Open Project. Consegnato il masterplan Casaralta District a Bologna

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Open Project consegna al Comune di Bologna il masterplan del Casaralta District: 50.000 mq nel quartiere Bolognina, tra residenze, student housing e spazi pubblici.

Casaralta District (foto Open project)

Open Project è tra gli studi di architettura coinvolti nei processi di trasformazione urbana in corso a Bologna. Lo studio ha recentemente consegnato al Comune, per l’approvazione, il masterplan del Casaralta District, progetto di rigenerazione urbana che interessa un’area dismessa nel quadrante nord della città.

Il masterplan del Casaralta District: superfici e localizzazione

Il progetto riguarda un’area di circa 50.000 metri quadrati situata nel quartiere Bolognina, tra via Ferrarese e via Stalingrado. L’intervento prevede la riconversione di un’ex area industriale in un nuovo comparto urbano a uso misto, che comprende residenze, student housing, hospitality, spazi commerciali e servizi.

Centrale nel disegno del masterplan è lo spazio pubblico: il progetto prevede un parco pubblico di circa 16.200 metri quadrati, per una quota complessiva di superficie pubblica pari al 63% dell’area totale.

Destinazioni d’uso e superfici funzionali

Dal punto di vista funzionale, il Casaralta District si articola in:

  • oltre 21.300 metri quadrati destinati al ricettivo;
  • circa 9.000 metri quadrati a uso residenziale;
  • circa 1.770 metri quadrati per il commerciale;
  • circa 11.700 metri quadrati di parcheggi pubblici.

Allo sviluppo del progetto partecipano Fcv, Taurus, Zini Elio e Tredil, in qualità di sviluppatori.

Sostenibilità ed edilizia residenziale sociale

Il masterplan prevede una de-impermeabilizzazione del suolo pari al 67% della superficie complessiva, in linea con gli obiettivi di sostenibilità urbana definiti a livello comunale.

Il progetto contribuisce inoltre al fabbisogno abitativo previsto dal piano urbanistico generale di Bologna, con un 30% di edilizia residenziale sociale — alloggi in locazione a canone concordato — e un 15% di posti letto convenzionati per studentati.

Maurizio Piolanti (foto Open Project)

Sul progetto è intervenuto Maurizio Piolanti, Presidente di Open Project: «Casaralta District rappresenta un modello di sviluppo urbano alternativo all’espansione edilizia basata sul consumo di territorio. Anziché occupare nuovo suolo con insediamenti spesso privi di storia e di relazioni con il contesto, il progetto restituisce nuova vita a un’area che per decenni è stata sottratta alla città per via dalla sua funzione produttiva e del successivo degrado. La rigenerazione di questo spazio rappresenta un’occasione preziosa per realizzare benefici concreti per la città e per la comunità, generando nuove opportunità di socialità, fruizione e sviluppo.»

Francesco Conserva (foto Open Project)

Francesco Conserva, Vicepresidente di Open Project, aggiunge: «Casaralta District rappresenta il superamento definitivo dell’archetipo industriale novecentesco di zona urbana chiusa ed escludente. Attraverso l’apertura spaziale e la rigenerazione ecologica, quest’area viene restituita alla città e il quartiere della Bolognina recupera oltre la metà della sua superficie sotto forma di spazio pubblico e verde comune. Questa logica dell’apertura alla collettività si concretizza in una combinazione funzionale, inclusiva e dinamica, capace di accogliere nuove forme di abitare e di vivere il quartiere in un ecosistema integrato.»

Il contesto: gli altri interventi dello studio a Bologna

Il Casaralta District si inserisce in un percorso più ampio che ha visto Open Project impegnata in altri interventi a Bologna, tra cui Arcipelago Navile — che coniuga l’asse del trasporto pubblico del tram con la rigenerazione urbana, con 500 unità residenziali e alloggi per studenti, di cui il 30% destinato all’edilizia residenziale sociale, oltre a un nuovo parco pubblico — e il progetto del Monastero della Visitazione, con 3.500 mq coperti e 3.000 mq di parco, destinati a diventare un nuovo polo per l’accoglienza.

Tempistiche

Il completamento dell’intervento è previsto per il 2029. Il progetto si inserisce nel più ampio quadro delle trasformazioni urbane in atto nell’area della Bolognina, che prevede la riconversione di ambiti produttivi dismessi in nuovi spazi urbani integrati.

Il processo progettuale ha incluso momenti di confronto pubblico e strumenti partecipativi, che hanno contribuito alla definizione degli usi delle aree comuni.

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