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A San Giuliano Terme, la nuova sede di Chimica Fedeli trasforma un’area industriale in un campus aperto e sostenibile. Tra architettura in legno, efficienza energetica e spazi per lavoro e comunità, il progetto unisce produzione, rappresentanza e cultura

La riqualificazione della sede della Nuova Chimica Fedeli a San Giuliano Terme: esempio di architettura, sostenibilità e rigenerazione di un paesaggio produttivo contemporaneo

La nuova sede della Società Chimica Emilio Fedeli si colloca all’interno di un più ampio processo di rigenerazione di un’area produttiva consolidata nel territorio di San Giuliano Terme, l’area dell’ex polveriera Maionchi.

Il progetto, che interessa un comparto di circa 40.000 metri quadrati, precedentemente caratterizzato da edificazioni industriali disomogenee, spazi residuali e una limitata qualità architettonica, si configura come una trasformazione strutturata capace di coniugare funzione produttiva, rappresentatività aziendale e apertura alla collettività.

L’edificio direzionale, fulcro rappresentativo del complesso

Il progetto

La nuova configurazione dell’area è affidata a un sistema di due corpi principali – l’edificio direzionale e il centro polivalente Pala Todisco – a cui si aggiungono la Casa del Custode e la Foresteria a uso aziendale (in fase di realizzazione), progettati come parti di un complesso unitario, coerente sotto il profilo architettonico, tecnologico ed energetico, ma differenziato dal punto di vista funzionale.

La progettazione architettonica, a firma di Mdsap Massimo Del Seppia, Luigi Pierotti e Manrico Logli unitamente a un team di progettazione multidisciplinare, architettonica, strutturale, impiantistica, agronomica e geologica, nasce con obiettivi chiari, che ne guidano l’impostazione sin dalle fasi preliminari: proporre una rinnovata immagine aziendale attraverso un’architettura rappresentativa ma misurata, in grado di superare il modello tradizionale di insediamento direzionale, introducendo spazi per la cultura, la formazione e l’incontro.

Un progetto complesso ha speranza di buon esito se i tre attori principali hanno un unico obiettivo: la qualità; in questo caso cliente, gruppo di progettazione e appaltatore hanno condiviso un’idea ponendosi, ognuno per le proprie competenze, a disposizione dell’altro in un virtuoso lavoro di squadra

Massimo Del Seppia, architetto

Ricucire il rapporto tra attività produttiva e territorio, restituendo qualità spaziale e paesaggistica al contesto, diventa dunque asset strategico dell’intervento, attuato anche mediante l’adozione di sistemi costruttivi in legno e strategie energetiche efficienti, in grado di ridurre l’impatto ambientale.

L’edificio è realizzato con una struttura portante in legno, composta da pareti in X-Lam, solai e coperture in pannelli lignei ed elementi principali in legno lamellare, in particolare per la copertura centrale

La vocazione agricola della zona in cui il progetto si è calato ha dettato la composizione della volumetria degli edifici, in particolare dell’edificio direzionale che, con la copertura del corpo centrale, guarda alle coperture ad arco a protezione dei covoni di fieno.

La committenza, inoltre, pensava, fin dalle prime fasi di ideazione dell’intervento, a un sistema voltato sia per l’edificio polivalente che direzionale, oltre che all’impiego del legno come materiale strutturale da utilizzarsi anche a faccia vista.

L’attitudine dell’architetto è stata quella di porsi in ascolto anche di queste sensazioni che sono state trasformate in visioni di architettura prima e in opera costruita poi.

Struttura portante in legno: montaggio degli elementi strutturali in legno, scelta progettuale orientata a sostenibilità e comfort

L’intervento riesce, così, a interpretare la sede aziendale non come semplice contenitore funzionale, ma come infrastruttura culturale e urbana.

Il masterplan si basa su una disposizione aperta dei volumi, organizzati secondo un principio di equilibrio tra pieni e vuoti.

I quattro edifici sono collocati in modo da generare spazi esterni intermedi – corti, percorsi, aree verdi – che favoriscono la permeabilità visiva e funzionale dell’area.

Dal punto di vista volumetrico, il progetto adotta un linguaggio sobrio e razionale, fatto di corpi compatti, geometrie leggibili e altezze controllate.

