Eclisse. Porte a scomparsa nel recupero edilizio per la gestione degli spazi

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I controtelai per porte scorrevoli a scomparsa Eclisse Unico scelti per migliorare la gestione degli spazi e mantenere libertà di configurazione negli ambienti nell’intervento di recupero di Case Marian, il borgo rurale che diventa spazio di accoglienza e cultura

Case Marian (foto Eclisse)

Il complesso rurale di Case Marian, situato ai piedi del colle di Cison di Valmarino (Treviso), costituisce un esempio significativo di recupero e riconversione funzionale del patrimonio edilizio storico.

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Risalente al XVII secolo e originariamente connesso alle attività mezzadrili delle proprietà del Conte Brandolini, il borgo è stato oggetto di un articolato intervento di restauro e riqualificazione, finanziato congiuntamente dalla Regione Veneto e da investitori privati.

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Il progetto, curato dall’architetto Fabio Nassuato, ha coinvolto l’intero complesso edilizio con l’obiettivo di integrare nuove destinazioni d’uso — ricettiva, espositiva e culturale — preservando l’identità costruttiva e materica dell’insieme.

Il fabbricato principale ospita attività espositive ai primi livelli e struttura ostello ai piani superiori; gli edifici annessi accolgono servizi, un info point, un salone polifunzionale e un portico riqualificato ad uso pubblico.

Case Marian ingresso (foto Eclisse)

La sfida progettuale: ottimizzare gli spazi in una struttura storica preesistente

Intervenire su un organismo edilizio storico impone vincoli precisi: la configurazione delle murature portanti, la modularità degli ambienti originari e le superfici nette disponibili definiscono margini di manovra ridotti rispetto alla nuova costruzione.

In questo contesto, la progettazione degli spazi ricettivi — articolati in camere singole, doppie e dormitori — ha richiesto soluzioni tecniche capaci di massimizzare l’efficienza distributiva senza compromettere la qualità abitativa.

La coesistenza di camere con servizi igienici privati e camere con servizi condivisi ha reso necessario affrontare con rigore il tema degli ingombri funzionali, in particolare quello derivante dall’apertura delle porte.

Nelle strutture ricettive con ambienti di metratura contenuta, la porta battente tradizionale rappresenta un elemento critico: sottrae superficie utile, condiziona il posizionamento degli arredi e limita la libertà compositiva nella definizione degli interni.

Porte a scomparsa: la risposta tecnica all’ottimizzazione dello spazio

L’adozione dei controtelai per porte scorrevoli a scomparsa Eclisse Unico ha risposto in modo diretto a questa esigenza progettuale.

Le porte a scomparsa, integrandosi all’interno della stratigrafia della parete, eliminano completamente l’ingombro dell’anta in fase di apertura, liberando lo spazio di manovra e consentendo una distribuzione più razionale degli ambienti.

Nei contesti di recupero edilizio, le porte a scomparsa offrono un ulteriore vantaggio: la ridotta invasività dell’installazione rispetto alle partizioni esistenti.

Il sistema Eclisse Unico, con il suo controtelaio autoportante, si presta all’integrazione in murature di diversa natura e spessore, adattandosi alla variabilità tipologica caratteristica degli edifici storici.

Questo aspetto ha reso la soluzione particolarmente coerente con le esigenze specifiche dell’intervento su Case Marian, dove la necessità di operare con discrezione sull’esistente era un requisito fondamentale del concept progettuale.

Efficienza distributiva e qualità degli interni

L’eliminazione degli ingombri derivanti dall’apertura delle porte ha prodotto effetti concreti sulla qualità complessiva degli spazi interni.

Le camere dell’ostello, concepite con un linguaggio essenziale fondato sull’uso di materiali naturali e arredi lineari, beneficiano di una continuità visiva e funzionale che le porte a scomparsa contribuiscono a definire in modo sostanziale.

La flessibilità del sistema ha inoltre permesso di gestire in modo indipendente i due livelli destinati all’accoglienza, ciascuno affittabile separatamente, con possibilità di configurazioni distributive differenziate a seconda della tipologia di ospite o del formato di utilizzo.

Da borgo a centro accoglienza Case Marian (foto Eclisse)

Il contributo delle porte a scomparsa Eclisse al recupero del patrimonio costruito

La partecipazione di Eclisse a questo intervento si inserisce in un orientamento aziendale consolidato verso il sostegno a progetti di valorizzazione del patrimonio edilizio e paesaggistico locale.

Il caso di Case Marian evidenzia come la scelta di componenti tecnici adeguati — in questo caso le porte a scomparsa — non sia una decisione accessoria, ma un elemento che incide direttamente sulla qualità spaziale del risultato finale.

Il borgo è oggi un presidio culturale e turistico attivo, capace di accogliere visitatori, residenti e comunità in continuità con la propria storia.

Un esito che conferma come la corretta integrazione tra tecnologia costruttiva e progetto di recupero rappresenti una condizione imprescindibile per restituire valore e funzione al patrimonio architettonico minore.

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