Secondo il Rapporto Rifiuti Speciali 2025 pubblicato da Ispra, oltre la metà dei rifiuti speciali prodotti in Italia proviene dai cantieri edili.
Nel 2023 le costruzioni hanno prodotto più di 83 milioni di tonnellate di rifiuti (in particolare cemento armato, calcinacci, asfalto, terre e rocce da scavo, isolanti, cartongesso).
Lo stesso rapporto spiega che, sempre nel 2023, il tasso di recupero e riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione si è attestato al 81%, ben al di sopra del 70% fissato dalla Direttiva 2008/98/Ce per il 2020, quando si registrava un tasso di recupero del 77,9%.
L’Italia è quindi tra i paesi europei più virtuosi in tema di economia circolare, ma il rapporto segnala anche la tendenza alla crescita della produzione di rifiuti.
Attraverso Consorzio Rec – Recupero Edilizia Circolare – il mondo della distribuzione può svolgere un ruolo attivo per ridurre l’impatto delle costruzioni sull’ambiente.
L’entrata in funzione del Centro Preliminare di Raccolta dei rifiuti individua il distributore quale punto di riferimento privilegiato per un’edilizia più sostenibile e per la tutela del territorio.
Questo nuovo ruolo apre le porte a potenziali sinergie con altri attori che operano nello stesso settore.

Obiettivi comuni
È successo a Vieste (Foggia) per iniziativa di D’Home Edilizia, azienda attiva nel Gargano dal 1980, che ha ideato e organizzato l’incontro pubblico “La nostra casa è il nostro pianeta”, dedicato proprio alla sostenibilità delle costruzioni e alla tutela del territorio.
Durante l’evento, nel maggio scorso, il percorso d’adesione al Consorzio Rec è stato raccontato dai protagonisti, Francesca e Michele D’Aprile, a cittadini, imprese, professionisti, associazioni e rappresentanti istituzionali.
Si tratta infatti del primo Cpr attivo in provincia di Foggia (il secondo in Puglia), quindi era fondamentale informare il pubblico circa questo modello innovativo di gestione dei rifiuti da costruzione.
Semplice e coinvolgente, la narrazione ha sostenuto la necessità di “prendersi cura della propria abitazione per proteggere i nostri territori, la nostra casa comune” – un tema decisamente condiviso dal pubblico.
D’Home Edilizia ha proposto un approccio aperto e inclusivo nella gestione sostenibile dei rifiuti, invitando a partecipare altre realtà attive nella tutela dell’ambiente e del territorio garganico:
- Asd Vieste Scuba Explorers, che attraverso l’esplorazione delle profondità marine promuove salvaguardia e conservazione dell’ambiente sottomarino;
- Blu Mare Garganum Project, che coinvolge gli studenti nella tutela dell’ecosistema dunale, la lotta all’inquinamento da plastica e la promozione della pesca sostenibile;
- Giacche Verdi (Angiv) e Guardie Ecologiche Volontarie (Gev Capitanata), associazioni di volontari che svolgono importanti attività di supporto alla protezione civile, tra cui prevenzione antincendio boschivo, pattugliamento delle aree naturali e salvaguardia del territorio.

«Vi siete mai chiesti che impronta lasciamo sul territorio ogni volta che costruiamo o ristrutturiamo una casa? Noi ce lo chiediamo ogni giorno, perché l’edilizia non è fatta solo di mattoni, ma soprattutto di responsabilità. Vogliamo che l’edilizia smetta di essere un peso per l’ambiente e che diventi uno strumento per proteggerlo. Prendersi cura delle nostre case significa proteggere la casa di tutti»
Francesca D’Aprile,D’Home Edilizia
Relazioni sostenibili
Progettualità, attività ed esperienze sul campo sono state al centro degli interventi, che hanno sottolineato l’importanza delle pratiche sostenibili, come la raccolta dei rifiuti orientata al riciclaggio, per minimizzare l’impatto umano sull’ambiente.
