Il 2 ottobre 2026 il progetto Restart Scampia, promosso dal Comune di Napoli, ha raggiunto una nuova tappa con il completamento delle prime tre palazzine del lotto M (A1, A2 e A3), per un totale di circa 97 nuovi alloggi.
L’intervento, voluto dall’amministrazione Manfredi, è firmato dallo studio di architettura Settanta7 e realizzato da Piloda Building. Il lotto fa parte di un programma di rigenerazione di edilizia residenziale pubblica che comprende la demolizione di due Vele e la conservazione della Vela Celeste.
Restart Scampia: i numeri del programma
Il piano di finanziamenti di Restart Scampia ammonta a circa 159 milioni di euro e prevede la realizzazione di 509 nuovi alloggi, affiancati da servizi locali, aree pubbliche e una nuova viabilità di quartiere. Il comunicato definisce il programma tra i più grandi in Italia per la rigenerazione di complessi di edilizia residenziale pubblica.
L’intervento insiste su un’area di circa 200.000 metri quadrati. Il Comune di Napoli è proprietario degli alloggi e beneficiario dei finanziamenti, che provengono da fondi Pnrr, Pon Metro e Periferie. Il programma comprende inoltre una scuola per l’infanzia, un Civic Center per attività sociali e culturali, mercati coperti e aree verdi con orti urbani.
Delle Vele ancora in piedi, due sono state demolite. La Vela Celeste viene invece conservata e destinata a ospitare spazi per attività sociali e culturali.

Il primo lotto: progettisti, impresa e cronoprogramma
Il primo lotto è stato progettato da Settanta7, studio di architettura internazionale, insieme a Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni. A realizzarlo è Piloda Building/Operazione Srl. La progettazione del verde è affidata a Proap, studio di architettura del paesaggio, che ha completato il disegno urbano dell’area.
La cantierizzazione è iniziata due anni fa: la scheda di progetto indica l’avvio dei lavori a dicembre 2024 e l’ultimazione a dicembre 2026. È in fase avanzata la progettazione degli altri edifici previsti.


Facciate ventilate e standard Nzeb
Dal punto di vista tecnico, il comunicato descrive l’intervento come un’opera di edilizia residenziale pubblica con edifici a energia quasi zero (Nzeb). Ogni palazzina ha una facciata ventilata con una propria cromia, dall’antracite al bianco fino al borgogna.
Secondo i promotori, la scelta rende ogni edificio riconoscibile rispetto alle vecchie Vele, tutte identiche tra loro, e garantisce elevate prestazioni energetiche, durabilità nel tempo e una riduzione dei costi di manutenzione.
Per gli edifici ancora da realizzare, il progetto prevede tecnologie costruttive e materiali selezionati per l’efficienza energetica e il contenimento dell’impatto ambientale.

Tipologie abitative e piani terra
Gli alloggi hanno doppia esposizione, ampie porte finestre e terrazzi che in alcuni casi raggiungono i 4×4 metri. Le tipologie sono cinque, con superfici da circa 50 a 140 metri quadrati, per rispondere a nuclei familiari e esigenze abitative differenti.
Tutti i piani terra delle palazzine sono destinati a unità commerciali e attività comunitarie. L’obiettivo è restituire vitalità e permeabilità al quartiere, con un piano terra aperto e trasparente pensato come presidio sociale, in discontinuità con la chiusura che caratterizzava le vecchie Vele.
Cantiere, filiera e partecipazione degli abitanti
Il cantiere, attualmente in corso, prevede l’impiego di 100 unità lavorative, 25 ditte specializzate (per la maggior parte campane) e 50 tra architetti e progettisti, per la realizzazione di cinque edifici residenziali.
Il progetto nasce da un percorso condiviso con il comitato Vele, che ha rappresentato per decenni la comunità degli abitanti nella lotta per il diritto alla casa. Il comitato è stato coinvolto fin dalla fase di progettazione e presente in ogni fase realizzativa.


