Il mercato immobiliare italiano ha attraversato, negli ultimi tredici anni, fasi molto diverse, passando dalla profonda crisi degli anni 2012-2013 alla successiva ripresa, fino ai record raggiunti negli ultimi anni. A fotografare questa evoluzione sono i dati elaborati da Tecnocasa, che evidenziano l’andamento delle compravendite, dei prezzi degli immobili e del mercato dei mutui dal 2013 al 2025.
Il 2025 si è chiuso con 766.756 compravendite, in crescita del 6,4% rispetto al 2024, mentre i prezzi delle abitazioni hanno registrato un aumento del 4,8%. Un risultato che conferma la vivacità del comparto e il perdurare dell’interesse degli italiani verso l’acquisto della casa.
Secondo Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, a sostenere il mercato contribuisce anche la crescente presenza di acquirenti stranieri, sempre più interessati a investire nel nostro Paese.
Sul fronte del credito, il quadro appare altrettanto significativo. Oscar Cosentini, Presidente di Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa, sottolinea come il mercato creditizio abbia mantenuto un profilo complessivamente solido e resiliente, sostenuto soprattutto dalla crescita delle operazioni finalizzate all’acquisto di immobili. Queste ultime hanno registrato un incremento del 6,6% rispetto al periodo precedente.
Dal minimo del 2013 alla ripresa del mercato immobiliare
2013. Il mercato raggiunge il suo minimo storico del periodo, con appena 389.448 compravendite, tornando ai livelli degli anni Ottanta. I prezzi sono ancora in forte diminuzione, con una flessione dell’8,7%, seppur più contenuta rispetto al 2012, quando il calo aveva raggiunto il 10,2%. La difficile situazione economica e la forte restrizione nell’erogazione del credito pesano sul settore. I tempi medi di vendita arrivano a 178 giorni. Verso la fine dell’anno emergono però i primi segnali di maggiore fiducia da parte delle famiglie e una ripresa della domanda di finanziamento.
2014. Il mercato dei mutui torna a crescere, mentre aumenta la domanda di credito da parte delle famiglie. A favorire il quadro economico contribuisce anche la liquidità immessa dalla BCE attraverso il Quantitative Easing. Migliorano la fiducia di imprese e consumatori e cresce la domanda immobiliare, diventata però più selettiva. Le transazioni aumentano, mentre i prezzi rimangono ancora in territorio negativo, chiudendo l’anno a -7,2%.
2016. Le compravendite compiono un deciso balzo in avanti, aumentando del 18,6%. A trainare il mercato è anche la ripresa del credito, con erogazioni in crescita del 20,6%. I prezzi si avvicinano alla stabilità e chiudono l’anno con una flessione limitata all’1,6%.
2017. Il mercato immobiliare sembra ormai avviato verso l’uscita dalla crisi. La domanda abitativa torna a crescere, gli investitori rientrano sul mercato e i tempi medi di vendita scendono a 141 giorni. Anche il mercato del credito continua a mostrare segnali positivi, pur con i primi rallentamenti. Le compravendite raggiungono 543.188 unità, mentre i prezzi risultano sostanzialmente stabili.
2018. Il trend positivo prosegue. Le compravendite aumentano fino a raggiungere quota 579.207, mentre il mercato del credito consolida la ripresa. Anche i prezzi tornano finalmente a crescere, registrando un incremento dell’1,6%.
2019. Il mercato immobiliare conferma il proprio andamento favorevole. Le compravendite salgono a 604.168, mentre il comparto del credito continua a sostenere la domanda, nonostante una lieve frenata delle erogazioni nella prima parte dell’anno. I prezzi chiudono il 2019 con una crescita del 2,2%.
2020. Il mercato immobiliare aveva iniziato l’anno con segnali positivi, ma la pandemia e il lockdown di marzo hanno determinato una brusca interruzione delle attività. La permanenza forzata in casa ha però modificato le esigenze degli acquirenti, aumentando l’attenzione verso abitazioni più ampie, dotate di spazi esterni e maggiormente adatte alla nuova quotidianità. Terminato il lockdown, la domanda immobiliare ha ripreso rapidamente vigore, mentre gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento più prudente, soprattutto nei comparti legati al turismo e agli affitti brevi, penalizzati dal forte calo dei flussi turistici. L’anno si è chiuso con 558.722 compravendite e una diminuzione dei prezzi dell’1,5%, con alcune eccezioni, tra cui Milano, Verona e Bari, dove i valori hanno continuato a crescere. Anche il mercato del credito ha mostrato una buona tenuta: nonostante la pandemia, nel 2020 sono stati erogati 50,5 miliardi di euro di mutui, il 5,2% in più rispetto al 2019.




