Nel 2025 il mercato immobiliare italiano mostra segnali di miglioramento sul fronte dell’efficienza energetica. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, aumenta la quota di compravendite di abitazioni nelle classi energetiche più elevate, A e B, che raggiungono l’8,5% del totale, in crescita rispetto al 7,8% registrato nel 2024.
Il dato evidenzia una maggiore attenzione verso immobili più performanti dal punto di vista energetico, nonostante nello stesso periodo si sia registrata una diminuzione delle compravendite di nuove costruzioni, tradizionalmente più efficienti.
Un mercato ancora dominato dalla classe energetica meno efficiente
Accanto alla crescita delle classi più alte, si registra anche un incremento delle compravendite nelle classi energetiche intermedie, C, D ed E, che arrivano a rappresentare il 23,9% del totale, rispetto al 22,2% dell’anno precedente.
Rimane tuttavia prevalente il peso delle abitazioni meno efficienti: le classi F e G continuano a rappresentare la quota maggiore del mercato, con il 67,6% delle transazioni, sebbene in lieve calo rispetto al 70% del 2024.
Se si osserva l’andamento su un arco temporale più ampio, emerge un’evoluzione graduale ma costante. Dal 2019 al 2025, la quota di acquisti nelle classi A e B è passata dal 6,1% all’8,5%, mentre le classi intermedie sono cresciute dal 20,9% al 23,9%. Parallelamente, le abitazioni meno efficienti sono scese dal 73,1% al 67,6%, confermando un lento ma progressivo miglioramento della qualità energetica del patrimonio immobiliare.
L’analisi territoriale evidenzia differenze significative tra le principali città italiane. Nel 2025 è Bologna a registrare la quota più alta di compravendite in classe energetica A e B, con il 9% del totale. Seguono Milano, che raggiunge il 7,8%, e Verona con il 6,9%.
In alcune città la presenza di immobili poco efficienti resta molto elevata. Napoli, Palermo e Genova registrano quote di compravendite in classi F e G prossime al 90%. Anche Roma, Bari e Firenze si mantengono su livelli elevati, con percentuali superiori all’80%.
Diversa la situazione di Torino e Verona, dove la quota di immobili meno efficienti scende intorno al 50%. In queste città si registra infatti una maggiore diffusione delle classi energetiche intermedie, segnale di un mercato più orientato verso soluzioni abitative con prestazioni migliori.