«La riqualificazione delle Vele di Scampia segna un cambio di passo netto rispetto al passato. È stata un’occasione unica per reinventare il concetto di social housing, trasformando strutture ripetitive e monotone in un’architettura aperta, luminosa e inclusiva, a beneficio del quartiere e della comunità che lo abita». Arch. Daniele Rangone, co-founder e chief vision officer di Settanta7
«Dietro ReStart Scampia c’è una vera e propria macchina organizzativa: circa 200 persone impegnate, con punte che raggiungono le 300 unità, e oltre 50 aziende coinvolte. Una filiera selezionata non soltanto sulla base delle competenze e della capacità produttiva, ma anche privilegiando imprese e fornitori capaci di garantire elevati standard di sostenibilità ambientale, a partire dal rispetto dei Cam, oltre che di affidabilità, correttezza e legalità. Essere protagonisti di questa trasformazione è per noi motivo di grande orgoglio e responsabilità. Rigenerare non significa semplicemente costruire nuovi edifici, ma mettere insieme competenze, persone e imprese per restituire qualità, identità e futuro a una parte di città». Emanuele Di Palo, ceo di Piloda Building
«La conclusione di questo primo lotto è un momento importante per Scampia. Le Vele diventano così un simbolo di rinascita per l’intera città. Questo giorno segna non soltanto il completamento di una tappa di un percorso molto lungo, ma finalmente restituisce alla comunità alloggi vivibili e dignitosi e rispetta le promesse fatte. Gli appartamenti pronti per essere abitati sono un ulteriore segnale di un progetto che sin dal principio è stato condiviso con i comitati e che si aggiunge a un cambio radicale che ha interessato il quartiere in questi anni, dalla metropolitana all’università. Questo ci dimostra che le cose, con la giusta volontà, con una competente capacità di progettazione e con il lavoro di tutti, possono essere portate a termine». Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli
«Questo progetto raccoglie l’istanza di tanti movimenti urbani presenti nelle grandi città del nostro paese, che per anni hanno rivendicato il diritto a una casa dignitosa e all’impegno da parte delle istituzioni di contrastare condizioni di marginalità anche attraverso una forma nuova dell’architettura dell’abitare. Restart Scampia, nella sua forma specifica, esprime più in generale il senso di casa e del ritorno a casa che in tanti cercano nelle città del nostro paese. E riscrive il significato stesso di quei luoghi, che abbiamo smesso di chiamare periferie e che abbiamo imparato a chiamare avamposti della metropoli in formazione in questi anni». Laura Lieto, vicesindaca di Napoli e assessora all’urbanistica

«La trasformazione di Scampia passa prima di tutto dal riconoscimento del diritto alla casa e dalla possibilità, per ogni persona, di vivere in condizioni dignitose. Questi nuovi alloggi rappresentano un passo importante nel percorso di rigenerazione urbana e sociale di un quartiere e della sua comunità. Come Regione Campania, il nostro impegno è promuovere un modello di sviluppo che metta al centro le persone, la sostenibilità ambientale e la qualità della vita. Rigenerare significa non soltanto riqualificare gli edifici, ma restituire spazi alla comunità, rafforzare i legami sociali, garantire servizi e creare nuove opportunità. Un percorso da costruire insieme alle cittadine e ai cittadini, affinché la trasformazione urbana diventi anche un’occasione concreta di crescita, inclusione e benessere collettivo». Claudia Pecoraro, assessora alle politiche abitative della Regione Campania
«Siamo arrivati dopo tanti anni di Lotta ad un risultato straordinario, riprendendoci la dignità, di tante donne e uomini che non hanno mai chinato la testa lottando per abbattere i pregiudizi in questi posti. Per molti anni ci hanno raccontato solo il male, adesso possiamo dire che sta emergendo il bene, la normalità e la grande voglia di riscatto dopo una vita di Lotta e di resistenza. Il nostro processo continua fino a quando non si porta tutto al compimento insieme all’amministrazione garantendo alle 509 famiglie una casa dignitosa e una Scampia con tutti i servizi essenziali». Omero Benfenati, Comitato Vele di Scampia




