Qualità edilizia, qualità di vita

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SeGreen Business Park si configura come un progetto di riqualificazione immobiliare improntata al futuro e alla sostenibilità: un ecosistema generato dall’integrazione tra spazio, natura, business, idee e persone

L’intervento, innovativo e all'avanguardia, completa il SeGreen Business Park di Segrate (MI) e si compone di una serie di edifici collegati tra loro e realizzati in un contesto urbano già consolidato, che risulta rinnovato nel suo aspetto e nella sua fruizione (foto di Andrea Zanchi)

Uno scenario biofilico composto da office building sostenibili e all’avanguardia, rigogliose aree verdi e spazi dedicati al work-life balance della community, accolta in un’area di 55.000 metri quadrati e occupata da oltre venti tenant nazionali e internazionali.

È il SeGreen Park di Segrate, un comune della città metropolitana di Milano.

Gli edifici sono collegati tra loro al piano terra da un grande podio che funge da piazza. Prevalentemente destinati a uso ufficio, i manufatti ospitano anche un auditorium, una palestra, un bar/ristorante, uno spazio polivalente, un parcheggio e una guardiania (foto di Andrea Zanchi)

Inquadramento dell’intervento

L’intervento di rigenerazione del SeGreen Park si inserisce nel più ampio contesto di riqualificazione urbana e edilizia sostenibile che caratterizza l’area nord‑est del capoluogo lombardo.

Il progetto, sviluppato su un’area complessiva di oltre 30.000 metri quadrati e parte integrante del più ampio SeGreen Business Park, si propone come modello di architettura industriale contemporanea, con un approccio costruttivo improntato alla sostenibilità, all’efficienza energetica e alla qualità degli spazi di lavoro.

L’intervento si caratterizza per l’integrazione di principi di edilizia sostenibile sin dalla fase di progettazione esecutiva: l’obiettivo è di generare un luogo di lavoro non solo funzionale ma attento al benessere degli occupanti e all’impatto ambientale complessivo.

Gli edifici e le strutture outdoor sono immersi in un sistema biofilico di aree verdi, pensato per migliorare comfort microclimatico e qualità dell’aria.

La riqualificazione comprende più volumi edilizi collegati tra loro mediante spazi pubblici pedonali, piazze e percorsi verdi, con ampi spazi esterni progettati per favorire la permeabilità visiva e funzionale dell’intera area.

Il legame tra architettura e territorio, tra uomo e natura, riveste un ruolo fondamentale nell’intervento del SeGreen Park, situato in una posizione strategica, a pochi chilometri di distanza dal centro di Milano e dall’aeroporto di Linate (foto di iDeas)

Sistemi e materiali ad alte performance

L’edificio è progettato per ottenere la certificazione Leed Gold, con obiettivi chiari: riduzione dell’impronta energetica operativa, elevato comfort interno, uso di materiali sostenibili e massima efficienza dei sistemi impiantistici.

L’approccio integrato tra prefabbricazione, ventilazione naturale e meccanica, daylighting e building automation consente di raggiungere una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 50% rispetto a edifici simili e un significativo risparmio energetico annuo.

La strategia costruttiva ha fatto largo uso di prefabbricazione modulare, elemento chiave per ridurre i tempi di cantiere e garantire qualità costante.

Gli elementi strutturali – travi, pilastri e pannelli di facciata – sono stati prodotti in stabilimento secondo moduli standardizzati con tolleranze millimetriche, consentendo un montaggio rapido e sicuro in cantiere.

L’involucro termico è costituito da pannelli prefabbricati con isolamento integrato, capaci di raggiungere una trasmittanza termica (U-value) di circa 0,18 W/m²K, fino al 60% più performante rispetto ai limiti minimi normativi.

L’uso di legno certificato Fsc, pannelli X-Lam e materiali a basso impatto di carbonio ha ridotto l’impronta ambientale dell’edificio, migliorando al contempo il comfort termo-igrometrico interno.

La quasi totalità degli edifici deriva da un’opera di demolizione e ricostruzione, tranne un fabbricato, per il quale è stato previsto il retrofitting sismico per allinearne le prestazioni alle attuali normative (foto di iDeas)

L’adozione di elementi prefabbricati ha anche permesso di minimizzare gli scarti e ottimizzare la sequenza di montaggio, integrando la progettazione strutturale con la logistica di cantiere.

Il coordinamento tecnico in cantiere, affidato insieme alla progettazione costruttiva alla società IDeas, ha consentito di definire le soluzioni strutturali, ottimizzando le sequenze di montaggio dei prefabbricati, verificare la sicurezza in cantiere e assicurare la perfetta integrazione tra involucro, impianti e prestazioni energetiche.

Grazie a questo approccio, l’edificio ha rispettato le tempistiche di realizzazione e i requisiti normativi, offrendo un modello replicabile per futuri interventi edilizi.

I materiali strutturali e di finitura sono caratterizzati da bassa “embodied carbon, ovvero emissioni di CO₂ associate al ciclo di vita dei materiali stessi, in linea con misure di sostenibilità basate su standard internazionali.