L’incontro ha anche evidenziato il ruolo fondamentale del tessuto associativo locale come interlocutore attivo nei processi di sensibilizzazione e custodia del territorio, e l’importanza di “fare rete” tra imprese e associazioni per generare un impatto concreto e duraturo.
“La nostra casa è il nostro pianeta” si è rivelata un’iniziativa di concreto impatto sull’opinione pubblica locale.
Consorzio Rec ha contribuito con entusiasmo, offrendo al pubblico un panorama tecnico sul modello nazionale di gestione circolare dei rifiuti da costruzione e demolizione.
È stata ribadita l’importanza dello sviluppo delle reti territoriali per la gestione regolamentata dei rifiuti, in grado di contrastare l’abbandono incontrollato, e sono stati inoltre presentati alcuni esempi di materiali ottenuti dal recupero e dalla valorizzazione degli scarti edilizi, come applicazione pratica dei principi di economia circolare nel settore delle costruzioni.
Meno burocrazia, grazie
D’Home Edilizia ha comunicato l’entrata in funzione del Cpr anche attraverso un video, diffuso via social media, che spiega in modo semplice e rapido come funziona e quali sono i vantaggi, per professionisti e privati.
Le operazioni sono le stesse di un normale conferimento di rifiuti da cantiere e demolizione:
- all’ingresso si controllano la documentazione e la conformità del carico, quindi si pesa l’automezzo;
- lo scarico avviene in aree distinte, in base alla tipologia dei rifiuti e sotto sorveglianza del personale del Cpr;
- si pesa nuovamente l’automezzo e si completa la documentazione.
Il primo vantaggio consiste nella riduzione delle percorrenze e del tempo impiegato per il trasporto dei rifiuti al Cpr, invece che in un sito autorizzato normalmente più lontano.
Il secondo vantaggio è che l’automezzo può ripartire carico di prodotti nuovi, utili al proseguimento dei lavori: anche in questo caso si risparmiano tempo e denaro.
Il risultato? Si lavora in regola con le normative, riducendo i rifiuti in discarica e rispettando il proprio territorio, anche nel caso di piccoli lavori domestici.
Ai privati che conferiscono i rifiuti, D’Home Edilizia fornisce un’autocertificazione semplicissima da compilare, eliminando qualsiasi lungaggine burocratica senza compromessi per la tracciabilità dei rifiuti.
D’Home Edilizia proseguirà con nuove iniziative mirate alla sensibilizzazione nei confronti del territorio e del mare del Gargano.
Ci sono eventi che si esauriscono nel tempo di una serata. E ce ne sono altri che raccontano un cambiamento. “La nostra casa è il nostro pianeta”, organizzato da D’Home Edilizia a Vieste, appartiene alla seconda categoria.
Per comprenderne il valore bisogna partire da un luogo comune. Il distributore di materiali edili è da sempre considerato l’anello passivo della filiera: acquista dall’industria, vende alle imprese, distribuisce prodotti. Un intermediario, quasi invisibile, chiamato ogni giorno a difendere margini sempre più ridotti.
A Vieste è accaduto qualcosa di diverso.
Per una sera il magazzino edile ha smesso di parlare di prodotti, di prezzi e di promozioni. Ha parlato di ambiente, di responsabilità, di territorio. Ha riunito cittadini, associazioni, imprese, professionisti e istituzioni non per vendere qualcosa, ma per costruire una consapevolezza comune. È questo il passaggio che merita attenzione.
Quando un distributore diventa il luogo dove una comunità si incontra per discutere di sostenibilità, il suo ruolo cambia profondamente. Non è più soltanto un operatore economico, diventa un soggetto capace di creare relazioni, di mettere in comunicazione competenze diverse e di coordinare una filiera, attorno a un obiettivo che appartiene a tutti.
Il Consorzio Rec nasce proprio con questa visione: fare della distribuzione edile non il terminale della filiera, ma uno dei suoi protagonisti.
