Compravendite residenziali. Sempre più acquisti fuori città per chi vive nei grandi centri

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Nel 2025 diminuisce la quota di residenti nelle grandi città che acquistano casa nel comune di residenza. Crescono gli acquisti nell’hinterland e fuori regione.

hinterland

Nel 2025 il mercato residenziale italiano ha registrato una crescita delle compravendite sia nei comuni capoluogo sia nei territori non capoluogo. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, nei capoluoghi sono state effettuate 236.723 compravendite residenziali, con un incremento del 5,4% rispetto all’anno precedente. Nei comuni non capoluogo, invece, le transazioni sono passate da 495.957 a 530.033, segnando un aumento del 6,9%.

L’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulle operazioni realizzate dalle agenzie affiliate nel corso del 2025 evidenzia, parallelamente, un cambiamento nelle scelte abitative dei residenti nelle grandi città: una quota sempre maggiore decide di acquistare la prima casa al di fuori del comune di residenza.

Cala la quota di acquisti nella città di residenza

Nel 2025 soltanto il 62% degli acquirenti residenti nei grandi centri urbani ha comprato l’abitazione principale nella propria città. Si tratta del valore più basso rilevato dal 2019, quando la percentuale si avvicinava al 75%.

Aumentano quindi i trasferimenti verso territori esterni al capoluogo. Rispetto al 2024, gli acquisti nell’hinterland sono passati dal 24,6% al 24,9%, mentre quelli effettuati in altre province della stessa regione sono cresciuti dal 6,3% all’8%. Sale anche la quota di chi si sposta in un’altra regione, dal 4,8% al 5,2%.

l confronto con il 2019 rende ancora più evidente l’evoluzione. In sei anni la percentuale di acquisti nell’hinterland è aumentata dal 18,3% al 24,9%, con una crescita di 6,6 punti percentuali. Gli acquisti in altre province della regione sono passati dal 4% all’8%, mentre quelli in altre regioni sono saliti dal 3,3% al 5,2%.

Tra le grandi città, Roma, Milano, Napoli e Torino mostrano gli incrementi più marcati degli acquisti effettuati fuori dal capoluogo. A Roma la quota raggiunge il 44,3%, rispetto al 19,6% del 2019; a Milano arriva al 53%, dal 35% di sette anni prima. Napoli passa dal 24,6% al 43,6%, mentre Torino sale dal 27,3% al 46,1%.

Prezzi e qualità abitativa influenzano gli spostamenti

Secondo l’analisi di Tecnocasa, tra i fattori che incidono sulle scelte degli acquirenti ci sono anche i livelli dei prezzi immobiliari. Il fenomeno è particolarmente evidente a Milano e Roma, dove il costo delle abitazioni può favorire la ricerca di soluzioni nei comuni esterni al capoluogo. A Milano, in particolare, le quotazioni sono aumentate del 42% negli ultimi sette anni: nel 2025 il capoluogo lombardo si conferma il più costoso tra quelli analizzati, con una media di 4.622 euro al mq, seguito da Roma con 3.305 euro al mq.

A Torino, oltre alla componente economica, l’acquisto fuori città viene collegato anche alla ricerca di una maggiore qualità della vita e degli spazi abitativi.

Situazione differente per Firenze e Palermo, dove la percentuale di acquisti fuori città è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2019: nel capoluogo toscano si mantiene intorno al 40%, mentre a Palermo si attesta attorno al 9%.

Bari rappresenta invece l’unica eccezione tra le grandi città considerate, con una diminuzione degli acquisti fuori dal capoluogo. Nel 2019 il 24,1% degli acquirenti baresi comprava la prima casa fuori città, mentre nel 2025 la quota è scesa al 18,2%. A Palermo e Bari il minor ricorso agli acquisti esterni viene messo in relazione anche ai livelli medi delle quotazioni, pari rispettivamente a 1.196 euro al mq e 1.888 euro al mq. Nel caso di Bari, tuttavia, il significativo aumento dei prezzi registrato nel 2025 ha determinato, rispetto all’anno precedente, una crescita degli acquisti nell’hinterland e nelle altre province pugliesi.

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