Milano Design Week | Manifesto dell’Abitare

Manifesto dell’Abitare “Di-stanze”: come ripensare gli ambienti della casa del futuro

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Alla Milano Design Week 2021 è stato presentato il Manifesto dell’Abitare “Di-stanze”, prima tappa di un lungo percorso verso forme dell’abitare innovative e sostenibili, che ridisegna gli ambienti della casa del futuro nella quale indipendenza e privacy dovranno coniugarsi con i concetti di condivisione e socialità. Il manifesto è il prodotto della collaborazione tra Strategy Innovation (Università Ca’ Foscari di Venezia) e Fuorisalone.it.

Frutto di un lavoro congiunto tra Strategy Innovation, StudioLabo, Fuorisalone.it e alcune aziende partner, il Manifesto dell’AbitareDi-stanze prende le mosse dalle riflessioni nate durante il Laboratorio dell’Abitare realizzato in collaborazione con Fuorisalone.it la scorsa primavera, dove era emersa con forza la necessità di un’evoluzione di concetto legato al design degli ambienti: smettere di misurare la casa in metri quadri e cominciare a misurarla in qualità delle relazioni, e si propone come strumento al servizio di architetti, designer e urbanisti per stimolare riflessioni e idee e dare vita a nuove forme dell’abitare.

Per quanto riguarda l’abitazione, infatti, Strategy Innovation ha ripensato in modo del tutto nuovo e “paradossale” le forme dell’abitare per risolvere una questione apparentemente insolubile: come poter garantire la soddisfazione di un bisogno primario come la socialità e il sentimento di appartenenza senza ledere necessità altrettanto importanti, come l’indipendenza, la riservatezza o l’intimità?

La risposta, secondo Strategy Innovation, si trova nel concetto di “distanza”, fisica o sociale. Per progettare gli spazi occorrono competenze eterogenee che permettano di concepire l’abitare come un insieme di “di-stanze”, ridisegnate quotidianamente dagli abitanti che ne tracciano i confini e ne definiscono l’essenza. Per garantire relazioni migliori tra le persone, è necessario disegnare spazi adatti a ospitarle: stanze, appunto, intese come unità minime relazionali, dotate di un valore unico e indipendente, di una propria atmosfera e di specifiche regole di gestione.

La stanza si fa portatrice di un ordine fisico e morale definito dai suoi abitanti nel corso degli anni, di un’eredità destinata, forse, a sopravvivere loro. Pur nella loro indipendenza le stanze acquistano però un senso maggiore se osservate in una prospettiva d’insieme, nella loro interdipendenza, organizzate in un disegno studiato minuziosamente.

Il Manifesto dell’Abitare “Di-stanze” è la prima tappa di un percorso più lungo, un invito a collaborare e a istituire un think tank sulle forme dell’abitare più desiderabili e sostenibili e si presenta come un vero e proprio viaggio alla scoperta dei principali ambienti della casa.

In questo documento tutto ruota intorno a valori ideali, equilibri “perfetti” e relazioni essenziali che sono il centro nevralgico di ogni stanza e della casa nel suo insieme, nati da letture provenienti dai più disparati ambiti di studio e ricerca come la letteratura, la psicologia, l’economia, la sociologia e la storia dell’arte.

Gian Paolo Lazzer | Responsabile Osservatorio Future Business Model Strategy Innovation.

Gian Paolo Lazzer | Responsabile Osservatorio Future Business Model Strategy Innovation

«Il paradosso che regola qualsiasi forma di coabitazione si muove tra i due estremi della socialità e dell’individualità. Tra lo stare insieme in comunità, in famiglia o in coppia e lo stare da soli, liberi da vincoli relazionali. La risposta sta nel concetto di “distanza”. Cerchiamo allora la giusta distanza, sia essa fisica o sociale. Per calcolare la giusta distanza, bisogna tenere conto degli elementi psicologici, sociali e culturali, oltre che fisici, che definiscono tali estremi». (vb)

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