Planradar. Managing Project: l’intelligenza artificiale farà la differenza

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I dati della ricerca PlanRadar, Managing Project Changes in the Age of AI, su oltre 1.700 professionisti rivelano opportunità concrete, ostacoli reali e nuovi standard operativi per architetti e ingegneri.

Sander van de Rijdt (foto PlanRadar)

Chi lavora quotidianamente nella gestione di progetti edilizi conosce bene il peso delle attività a basso valore aggiunto: documentazione, coordinamento, reportistica, gestione delle varianti.

Sono ore sottratte al ragionamento tecnico, alla supervisione di cantiere, alle decisioni che fanno davvero la differenza su un progetto.

La ricerca Managing Project Changes in the Age of AI, condotta da Planradar su oltre 1.700 professionisti internazionali del settore, mette in cifre una realtà che molti già percepiscono: quasi la metà del campione dedica più di 11 ore settimanali ad attività amministrative e burocratiche che potrebbero essere ridotte o semplificate dall’intelligenza artificiale. Più di una giornata lavorativa intera, ogni settimana.

«I professionisti delle costruzioni non sono contrari all’AI: chiedono qualcosa di molto ragionevole, ovvero strumenti di cui potersi fidare, risultati su cui poter contare e la certezza che i dati di progetto restino protetti. In PlanRadar crediamo che la fiducia nell’AI non possa essere un aspetto secondario. I professionisti delle costruzioni gestiscono ogni giorno dati di progetto sensibili; perciò, qualsiasi AI che lavori sulle informazioni di progetto deve rispettare i più alti standard di protezione, conformità e controllo: aspettative che stanno guidando lo sviluppo del nostro modello di AI e che fin dall’inizio abbiamo considerato prioritarie nell’integrazione della nostra piattaforma». Sander van de Rijdt, Co-Founder e ceo di PlanRadar

Le due sfide che fanno saltare i budget

La ricerca identifica con precisione i due nodi critici che generano i maggiori sforamenti economici nei progetti edilizi: il rispetto delle tempistiche e la gestione delle varianti in corso d’opera.

Sono esattamente le aree in cui il 58% degli intervistati ritiene che il managing project con AI possa offrire una risposta concreta. Non soluzioni generiche, ma supporto operativo in contesti ad alta pressione, con risorse limitate e margini che non ammettono improvvisazione.

I risultati di chi ha già fatto questa scelta sono eloquenti: oltre il 60% di coloro che utilizzano strumenti integrati con l’AI dichiara di risparmiare almeno due ore a settimana su attività di progetto, coordinamento e gestione amministrativa.

Gestione progetti con Ai (foto Planradar)

AI e retention dei talenti: un legame sottovalutato

Un dato che merita attenzione riguarda il rapporto tra investimento tecnologico e fidelizzazione professionale.

Oltre il 50% degli intervistati si dichiara più propenso a restare nella propria organizzazione qualora questa aumentasse in modo significativo gli investimenti in AI e strumenti digitali.

È un segnale che le direzioni tecniche e i responsabili di studio dovrebbero leggere con attenzione: la dotazione tecnologica sta diventando un fattore competitivo anche sul piano delle risorse umane.

Eppure, quasi la metà del campione lavora in aziende che non hanno ancora pianificato alcun investimento in strumenti digitali con funzionalità di intelligenza artificiale.

(foto Planradar)

Il contesto italiano: integrazione e fiducia come priorità

In Italia emergono alcune specificità rispetto al quadro internazionale. La principale barriera all’adozione rimane l’accuratezza e l’affidabilità degli strumenti AI — una preoccupazione condivisa con il resto del mondo e perfettamente comprensibile in un settore dove un dato errato può tradursi in un errore di progetto.

Il secondo ostacolo, però, è peculiare: il 34% degli intervistati italiani indica l’integrazione con i sistemi esistenti come freno primario, dato superiore alla media globale. Segue la curva di apprendimento, citata dal 22% del campione.

Significativamente più bassa rispetto alla media internazionale, invece, la preoccupazione legata a privacy e sicurezza dei dati (18% contro il 28% globale). Quanto al timore di perdere il lavoro a causa dell’AI, solo il 4% lo considera un rischio reale — 2 punti sotto la media mondiale.

(foto Planradar)

Strumenti centralizzati e controllo dei margini

Oltre la metà degli intervistati utilizza già una piattaforma digitale centralizzata per tracciare le varianti in corso d’opera. Tra questi, l’80% registra un miglioramento concreto nel controllo dei costi e nella protezione dei margini di progetto.

È un dato che parla direttamente al project manager, al Bim coordinator, al direttore lavori: la digitalizzazione del flusso informativo non è un’opzione di comfort, ma uno strumento di controllo economico.

PlanRadar integra documentazione, comunicazione e reportistica in un’unica soluzione AI-powered, progettata per trasformare dati di progetto complessi in informazioni operative — senza stravolgere i flussi di lavoro esistenti e operando con certificazioni Iso complete, senza impiego dei dati dei clienti per l’addestramento del modello.

(foto Planradar)

Managing project con AI è già una realtà operativa

I numeri della ricerca restituiscono un quadro chiaro: il settore non è ostile all’intelligenza artificiale, ma chiede strumenti affidabili, integrabili e sicuri.

Per architetti, ingegneri e project manager, il nodo non è più “se” adottare l’AI nella gestione dei progetti, ma “come” farlo in modo che produca vantaggi misurabili senza introdurre nuove complessità.

Le organizzazioni che sapranno rispondere a questa domanda avranno un vantaggio competitivo difficile da recuperare per chi rimane fermo.

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