi di armature da inserire nella stratigrafia.

Per la realizzazione di terrazzi e balconi, è possibile incollare direttamente la pavimentazione su un prodotto impermeabilizzante liquido?

Terrazzi e balconi sono tipicamente le componenti di un edificio maggiormente esposte ai fenomeni meteorologici, considerando in aggiunta lo stress fisico/meccanico dovuto alla loro destinazione di utilizzo.
La natura chimica dei prodotti impermeabilizzanti liquidi consente di proteggere i massetti delle pendenze e al contempo di essere compatibile con gli adesivi utilizzati per la posa di pavimentazioni ceramiche.
La norma En14891:2017 definisce i requisiti minimi che un sistema impermeabilizzante liquido deve avere, al fine di poter essere direttamente posato al di sotto della pavimentazione di un terrazzo e di balcone.

Questi prodotti possono essere utilizzati su terrazzi o balconi esistenti senza rimuovere la struttura sottostante?

Sì. Impiegare un sistema liquido per impermeabilizzare terrazzi e balconi può evitare la rimozione della pavimentazione esistente.
È importante valutare l’adesione della pavimentazione esistente e, se essa è ancora ben ancorata, si può procedere con l’applicazione di un sistema liquido.
Il consiglio è chiaramente quello di impiegare prodotti che abbiano una forte resistenza al punzonamento e all’usura, di modo da poter appoggiare carichi puntuali, come tavoli, sedie e vasi, senza pregiudicare la durata del sistema.

Sono efficaci contro le infiltrazioni d’acqua da pressioni positive e negative?

Sì. Talvolta viene sottovalutato l’effetto che si può avere in presenza di spinta negativa, anche detta controspinta, soprattutto nel caso di strutture a contatto con il terreno. In questo caso si genera una pressione anche sulla faccia “inferiore” dell’impermeabilizzazione.
Esistono prodotti che resistono anche a questo tipo di sollecitazione e quindi vengono impiegati in presenza di pressioni sia positive che negative.
In alternativa, può essere impiegato uno strato di controllo dell’umidità, anche detto “barriera al vapore”, che crea una barriera contro la spinta negativa. Tale barriera è costituita da un altro prodotto liquido specificatamente formulato per questo scopo. Sopra a questa barriera verrà poi applicato il prodotto impermeabilizzante liquido.

Edicola web

Ti potrebbero interessare

Formedil. Cosa serve davvero alle imprese edili

Il mondo delle costruzioni sta cambiando, ma non è più una novità. Tecnologie, materiali e processi sono in evoluzione da tempo, ma oggi per le imprese il punto è un altro: capire quali competenze servono davvero per lavorare in cantieri sempre più complessi