Il Gruppo Würth non ha costruito la propria presenza culturale partendo da fondazioni esterne o da iniziative di comunicazione. Ha scelto, invece, di integrare la collezione d’arte direttamente nell’infrastruttura aziendale: nei centri logistici, nelle sedi operative, negli spazi di lavoro.
Una scelta che dice qualcosa di preciso su come l’impresa concepisce il rapporto tra produzione e cultura.
Questa impostazione risale al 1991, quando viene inaugurato il Museum Würth a Künzelsau, in Germania. Da allora, il Gruppo ha sviluppato una rete di musei e spazi espositivi distribuiti in Europa, tutti accomunati dalla stessa logica: l’arte non come accessorio rappresentativo, ma come elemento costitutivo degli ambienti lavorativi.
Collezione Würth: oltre 20.000 opere, un patrimonio europeo
La Collezione Würth conta oggi più di 20.000 opere e figura tra le più rilevanti raccolte private d’arte moderna e contemporanea in Europa.
Il suo sviluppo è stato guidato nel tempo dal Prof. Reinhold Würth, che ha orientato gli acquisti con continuità e coerenza critica, evitando le logiche dello status symbol per costruire invece un patrimonio di effettivo valore storico e artistico.
L’impegno non si è limitato all’acquisizione di opere. Il Gruppo ha sostenuto attività di ricerca, formazione e conservazione del patrimonio, tra cui il restauro della Cappella Palatina di Palermo — un intervento che testimonia un approccio al mecenatismo attento anche al contesto storico e territoriale.

Art Forum Würth Capena: arte dentro il luogo di lavoro
In Italia, questo modello trova una realizzazione concreta nell’Art Forum Würth Capena, inaugurato nel 2006 all’interno del centro logistico di Capena, a nord di Roma.
Lo spazio non è stato concepito come un museo separato dall’attività produttiva, ma come una componente integrata del sito aziendale.
Una distinzione che ha implicazioni precise sulla fruizione: l’opera d’arte non è un’eccezione nella giornata lavorativa, ma una presenza ordinaria, parte dell’ambiente costruito e relazionale.
Quest’anno, l’Art Forum Würth Capena celebra il suo ventesimo anniversario — un traguardo significativo per uno spazio che ha operato con ingresso gratuito e continuità per due decenni.

“Dalla testa ai piedi”: la mostra del ventennale
Per celebrare questo traguardo, l’Art Forum Würth Capena presenta “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, mostra aperta al pubblico fino all’11 settembre 2027.
All’inaugurazione del 18 maggio era presente Maria Würth, nipote del fondatore e Vicepresidente esecutiva del Gruppo Würth per le Arti e la Cultura.
L’esposizione riunisce oltre 50 opere realizzate tra il 1888 e il 2020, firmate da artisti internazionali tra cui Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol.
Il percorso attraversa oltre un secolo di storia dell’arte attraverso dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe, con il corpo umano come filo conduttore — inteso come specchio delle trasformazioni culturali della modernità.


L’Art Forum Würth Capena è aperto al pubblico da lunedì a venerdì, dalle 10.00 alle 17.00, con ingresso gratuito. Il sabato e la domenica lo spazio è visitabile in occasione di eventi e laboratori creativi; nei giorni festivi resta chiuso.
La coordinatrice dello spazio, Valentina Spagnuolo, descrive con chiarezza l’impostazione del progetto: «L’Art Forum Würth Capena nasce con un’idea precisa: portare l’arte dentro il luogo di lavoro, non accanto ad esso. In vent’anni abbiamo costruito uno spazio che è prima di tutto un contenitore di relazioni, dove la collezione di un’impresa diventa patrimonio aperto a chi lavora qui, alle scuole del territorio, ai cittadini e ai visitatori. È questa la nostra idea di mecenatismo: non un’azione episodica, ma una presenza stabile e accessibile, che fa della cultura un elemento integrante dell’esperienza professionale e collettiva».