La chiarezza compositiva consente una lettura immediata delle funzioni, evitando gerarchie monumentali eccessive a favore di una rappresentatività discreta, coerente con il carattere industriale evoluto dell’azienda, generando un codice armonico inserito nella campagna circostante nonostante le notevoli dimensioni planimetriche.

Gli interni lasciano spesso la struttura lignea a vista, valorizzando il materiale come elemento architettonico e contribuendo al comfort ambientale

Edificio direzionale

L’edificio direzionale costituisce il fulcro rappresentativo del complesso.

Ospita uffici amministrativi, direzione, sale riunioni e spazi di accoglienza.

La distribuzione interna è organizzata attorno a un nucleo centrale a doppia altezza, enfatizzato dalla copertura a “pagoda”, elemento iconico che conferisce riconoscibilità all’intero intervento.

Dal punto di vista costruttivo, l’edificio è realizzato con una struttura portante in legno, composta da pareti in X-Lam, solai e coperture in pannelli lignei ed elementi principali in legno lamellare, in particolare per la copertura centrale.

Gli interni lasciano spesso la struttura lignea a vista, valorizzando il materiale come elemento architettonico e contribuendo al comfort ambientale; le due gallerie interamente vetrate costituiscono di fatto un ponte di collegamente tra i tre volumi.

Pala Todisco, l’edificio polivalente

Il Pala Todisco rappresenta l’elemento più apertamente pubblico del complesso.

Con una capienza di circa 488 posti, estendibile a 800, è concepito come spazio per eventi aziendali, conferenze e iniziative culturali, configurandosi come cerniera tra impresa e territorio.

Il volume si distingue per una copertura curva in legno lamellare cassettonato, che definisce sia l’immagine esterna sia la qualità spaziale interna.

La struttura, dotata di un’acustica di altissimo livello, è interamente prefabbricata e montata in tempi estremamente contenuti consentendo la realizzazione dell’intero edificio in soli 11 mesi e dimostrando l’efficacia del legno per grandi luci e spazi collettivi.

La progettazione privilegia la massima adattabilità funzionale, con ambienti facilmente riconfigurabili e una struttura che consente modifiche future senza interventi invasivi.

Anche in questo caso, il sistema costruttivo in legno garantisce leggerezza, rapidità di realizzazione e prestazioni energetiche elevate.

L’auditorium è caratterizzato da una copertura curva in legno lamellare e da interni in legno che amplificano la spazialità e la luce. Assemblaggio degli elementi strutturali in legno lamellare dell’auditorium. Legno e architettura: la struttura prende forma, coniugando efficienza strutturale ed estetica contemporanea. La struttura in legno contribuisce alla definizione di un ambiente accogliente e performante anche dal punto di vista acustico

Strutture e tecnologia costruttiva

L’intero complesso si fonda su una scelta tecnologica coerente: il legno, scelto dal cliente, come materiale strutturale principale e unificatore di tutto il progetto, risponde a criteri ambientali, prestazionali ed espressivi, in particolare la riduzione dell’impronta di carbonio rispetto a strutture tradizionali in cemento armato ed elevata prefabbricazione con controllo qualitativo in stabilimento, oltre a comfort termo-igrometrico migliorato per gli utenti e ottimo comportamento sismico, grazie alla leggerezza e alla duttilità dei sistemi lignei.

La nuova sede di Chimica Fedeli si presenta, quindi, come un esempio maturo di architettura industriale/direzionale contemporanea, un progetto che non si limita a riqualificare un’area, ma ridefinisce il ruolo dell’architettura d’impresa come strumento di identità, responsabilità territoriale e visione a lungo termine.

Impianti, efficienza energetica e sostenibilità

Il progetto persegue elevati standard di efficienza energetica attraverso impianti performanti di climatizzazione e ventilazione, integrazione tra illuminazione naturale e artificiale, oltre al controllo dell’irraggiamento solare e involucro altamente isolato.

Particolare attenzione è riservata al progetto illuminotecnico, che valorizza le superfici lignee e garantisce comfort visivo negli ambienti di lavoro e negli spazi pubblici.

