Tüv Italia. Sostenibilità nei capitolati: impatti sulla filiera delle costruzioni

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Tüv Italia analizza come la sostenibilità nei capitolati diventi un obbligo normativo tra Cpr 2024/3110, Direttiva Epbd e Tassonomia Ue nel settore edilizio.

Sostenibilità dei capitolati (immagine Tuv italia)

La conformità ambientale nel settore delle costruzioni sta superando la dimensione dell’adesione volontaria per trasformarsi in un insieme di requisiti cogenti destinati a rimodellare la progettazione, la produzione dei materiali e la gestione degli asset immobiliari.

Secondo l’analisi dell’ente di ispezione e certificazione Tüv Italia, l’entrata in vigore delle nuove disposizioni europee impone un cambio di approccio in cui la tracciabilità dei dati e la qualità delle informazioni ambientali assumono un ruolo centrale nei processi di cantiere e nella redazione degli atti di gara.

Il nuovo Cpr e l’integrazione del Global warming potential nei materiali

Con l’applicazione del Regolamento Prodotti da Costruzione (Cpr – Reg. Ue 2024/3110), i dati ambientali diventano parte integrante dei requisiti di conformità del prodotto, affiancandosi alle prestazioni meccaniche e termiche.

Il regolamento introduce la Dichiarazione di prestazione e conformità (Dopc) e predispone l’adozione del Digital product passport (Dpp) per garantire la tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.

Per le categorie di prodotti ad alto impatto — quali cemento, acciaio e materiali isolanti — la dichiarazione del Global warming potential (Gwp) diviene obbligatoria attraverso dati verificati secondo le norme Uni En Iso 14040 e 14044.

In questo scenario, le Environmental product declaration (Epd), finora utilizzate prevalentemente come strumenti premianti nei protocolli di sostenibilità quali Leed e Breeam, acquisiscono valore fondamentale per attestare la conformità normativa e la trasparenza tecnica del prodotto.

Direttiva Epbd e introduzione dell’analisi Lca per i nuovi edifici

Il recepimento della Direttiva Epbd (Dir. Ue 2024/1275) amplia il concetto di prestazione energetica dell’edificio, includendo il computo delle emissioni generate lungo tutto il ciclo di vita (Life cycle assessment – Lca), dalla fase estrattiva dei materiali sino al fine vita.

La direttiva fissa la progressione verso gli edifici a emissioni zero (Zero-emission buildings) a partire dal 2030 per le nuove costruzioni e introduce requisiti di integrazione solare e il progressivo abbandono dei sistemi di riscaldamento ad alimentazione fossile.

L’applicazione dell’analisi Lca richiede ai progettisti e ai direttori dei lavori l’inserimento nei capitolati tecnici di parametri trasparenti basati sull’indicatore Gwp (espresso in kg Co₂ equivalente per unità funzionale).

Questo passaggio risponde alla necessità di intervenire su un patrimonio edilizio europeo caratterizzato da elevate inefficienze, dove circa l’85% degli immobili è stato realizzato prima del 2000.

Tassonomia Ue e impatto economico sull’accesso ai capitali

La compliance ambientale definita dalla Tassonomia Ue (Reg. Ue 2020/852) connette le prestazioni dell’involucro edilizio con la bancabilità dei progetti e l’accesso ai finanziamenti del settore real estate.

Per garantire l’allineamento ai criteri europei, le opere devono soddisfare requisiti specifici:

  • Prestazioni energetiche superiori rispetto agli standard nZeb.
  • Riduzione misurabile dei consumi nelle fasi di ristrutturazione.
  • Monitoraggio e rendicontazione delle emissioni di carbonio embodied.
  • Recupero e riciclo di almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi prodotti in cantiere.

L’integrazione di questi requisiti trasforma la sostenibilità nei capitolati da semplice criterio prestazionale a variabile determinante per il valore patrimoniale dell’immobile e per la prevenzione del rischio di svalutazione degli asset.

Il ruolo delle verifiche terze e le prospettive al 2030

L’implementazione delle normative europee tra il 2026 e il 2030 richiede un’integrazione più stretta tra banche dati ambientali, modellazione Bim e sistemi di rendicontazione Esg.

In questo contesto, l’intervento di enti terzi indipendenti diventa necessario per validare l’accuratezza dei dati Lca, la veridicità delle dichiarazioni Epd e la conformità degli edifici ai criteri della Tassonomia Ue, offrendo certezza tecnica alle stazioni appaltanti e agli investitori.

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