Secondo Tecnocasa, nel 2026 il mercato degli immobili per l’impresa si muove in uno scenario di moderata crescita economica, con un PIL italiano atteso in aumento dello 0,8%. Dopo un 2025 caratterizzato da dinamiche differenziate tra i vari comparti, emergono segnali di tenuta complessiva dei valori e una crescente centralità delle attività legate ai servizi, sia per le persone sia per le aziende.
«Per il 2026 le prospettive per la nostra economia vedono una crescita attesa del Pil italiano dello +0,8%. Nel 2025 alcuni comparti industriali hanno sofferto, automotive e moda in particolare e anche il commercio ha evidenziato un trend in chiaroscuro con nuove tendenze di consumo, una maggiore attenzione da parte dei consumatori e una affermazione costante di attività che erogano servizi alle persone e alle imprese» – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa. – «L’attrattività turistica del nostro Paese rappresenta un buon sostegno per il commercio e la ristorazione. I dati sulle compravendite degli immobili per l’impresa nei primi nove mesi del 2025 evidenziano un aumento dei volumi per i negozi (+8,3%) e per gli uffici (+2,2%), mentre si segnala una contrazione per il settore produttivo (-0,5%). Il settore degli uffici ha registrato un buon andamento con compravendite in crescita, spesso finalizzate al cambio d’uso in residenziale».
Capannoni e logistica: domanda selettiva e attenzione alla sostenibilità
Per il comparto produttivo si prevede ancora una carenza di offerta, soprattutto per gli immobili di nuova costruzione. Cresce parallelamente l’attenzione verso soluzioni ad alte prestazioni ambientali, mentre la domanda è sostenuta anche da settori in espansione come data center, farmaceutico, medicale, aerospazio e nautica.
La logistica continua a privilegiare posizioni strategiche, sempre più difficili da reperire, motivo per cui si osserva un progressivo interesse anche verso aree secondarie, purché ben collegate.
Negozi: centralità delle location e trasformazioni urbane
Il retail mostra prospettive di stabilità nelle vie ad alto passaggio, dove la domanda resta sostenuta. Nelle aree meno centrali, invece, si rafforza la presenza di attività di servizio e si assiste, dove consentito, a processi di riconversione in residenziale, anche in funzione di normative urbanistiche sempre più restrittive in alcune città.
Uffici: qualità, servizi ed ESG guidano la domanda
Il segmento direzionale si conferma dinamico, con una crescente preferenza per immobili di nuova costruzione, ben collegati e inseriti in contesti urbani serviti. Aziende e investitori mostrano un’attenzione sempre maggiore al comfort degli spazi di lavoro e ai criteri ESG, ormai determinanti nelle scelte immobiliari.



