Le città europee si scaldano sempre di più. Le ondate di calore sono ormai una costante delle estati mediterranee e il surriscaldamento urbano sta diventando una questione non solo climatica, ma anche sociale ed economica. In questo scenario, i tetti degli edifici — spesso considerati semplici elementi tecnici — si candidano a diventare infrastrutture decisive per la resilienza urbana.
Di questo si discuterà lunedì 25 maggio 2026 all’Università Roma Tre, dove si terrà la conferenza finale del progetto europeo Life Superhero, iniziativa finanziata dal programma Life dell’Unione europea e dedicata allo sviluppo di coperture ventilate e traspiranti in laterizio capaci di ridurre il calore negli edifici e abbattere i consumi energetici estivi.
L’appuntamento è previsto dalle 10 alle 13.30 nell’Aula Magna Adalberto Libera dell’Ex Mattatoio di Testaccio.
Promossa da Confindustria Ceramica, responsabile della comunicazione del progetto, la conferenza metterà al centro il ruolo delle cosiddette “coperture passive” nella lotta all’emergenza climatica e alla crescente povertà energetica che colpisce famiglie e patrimoni edilizi sempre più vulnerabili alle alte temperature.
Il caldo urbano e il peso degli edifici sulle emissioni
Secondo le analisi richiamate dal progetto Life Superhero, gli edifici rappresentano circa il 40% dei consumi energetici europei e il 36% delle emissioni di CO₂, mentre circa il 75% del patrimonio edilizio dell’Unione è ancora inefficiente dal punto di vista energetico.
L’aumento delle temperature medie e la frequenza crescente delle ondate di calore stanno inoltre aggravando il fenomeno dell’“isola di calore urbana”, con effetti diretti sulla salute pubblica, sui consumi elettrici e sui costi di raffrescamento. Proprio per questo le strategie di raffrescamento passivo stanno assumendo un ruolo centrale nelle politiche europee di adattamento climatico.
Il progetto Life Superhero – acronimo di “Sustainability and performances for herotile-based energy efficient roofs” – nasce con l’obiettivo di diffondere tetti ventilati e permeabili in grado di dissipare naturalmente il calore accumulato dalle superfici esposte al sole, riducendo il ricorso alla climatizzazione artificiale.
Tetti che respirano: fino al 50% in meno di energia per il raffrescamento
La ricerca parte dall’esperienza del precedente progetto europeo Life Herotile, che aveva sviluppato particolari tegole in laterizio ad alta permeabilità all’aria. I risultati ottenuti nei test europei hanno mostrato riduzioni dei consumi energetici per il raffrescamento estivo comprese tra il 10% e il 50%, a seconda delle configurazioni edilizie.
Il principio è semplice: creare una ventilazione naturale sotto la copertura per disperdere il calore prima che entri negli ambienti interni. Una soluzione che, oltre a limitare l’uso dei condizionatori, contribuisce a ridurre le emissioni climalteranti e migliora il comfort abitativo anche durante gli eventi estremi.
Secondo il consorzio di ricerca, i vantaggi riguardano anche la durabilità dei materiali e la riduzione degli interventi di manutenzione, elemento particolarmente importante per l’edilizia sociale e per gli interventi di riqualificazione nei centri storici.
Il nuovo credito Gbc Cp108 e la svolta normativa
Uno dei risultati più significativi del progetto è la nascita del Credito Pilota Gbc Cp108 – Raffrescamento Passivo dei Tetti, sviluppato con Green Building Council Italia e pubblicato alla fine del 2025. Il nuovo standard premia le soluzioni progettuali capaci di limitare il surriscaldamento estivo attraverso sistemi passivi, incentivando pratiche edilizie più sostenibili e resilienti.
La questione si inserisce in un quadro europeo più ampio. A dicembre 2025 la Commissione europea ha infatti pubblicato nuove regole comuni per il calcolo dell’impatto climatico degli edifici lungo tutto il loro ciclo di vita, nell’ambito della revisione della direttiva Epbd sulle prestazioni energetiche degli edifici.
L’obiettivo europeo è duplice: ridurre le emissioni del comparto edilizio e accelerare la transizione verso edifici climaticamente neutri entro il 2050.
Ricerca, istituzioni e filiera a confronto
Ad aprire la conferenza sarà Adolfo Baratta del Dipartimento di Architettura di Università Roma Tre. A seguire, Elisa Franzoni, direttrice scientifica del Centro Ceramico e coordinatrice del progetto, presenterà i risultati delle sperimentazioni.
«Life Superhero conferma che i progetti europei lavorano per realizzare soluzioni diffuse e sostenibili, migliorando concretamente le condizioni di vita dei cittadini», sottolinea Elisa Franzoni, evidenziando come le tecnologie sviluppate siano già applicabili con prodotti presenti sul mercato.
Interverranno poi studiosi della Università Politecnica delle Marche, che approfondiranno aspetti legati a comfort abitativo, permeabilità all’aria, analisi energetiche e sostenibilità ambientale.
La seconda parte della mattinata sarà dedicata a una doppia tavola rotonda moderata da Donatella Bollani e focalizzata sulla “quinta facciata”, ovvero il tetto come elemento strategico dell’architettura contemporanea. Al confronto parteciperanno rappresentanti del mondo tecnico, delle istituzioni e della filiera edilizia, tra cui Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale architetti, Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, Confedilizia e Housing Europe.
L’evento, patrocinato anche da Ance Roma e Saie, assegnerà tre crediti formativi a professionisti tecnici e si concluderà con un networking lunch dedicato agli operatori del settore.