La raccolta e il recupero dei rifiuti da costruzione sono il punto di partenza. Il traguardo è molto più ambizioso: diffondere una nuova cultura dell’edilizia, nella quale sostenibilità e responsabilità ambientale entrano nella quotidianità delle imprese.
Le parole con cui Michele D’Aprile ha aperto l’incontro raccontano bene questo spirito. Ha spiegato che avrebbe potuto organizzare molte iniziative diverse. Ha scelto invece questa, perché convinto che fosse quella in grado di lasciare qualcosa al territorio e alle persone che lo abitano. Non è una frase di circostanza: è una scelta imprenditoriale.
Perché investire tempo, energie e risorse in un evento che promuove un’idea, non un prodotto, significa assumersi una responsabilità verso la propria comunità.
Accanto a questa visione c’è stato il lavoro di Francesca D’Aprile, che con competenza e sensibilità ha trasformato un’intuizione in un evento partecipato, capace di coinvolgere realtà molto diverse tra loro e di creare un dialogo autentico.
Alla fine della serata il risultato più importante non era l’apertura di un nuovo Centro Preliminare di Raccolta. Era la dimostrazione che un rivenditore edile può essere molto più di ciò che tradizionalmente immaginiamo. Può essere un presidio del territorio. Un promotore di cultura. Un punto di incontro tra impresa, istituzioni e cittadini.

Se questo è accaduto a Vieste, allora può accadere ovunque.
Forse è proprio questa l’eredità più importante lasciata dalla serata: aver dimostrato che la distribuzione edile, quando sceglie di assumere un ruolo attivo, non distribuisce soltanto materiali. Può distribuire idee, costruire relazioni e contribuire, con serietà ed efficacia, a migliorare il territorio in cui opera.
Francesco Freri, presidente Concorzio Rec
Il settore delle costruzioni si distingue per l’uso intensivo delle risorse naturali.
Oltre ai forti impatti sul territorio e al progressivo impoverimento delle riserve di materie prime, i rifiuti da costruzione e demolizione e gli altri rifiuti prodotti dai cantieri (imballaggi, oli esauriti ecc.) sono il flusso più consistente di rifiuti speciali, a livello europeo e nazionale (50,6% del totale).
I dati sono contenuti nel Rapporto Rifiuti Speciali 2025, pubblicato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, e si riferiscono al 2023, periodo in cui l’edilizia era in ripresa rispetto agli anni precedenti, e non considerano i quantitativi di terre e rocce da scavo né i materiali di dragaggio.

Il rapporto registra un incremento dei quantitativi del 1,8% rispetto al 2022, corrispondente a circa 1,1 milioni di tonnellate, per un totale di oltre 61,6 milioni di tonnellate a livello nazionale.
La regione che ne produce di più è la Lombardia, seguita da Campania, Piemonte e Veneto.
Il recupero di materia è pari a 49,9 milioni di tonnellate complessive, in aumento del 3,3% (quasi 1,6 milioni di tonnellate).
La frazione minerale dei rifiuti da costruzione e demolizione preparati nel 2023 per riutilizzo, riciclaggio e altre forme di recupero, è nettamente preponderante (quasi 45 milioni di tonnellate).
Seguono i materiali metallici ferrosi (poco più di 4 milioni di tonnellate), metalli non ferrosi e legno (entrambi poco oltre le 300.000 tonnellate), i metalli misti (quasi 190.000 tonnellate), il vetro (circa 84.000 tonnellate) e la plastica (circa 51.000 tonnellate).
La demolizione selettiva, o decostruzione, che prevede la separazione preventiva dei rifiuti per frazioni omogenee, è la strategia d’intervento consigliata per facilitare la rimozione e il trattamento sicuro delle sostanze pericolose, quindi anche il riuso e riciclaggio di elevata qualità dei rifiuti in edilizia.
La trasformazione in inerti fini e grossolani, per la produzione di calcestruzzi e asfalti e la costruzione delle strade, è la principale modalità di recupero a valle della raccolta.