Inoltre, per l’involucro edilizio sono stati scelti sistemi isolanti ad alte prestazioni termiche e acustiche, capaci di ridurre al minimo dispersioni e ponti termici, migliorando l’efficienza energetica complessiva dell’edificio.

Per gli spazi aperti e di aggregazione sono stati selezionati materiali ecocompatibili e di design che supportano drenaggio, accessibilità e comfort di utilizzo, in linea con gli obiettivi di green urban design.

I volumi sono sormontati da veri e propri giardini pensili accessibili dagli uffici, che enfatizzano la sostenibilità del progetto (foto di iDeas)

Impianti e sistemi

L’edificio combina strategie passive e impianti meccanici avanzati.

La ventilazione naturale è assicurata dall’orientamento ottimale delle facciate vetrate e dall’apertura calibrata di finestre e lucernari, creando flussi d’aria incrociati e favorendo il raffrescamento passivo estivo.

Quando le condizioni esterne lo richiedono, intervengono sistemi di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, capaci di fornire un ricambio d’aria di circa 5–7 volumi/ora, filtrando e preriscaldando l’aria immessa.

L’integrazione dei sistemi consente un risparmio energetico stimato del 40% rispetto a edifici tradizionali, garantendo qualità dell’aria interna costante e comfort termico ottimale.

Gli impianti meccanici – e la definizione dell’involucro tecnologico nel progetto strutturale – tengono conto dell’efficienza termica delle facciate e dell’ottenimento di certificazioni Leed Gold e Well, che richiedono sistemi di ventilazione controllata con recupero di calore e filtrazioni ad alta efficienza per la qualità dell’aria interna.

Giochi di luce in altezza (sovrapposti a quelli cromatici, variabili a seconda della prospettiva e della luce naturale) e la facciata dalla finitura colorata donano grande armonia al complesso architettonico (foto di Andrea Zanchi)

La progettazione integrata di luce naturale e artificiale sfrutta ampie superfici vetrate e lucernari per massimizzare il daylighting, riducendo il fabbisogno di illuminazione artificiale fino al 50% nelle ore diurne.

Inoltre, i Led ad alta efficienza sono regolati da sensori di presenza e controlli automatici, che modulano l’intensità luminosa in base alla luce naturale disponibile.

L’integrazione con sistemi di building automation permette di ottimizzare i consumi, assicurando livelli di comfort visivo superiori e riducendo al contempo l’impatto energetico.

La strategia di “daylighting design”, ossia la progettazione volta a massimizzare l’apporto di luce naturale, è un elemento distintivo del parco, previsto come requisito per le certificazioni di sostenibilità e di benessere ambientale.

Infine, le facciate moderne e ad alta trasparenza, integrate nella progettazione strutturale, ottimizzano la qualità visiva interna, riducendo l’uso di fonti artificiali durante le ore diurne.

Fasi di avanzamento dei lavori. L’uso strategico del Bim, come piattaforma comune di lavoro, e un’impostazione progettuale sempre orientata all’esecuzione hanno consentito di lavorare in modo integrato e condiviso tra tutti gli attori coinvolti nella definizione dell’opera, velocizzando scelte e decisioni durante la realizzazione (foto di iDeas)

Ottimizzazione del processo costruttivo

Nel SeGreen Park, la progettazione costruttiva delle strutture e l’ottimizzazione delle tecniche di cantiere hanno contribuito in modo determinante alla definizione delle soluzioni tecnologiche e strutturali che hanno permesso l’ottimizzazione della prefabbricazione e modularità delle strutture, agevolando il controllo qualità e la velocità di realizzazione, oltre che il coordinamento delle attività di cantiere in relazione alle fasi di montaggio, logistica e sequenza operativa, massimizzando l’efficienza delle fasi esecutive.

Il monitoraggio costante delle fasi di avanzamento in cantiere, mediante l’utilizzo del Bim sin dalle prime fasi, ha consentito la gestione ottimale anche della verifica tecnico-normativa e di sicurezza, con attenzione all’ottimizzazione delle risorse, alla gestione dei carpentieri e delle squadre in campo e alla minimizzazione degli impatti ambientali derivanti dalle attività di cantiere.

Questa integrazione di competenze ha permesso di mantenere alte performance tecniche e ambientali, contribuendo alla sostenibilità complessiva dell’intervento e alla sua effettiva realizzazione nei tempi previsti.

L’attenzione alla qualità dello spazio abitativo si esprime attraverso la creazione di una piazza urbana, l’installazione di grandi vetrate e la valorizzazione del verde circostante (foto di Andrea Zanchi)

Certificazioni e sostenibilità

Il complesso è stato concepito per raggiungere certificazioni internazionali di sostenibilità come Leed e Well, che attestano performance elevate in termini di comfort, efficienza energetica e ambiente interno di qualità.

Questi standard richiedono da parte di progettisti e imprese un’attenzione puntuale alle scelte costruttive, ai materiali, agli impianti e alle tecniche di cantiere, portando il SeGreen Park a configurarsi come un riferimento per interventi edilizi contemporanei.

