La Diocesi di Milano ha presentato ufficialmente il progetto del Monastero Ambrosiano, la propria presenza all’interno di Mind Milano Innovation District, il polo di sviluppo delle scienze della vita e della ricerca insediato nell’ex area Expo 2015.
La conferenza stampa si è tenuta presso l’Abbazia di Chiaravalle, scelta non casuale: il richiamo alla tradizione cistercense — che a partire dal 1135 trasformò il territorio milanese attraverso opere idrauliche e innovazione agricola — definisce la cornice concettuale entro cui il progetto si colloca.
La progettazione è affidata allo studio Stefano Boeri Architetti.
La visione progettuale del Monastero Ambrosiano secondo Stefano Boeri
Il progetto reinterpreta il modello del chiostro — come dispositivo spaziale e simbolico — in chiave contemporanea: un organismo architettonico descritto dallo stesso studio come «introverso ma permeabile», in cui convivono tre dimensioni programmatiche: cura, dialogo e ricerca spirituale.
«Abbiamo inteso dare forma al nuovo Monastero Ambrosiano con un’architettura unitaria e aperta, che rappresentasse anche nelle sue spazialità l’abbraccio tra la nuova Chiesa, il prisma trasparente della Biblioteca delle Religioni e il chiostro triangolare del Giardino delle Fedi, posto all’incrocio tra il Cardo e il Decumano. Un monastero contemporaneo, pensato per rispondere alle esigenze di una società plurale e per promuovere coesione sociale, dialogo interreligioso e produzione di conoscenza.» Stefano Boeri

Programma funzionale: chiesa, chiostro e biblioteca interreligiosa
Il Monastero Ambrosiano occuperà una superficie complessiva di 2.700 m², di cui 1.100 m² destinati agli spazi aperti. Il complesso si articola in quattro componenti principali.
- Al centro del progetto si trova la chiesa, con impianto planimetrico triangolare e una capienza prevista di 300-350 fedeli, affidata a una piccola comunità residente con funzione di presidio liturgico stabile.
- A questa si affianca il Chiostro delle Religioni, pensato come prima soglia di accoglienza e dialogo interreligioso, e il Giardino delle Religioni, dove le tradizioni monoteiste presenti a Milano vengono evocate attraverso essenze vegetali specifiche.
- Completa il programma la Biblioteca delle Religioni, collocata tra un piccolo bosco di ciliegi e destinata ad accogliere alcune statue provenienti dai depositi della Veneranda Fabbrica del Duomo.
La posizione all’interno del masterplan di Mind è strategica: il lotto si trova all’incrocio tra il Cardo e il Decumano, gli assi viari principali del distretto.

Il contesto urbanistico: Mind come nuovo pezzo di città
Il Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano prevede espressamente la presenza di un luogo di culto cattolico all’interno di Mind.
Le proiezioni indicano che il distretto ospiterà entro il 2030 circa 70.000 persone tra residenti, lavoratori e studenti. In questo quadro, la Diocesi ha avviato nel 2023 una Call for Ideas che ha coinvolto realtà ecclesiali, istituzioni, centri di ricerca e studi di architettura, dal cui esito è emersa l’attuale configurazione programmatica.
Il soggetto istituzionale con cui la Diocesi ha definito localizzazione e modalità di integrazione è Principia, la società a partecipazione pubblica responsabile dello sviluppo dell’intero distretto. Non è stato ancora formalizzato un cronoprogramma preciso, ma la Diocesi punta all’apertura entro tre anni.

Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, ha sottolineato come Mind concentri in sé conoscenza, ricerca, innovazione e relazioni internazionali, ponendo inevitabilmente la domanda sul senso complessivo di tale impegno.
Un interrogativo che chiama in causa il rapporto tra scienza e sapienza, tecnologia e umanesimo, profitto e solidarietà. Richiamandosi alla storia di Milano, Delpini ha ricordato come la città sia cresciuta sotto il segno della Madonnina: senza trascendenza e senza riferimento a Dio, ha concluso, non è possibile costruire convivenza, pace né bene comune.
Igor De Biasio, Amministratore delegato di Principia spa, ha invece sottolineato come la presenza del Monastero Ambrosiano a Mind confermi la vocazione inclusiva del distretto, capace di integrare realtà profondamente diverse — dalla ricerca scientifica alla dimensione spirituale, dal dialogo interculturale alla riflessione sui temi umani e sociali.
In un contesto in cui soggetti pubblici, privati, scientifici, culturali e religiosi concorrono alla definizione di un nuovo modello urbano, ha concluso, il valore generato non è esclusivamente economico: per Principia, la coesistenza tra innovazione e attenzione alla persona rappresenta un elemento centrale nella visione di sviluppo del distretto..