L’approccio sostenibile non è trattato come elemento accessorio, ma come struttura portante del progetto, in grado di incidere sulla qualità dell’esperienza quotidiana degli utenti e sulla durabilità dell’intervento.

Architettura a servizio della comunità

Massimo Del Seppia

L’architetto Massimo Del Seppia ha condiviso con noi le riflessioni legate alla capacità di lettura del paesaggio quale elemento guida per il controllo dell’intervento e quale sintesi del rapporto dialettico tra insediamenti e territorio.

Il dialogo con il contesto e le necessità di realizzazione hanno influenzato le scelte progettuali: in che modo sono state affrontate e risolte le criticità?

A partire da un approfondito quadro conoscitivo che ha evidenziato ogni aspetto del paesaggio naturale e antropico, il progetto ha individuato le regole e le forme per una utilizzazione ideale dell’area compatibili con gli obiettivi di riqualificazione e con l’identità del luogo prevedendo uno sviluppo innovativo per l’intera area.
Tema centrale di ricerca è stato quello del paesaggio, quale elemento guida per il controllo dell’intervento e quale sintesi del rapporto dialettico tra insediamenti e territorio.
La capacità di lettura del paesaggio si sostanzia con l’attitudine all’ascolto delle emergenze fisiche, storiche, paesaggistiche, culturali e antropiche che un contesto rivela.

Il progetto ha posto la sfida di integrare soluzioni prefabbricate off-site e soluzioni standard del mercato da realizzare nel corso del cantiere. Quali sono stati i principali fattori che hanno determinato il risultato positivo dell’intervento?

La prefabbricazione e in generale la tecnologia a secco (a eccezione delle fondazioni) hanno svolto un ruolo decisivo nell’esito del progetto e nella sua precisione e rapidità di realizzazione.
La prefabbricazione ha garantito tempi di realizzazione straordinariamente contenuti (soli 11 mesi per il Pala Todisco) ma tutta la fase di costruzione è stata resa possibile da una progettazione definitiva ed esecutiva molto accurata e in costante dialogo con tutti i progettisti e gli appaltatori che hanno fornito le necessarie conoscenze e tecnologie. Quindi un notevole approfondimento garantisce rapidità di esecuzione.

In che modo il progetto è stato influenzato dalle attuali indicazioni nell’ambito delle tematiche di risparmio energetico ed eco-design?

Uno degli obiettivi principali di tutto il progetto è sempre stata la ricerca del minimo impatto antropico sul paesaggio pur cercando un carattere personale che identificasse il prestigio dell’azienda di cui doveva sostanziare l’immagine.
Le scelte sostenute dalla costruzione di tutto il sistema si sono rivolte verso criteri di prefabbricazione e tecnologie a secco con l’utilizzo di soluzioni a basso impatto quali il legno (utilizzato per le strutture e parte dei rivestimenti), le frontiere murarie altamente performanti, la produzione di energia da fonti rinnovabili (grazie alle pergole fotovoltaiche, totalmente a scomparsa, e alla geotermia, al mantenimento della massima possibile superficie drenante all’interno dell’area d’intervento e anche al riciclo delle acque meteoriche).

Chi ha fatto cosa

Opera
Nuova sede della Società Chimica Emilio Fedeli

Luogo
San Giuliano Terme (PI)

Committente
Società Chimica Emilio Fedeli s.p.a.

Progettazione architettonica
Mdsap Archh. Massimo Del Seppia, Luigi Pierotti, Manrico Logli

Agronomia
Agr. Alessandro Farnesi

Geologia
Geo. Fabrizio Alvares

Progettazione esecutiva
Archh. Mdsap Massimo Del Seppia, Luigi Pierotti

Direzione dei lavori
Arch. Luigi Pierotti

Direzione operativa per l’architettura
Arch. Mdsap Massimo Del Seppia

Progettazione strutturale e impiantistica e dl operativa
Bst Ingegneria srl

Coordinamento della sicurezza
P.e. Claudio Bulleri

General contractor
Decorarte snc
Orsini Costruzioni srl

Lavori elettrici
Elettro Cb srl
Elettroinstallazione srl

Impianti meccanici
Sc Impianti srl

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