Hilti Italia. Costruzioni, la sfida della nuova era

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Dalla nuova generazione degli Eurocodici alla digitalizzazione dei cantieri, la XII Seismic Academy di Hilti ha acceso il confronto tra imprese, progettisti e istituzioni sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore delle costruzioni tra sicurezza, innovazione e sostenibilità

Alessandro Savino e Paolo Baccarini (foto Hilti Italia)

Alla dodicesima edizione della Seismic Academy, organizzata da Hilti a Milano, il mondo delle costruzioni si è confrontato sulle grandi sfide che stanno ridefinendo il settore: innovazione tecnologica, sicurezza sismica, aggiornamento normativo e collaborazione lungo tutta la filiera progettuale. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, progettisti, imprese e università, mettendo al centro la necessità di trasformare la qualità progettuale in opere realmente sicure, efficienti e durature.

Ad aprire i lavori è stato Paolo Baccarini, Direttore Ingegneria di Hilti Italia, che ha sottolineato come la crescente complessità dell’edilizia contemporanea richieda un approccio integrato, capace di coinvolgere tutte le competenze fin dalle prime fasi progettuali. L’obiettivo, ha spiegato, è superare la distanza tra progetto e realizzazione, garantendo attenzione a ogni dettaglio costruttivo.

Paolo Baccarini (foto Hilti Italia)

Uno dei temi più rilevanti affrontati durante la giornata è stato quello della nuova generazione degli Eurocodici, destinata a entrare progressivamente in vigore tra il 2026 e il 2028.

Nel suo intervento, il professor Raffaele Landolfo ha evidenziato come l’evoluzione dell’Eurocodice 8 introduca criteri progettuali più avanzati, orientati alla resilienza e alla progettazione prestazionale.

Qualità progettuale e governance delle opere

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo del Rup e alla qualità della progettazione pubblica. Dal confronto con AssoRup e Conforma è emersa la trasformazione del Responsabile unico del progetto in una figura sempre più manageriale, chiamata a governare processi complessi che intrecciano aspetti tecnici, amministrativi e gestionali. Il recente report di Conforma ha inoltre evidenziato una criticità strutturale del comparto: tra il 70% e il 79% delle verifiche progettuali presenta non conformità, con conseguenze che possono tradursi in ritardi, contenziosi e costi aggiuntivi.

Tra i momenti più seguiti della giornata, il caso studio dedicato alla riqualificazione dello Stadio Artemio Franchi, sviluppato da Arup, ha mostrato come sia possibile coniugare tutela del patrimonio storico e innovazione strutturale. Il progetto ha previsto interventi avanzati di miglioramento sismico che hanno innalzato significativamente il livello di sicurezza dell’impianto, preservando al tempo stesso l’identità architettonica originaria dello stadio.

Bim, digitale e gestione del rischio

(foto Hilti Italia)

Il tema della governance tecnica delle opere complesse è stato invece al centro della tavola rotonda che ha coinvolto Aecom, Lombardini22 e Politecnica. Dal dibattito è emersa con forza la necessità di ridurre il divario tra progettazione teorica e concreta cantierabilità delle opere, attraverso un maggiore coordinamento tra tutti gli attori coinvolti e una direzione lavori sempre più orientata alla prevenzione delle criticità operative.

Alessandro Savino (foto Hilti Italia)

Innovazione digitale e gestione integrata sono state protagoniste anche dell’intervento di Exyte, che ha illustrato l’utilizzo del Bim nella realizzazione di progetti ad alta complessità tecnologica, come data center e camere bianche. Il modello digitale viene oggi utilizzato non solo come supporto progettuale, ma come vera piattaforma operativa in grado di coordinare discipline differenti, monitorare il cantiere e facilitare la gestione in tempo reale delle criticità.

Particolarmente significativa anche la testimonianza di UniCredit, che ha presentato il proprio modello di gestione del rischio sismico applicato a un patrimonio di oltre 2.700 immobili. L’esperienza ha mostrato come la prevenzione debba ormai essere affrontata su scala sistemica, attraverso strumenti avanzati di mappatura del rischio e strategie di intervento calibrate sulla vulnerabilità degli edifici e sulla continuità operativa.

A chiudere la giornata è stato Alessandro Savino, Amministratore delegato di Hilti Italia, che ha ricordato il peso strategico del comparto delle costruzioni per l’economia nazionale. Un settore che oggi deve confrontarsi con produttività ancora limitata, impatto ambientale elevato e crescente carenza di competenze tecniche, sfide affrontabili solo attraverso innovazione, collaborazione e qualità realizzativa.

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