Il progetto è stato sviluppato seguendo i rigidi criteri del Leed, un prestigioso sistema internazionale per la certificazione dell’efficienza energetica e dell’impatto ecologico degli edifici (foto di iDeas)
Il Bim e la gestione delle complessità
Aldo Giordano

L’ingegner Aldo Giordano (Ingegnere strutturista, Amministratore Delegato e Technical Director di iDeas, società di ingegneria italiana con sede a Napoli e Milano e branch a Londra, Miami e Ahmedabad), ha condiviso con noi le riflessioni in merito all’importanza strategica di una progettazione strutturale, basata non soltanto sulla scelta di materiali e sistemi, ma anche sull’ottimizzazione dell’intero processo costruttivo.

La progettazione strutturale ha contribuito al rispetto dell’ambizioso cronoprogramma: sono state adottate soluzioni strutturali pensate per velocizzare la fase esecutiva (es. prefabbricati, montaggi a secco, preassemblaggi)?

La progettazione strutturale ha giocato un ruolo centrale nel consentire il rispetto dell’ambizioso cronoprogramma previsto per l’intervento.
Fin dall’inizio abbiamo lavorato con l’obiettivo di ridurre al minimo le interferenze in cantiere e comprimere i tempi di esecuzione, senza sacrificare la qualità o la sicurezza strutturale.
Tutti i dettagli costruttivi sono stati pensati per facilitare la sequenza esecutiva, anche grazie alla modellazione Bim, che ci ha permesso di simulare le fasi di posa e anticipare eventuali criticità logistiche o geometriche.
In questo senso, la struttura non è stata semplicemente “progettata per resistere”, ma “progettata per essere costruita rapidamente”.
È importante notare come questo risultato sia stato ottenuto anche senza l’utilizzo di elementi prefabbricati, che normalmente vengono visti come unica soluzione per velocizzare la produzione edilizia.
Invece, è l’ottimizzazione del processo (dall’organizzazione delle fasi esecutive alla scelta del mix design del calcestruzzo) a determinare i veri risparmi temporali.

In che fase del progetto è stato introdotto il Bim e con quale livello di dettaglio (Lod)? Quali vantaggi ha riscontrato nell’utilizzo del Bim per la progettazione strutturale, in particolare in un contesto complesso e con tempistiche serrate?

Il Bim è stato introdotto fin dalle origini del progetto, già in fase di concept design, con un livello di dettaglio progressivo che ha raggiunto il 350 per la parte strutturale durante lo sviluppo esecutivo.
Questo ci ha permesso non solo di rappresentare in modo accurato geometrie e connessioni, ma anche di integrare informazioni tecniche utili alla fase di cantiere e al facility management.
L’utilizzo del Bim si è rivelato determinante soprattutto per la gestione delle complessità legate all’interazione tra edifici esistenti e nuove costruzioni.
In un contesto caratterizzato da tempistiche serrate, ha consentito una pianificazione molto più precisa delle attività e una forte riduzione degli imprevisti in cantiere.
Abbiamo potuto simulare le fasi costruttive, ottimizzare il montaggio dei prefabbricati e anticipare eventuali interferenze con gli impianti o con altri elementi progettuali.

Quali sono stati, secondo lei, i principali fattori di successo del progetto? Cosa avrebbe fatto diversamente, in retrospettiva?

A mio avviso, i principali fattori di successo del progetto SeGreen sono stati tre: la sinergia tra tutti gli attori del processo, l’uso strategico del Bim come piattaforma comune di lavoro e un’impostazione progettuale sempre orientata all’esecuzione.
Lavorare in modo integrato con architetti, impiantisti, costruttori e committenza ha creato un ambiente in cui le decisioni venivano prese in modo rapido e condiviso.
Questo ha fatto la differenza, soprattutto in un progetto così articolato e con tempistiche così serrate.
In particolare, la modellazione Bim, che ha reso possibile un livello di coordinamento e controllo altrimenti impensabile, sia in fase di progettazione che durante il cantiere.
Avere un modello aggiornato, affidabile e condiviso ci ha permesso di evitare molti errori tipici della gestione tradizionale.
Se guardassi indietro, dal punto di vista progettuale probabilmente non cambierei molto.
Piuttosto, dal punto di vista organizzativo avrei provato a localizzare qualche componente del team di progettazione direttamente in cantiere, cosa che rappresenta contemporaneamente una bella esperienza per chi la vive e una maggior velocità di recepimento e mitigazione delle inevitabili criticità che si riscontrano in campo.

L’intero complesso, nelle fasi di completamento, si è trasformato da una condizione di edificio energivoro a un modello di efficienza energetica e rispetto ambientale, in linea con le esigenze delle aziende più all’avanguardia (foto di iDeas)
Chi ha fatto cosa

Cliente
Europa Risorse Sgr

Design Architect
Studio Elementare

Landscape design
Studio Elementare

Development and Executive Architect
Tekne Spa

Progettazione strutturale
Tekne Spa

Progettazione strutturale
iDeas

Progettazione impiantistica
Tekne Spa

Prevenzione incendi
Tekne Spa

Remediation
Tekne Spa

Costruttore
Ediltecno Restauri

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